"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 1 ottobre 2012

La domenica con Gesù, XXVI del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

I Lettura ."...Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo Spirito ! "... Num 11, 23-29
II Lettura. " Le vostre ricchezze sono marce...il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine..." Gc 5, 1-6
Vangelo. " Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d' acqua nel mio nome...non perderà la sua ricompensa..." Mc 9, 38-43. 45. 47-48



Il brano evangelico è costituito da due parti. La prima riporta l'allarmismo di Giovanni, che considera qualcuno come  indebito operatore di esorcismi, a cui segue la pacata risposta di Gesu', che aiuta a considerare l'altro un collaboratore e non un concorrente. Viene, altresì, ricordato che il bene compiuto, fosse anche un bicchiere d'acqua, non perde il suo valore. La seconda, invece, presenta numerosi avvertimenti sullo scandalo, esemplificato attraverso tre elementi: la mano, il piede e l'occhio.
 - La prima parte. Protagonista ne è Giovanni, preoccupato, perché un tale, che non appartiene alla sua "cerchia", compie esorcismi in nome di Gesu'. Per Giovanni, quell'uomo non dovrebbe agire, perché non fa parte del gruppo degli apostoli. Giovanni, quindi, vuole vietare ad uno di fare l'esorcista, "perché non ci seguiva", non apparteneva, cioè, ai dodici. Egli, infatti, concepisce la sequela come un privilegio, anziché come un servizio. Gesu', amabilmente, lo corregge: compiere un esorcismo significa possedere la forza di Cristo, per vincere satana. Conseguentemente, come giustamente recita un detto sapienziale, "se uno non ti è nemico, ti è amico".
 Gesu', qui, si rivela un maestro di buon senso, aperto alla diversità. Lo esprime bene un gesto di bontà, come l' offerta di un bicchiere d' acqua. Conta soprattutto la motivazione teologica: colui che agisce, pensa a Gesu' e vede nell' altro un fratello. Con cio' non si vuole escludere il valore di una bontà naturale: perché il bene è sempre bene.
 - Si può essere seminatori di morte mediante lo scandalo. Lo scandalo indicava, in origine, una pietra d'inciampo nel cammino verso la meta. Poi assunse il significato di impedimento, messo volontariamente, per bloccare il cammino. Chi tenta di bloccare o limitare tale cammino spirituale, riceve le severe parole di Gesu'. Quanto sia grave lo scandalo, si capisce dalla durissima pena inflitta: essere gettato nel mare con una macina da mulino appesa al collo. Il discorso continua, con delle esemplificazioni. Sono addotti, ancora, tre elementi: la mano, il piede e l' occhio. La prima indica l' azione, il secondo il movimento, il terzo è la finestra sul mondo interiore. Se l' arto causa scandalo, c' è l' ordine di privarsene, con un' asportazione netta. Il procedimento è, chiaramente, finalizzato ad ottenere la vita eterna, un bene che non puo' essere compromesso.
 Meglio ottenerlo anche se mutilati, piuttosto che rimanere sani ed andare alla perdizione.
 - Qual è il significato delle parole di Gesu' ? Davvero Egli richiede una mutilazione ? Per rispondere, teniamo conto sia del genere letterario del brano, sia del comportamento di Gesu'. Le espressioni sono, evidentemente, iperboliche e paradossali. Ricordiamo che la mano o il piede o l' occhio, che peccano, sono comandati da un cervello e da una volontà malati.
 Conseguentemente, a nulla gioverebbe privarsi dello strumento, senza intervenire sulla causa. Perciò, il discorso di Gesu' va preso con rigore, perchè dice cose serie; ma non va preso alla lettera, infatti la mutilazione non è mai stato un metodo pedagogico, seguito da Gesu'.
 - Siamo un po' sorpresi dalle parole dure che scuotono profondamente i nostri animi. Certamente, il severo discorso di Gesu' sullo scandalo diventa in invito ad un serio esame di coscienza per tutta la Chiesa, clero e laici. Abbiamo, inoltre, il dovere di far risuonare, in tutta la società, le parole del vangelo di oggi, perchè la vita sia liberata da tanti scandali, che, purtroppo, inquinano ormai tutti i settori. Dobbiamo, nello stesso tempo, far tesoro del suggerimento del papa Giovanni XXIII, che invitava a distinguere tra peccato (da condannare senza se e senza ma) e peccatore (da inserire in un nuovo cammino di redenzione, dopo una giusta punizione e riparazione).
                                                                                 
                                                                                Mons. Antonio Scarcione 
 

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