"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 24 marzo 2012

La domenica con Gesù, V di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.  


I Lettura. "...Questa l'alleanza che concluderò con la casa di Israele...porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore..." Ger 31, 31-34
  Salmo.  " Crea in me, o Dio, un cuore nuovo".Sal 50, 3-4.12-15
  II Lettura. "Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio..."
  Vangelo. "...Se il chicco di grano, caduto a terra, non muore, rimane solo...Chi ama la propria vita, la perde."Gv 12, 20-33


Oggi, Dio "arriva" a noi per mezzo del profeta. Geremia. Infatti, egli ci ricorda che il perdono di Dio è promozione dell' uomo. 
 Proprio così, l'uomo viene promosso a portare scritta, nella coscienza, la conoscenza di Dio. E', quindi, estremamente importante, per l' uomo, essere sincero con la propria coscienza.
 L'esperienza ci dice che l'uomo è l'essere per la morte, come afferma il filosofo Martin Heidegger. La morte non è un incidente, essa fa parte della natura dell'uomo, anzi, è il suo stesso significato. Solo che nelle proprie fibbre, l' uomo porta anche una forte richiesta di felicità.
 E', purtroppo, questa profonda contraddizione che provoca la nostra stoltezza : la fuga da noi stessi è, infatti, il peccato radicale dell' uomo. Allora egli si "getta" in ciò che promettono  il proprio corpo e il mondo, che lo circonda e chiama felicità, ogni appagamento, che gli viene dal di fuori.
 Solo la morte restituisce all' uomo la sua verità; una verità, che è disperazione per l'uomo della strada e diventa,invece, trasfigurazione per il cristiano, in virtù di quel "binomio" morte-resurrezione, che, in Cristo, dice ordine alla vita piena; come, opportunamente, ricorda il vangelo di oggi: il chicco di grano che, cadendo in terra, non muore, rimane solo; in caso contrario diventa fecondo.
 Sant'Agostino, a tal proposito, così afferma: "Era lui, Cristo, il granello, che doveva morire, per moltiplicarsi; sarebbe morto per l'incredulità dei Giudei, si sarebbe moltiplicato per la fede dei popoli" ; e aggiunge: "Si è fatto uomo colui che ha fatto l'uomo, ma rimanendo Dio immutabile, ha mutato in meglio l' uomo". 
 Ed, ancora, così dice:" Se ami in modo sbagliato, tu odi; se odi in senso buono, tu ami". Ecco perché Cristo parla di odio della propria vita (ad es. i progetti umani privi di riferimento a Dio): è un odio in senso buono, che matura qualitativamente la nostra personalità.
 Oggi la nostra realtà è percorsa da inquietudine sociale, da malcontento, dall' attesa di qualcuno e di qualcosa, da una nuova saggezza, di una nuova moralità della coscienza, di alleanza con qualcuno, che non tradisce.
 Proprio a costoro si rivolge Geremia, ricordando che Dio conclude con il suo popolo un' alleanza nuova.
 Troppi ideali sono caduti, troppe speranze socio-politiche sono evanescenti, non c'è nessun eroe pronto a darci questo sollievo. Per di più nessuno, ormai, oggi, crede a tali eroi. Ecco, allora, la parola di Dio, che ci viene in soccorso: non è di alleanze umane che abbiamo bisogno, ma dell'Alleanza, che ci ha creato e salvato ( Dio ).
 Dio ci offre la moralità autentica, quella che è scritta nel cuore e rende saggi dall' intimo dell' io.
 La parola di Dio ci conduce su questo percorso esigente, ma profondamente liberante.
 - La prima lettura ci ricorda che non siamo più condotti per mano, ma presi per il cuore, centro decisionale della persona.
 - La seconda lettura annuncia che non siamo salvati attraverso i nostri sacrifici, ma dal sacrificio della croce di Cristo.
 - Il vangelo proclama che Gesù apre al mondo la propria vita di amore, per richiudere, nel suo grembo, ogni forma di egoismo.
 Lui è il chicco di grano che si rompe, noi siamo coloro, che lo imitano. Il poeta E. Montale dice: "Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro,/ per vedere il Signore se mai passi./ Ahimè, non sono un rampicatore ed anche/ stando in punta di piedi non l' ho mai visto".
 - Vivere, oggi, questi atteggiamenti è drammatico per un cristiano, perché il vento spinge totalmente all'opposto. Si perde la tranquillità, si entra come in una tempesta. Ma l'esperienza ci dice che: quando una tempesta scuote la foresta, porta più lontani i semi della vita.
 La Chiesa, nell' accoglienza della diversità, se va al martirio è perché ritorna al Vangelo. Sceglie la povertà di fronte agli ambigui privilegi, che il potere vorrebbe offrirle, alzando la sua voce profetica, con franchezza, per dare la parola a chi è stata tolta con la violenza.
 Tutto, oggi, è scelto, giudicato e fatto nel segno dell' interesse. 
 Per il cristiano, no! Le idee valgono non per quello che rendono, ma per quello che costano. Infatti, che senso avrebbe, per noi andare incontro ad un Dio crocifisso, se non per ricordarci che la nostra salvezza è costata cara a Dio: è costata la vita del Figlio.  
                                                                              Mons. Antonio Scarcione    

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