"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 27 ottobre 2012

La domenica con Gesù, XXX del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

I Lettura. "Il Signore ha salvato il suo popolo...Erano partiti nel pianto, io li riportero' tra le consolazioni; li ricondurrò a fiumi ricchi di acqua..." Ger 31, 7-9
 II Lettura. " Ogni sommo sacerdote è scelto tra gli uomini e per gli uomini viene costituito..." Eb 5, 1-6
 Vangelo.  "...Bartimeo, che era cieco,...cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me ! ...e Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". Mc 10, 46-52



Lungo la strada verso Gerusalemme avviene l'incontro di Gesù con Bartimeo. L' incontro e la guarigione del cieco "segnano" anche l' "apertura" degli occhi, di cui hanno bisogno i discepoli, che ancora sono incapaci di accettare il messianismo salvifico di Gesù, attraverso la croce. Bartimeo, quando percepisce che sta passando Gesù, grida: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me! " Questa è una preghiera, anzi un' invocazione di aiuto. Gesù, infatti, è l' inviato di Dio, colui che puo' guarire ciechi, storpi e zoppi. La folla, all'inizio," ostacola" l'incontro del cieco con Gesù, cercando di zittirlo; ma la sua ostinazione gli fa raggiungere lo scopo. Marco dedica, altresì, una particolare attenzione alla folla, in mezzo alla quale "colloca" volutamente i disepoli. La folla cerca di tacitare Bartimeo, perchè si sente infastidita dalle sue grida. Cio' è percepito come una nota stonata e fastidiosa. Il loro fastidio esprime tanto la supposizine che Gesù abbia cose piu' importanti da fare (quasi che i problemi dell' uomo  fossero per Lui un disturbo), quanto la voglia di molti di nascondere le malattie, i difetti, i limiti, gli handicaps per vergogna. Bartimeo, quindi, viene percepito dai discepoli e dalla folla come un disturbo. Ma al Signore quel grido non dà affatto fastidio, anzi Egli si ferma. E' proprio in quell' istante che anche la folla, stimolata da Gesù, collabora ed invoglia il cieco ad alzarsi: "Coraggio ! Alzati, ti chiama !"
 Il cieco, che butta via il mantello, per correre da Gesù,  ci ricorda che esso è l' unica ricchezza del povero. Contrariamente al ricco, che aveva avuto paura di "liberarsi"dei suoi beni, il mendicante Bartimeo, invece, per incontrare Gesù, è pronto a lasciare l' unica cosa che possiede. Il racconto si conclude in modo inaspettato. Ad es., Gesù non impone il silenzio, come aveva sempre fatto con coloro che riconoscevano in Lui il Messia; ne sottolinea, inoltre, la fede con le parole: "La tua fede ti ha salvato", evidenziando che la guarigione non è una "magia", perchè richiede il coinvolgomento della parsona.
 Un secondo elemento di "stranezza" è costituito dal fatto che il miracolo si conclude certo con la guarigione del malato, ma questa volta, come dice Marco, il cieco, guarito, si pone alla sequela del maestro.
 In questo episodio, la sequela di Gesù, pur non direttamente richiesta a Bartimeo, nasce spontaneamente, come espressione di una vita ormai "guarita" ed "illuminata".
La richiesta di guarigione dalla cecità fisica ha avuto, cosi', una conclusione inaspettata: all' inizio c' era un uomo cieco, isolato e seduto ai margini della strada, alla fine abbiamo un uomo in piedi, in mezzo alla gente, che vede distintamente chi sia Gesù e che cammina al suo seguito verso Gerusalemme. E' nato il discepolo, un uomo che grazie alla fede è stato liberato e salvato.
 Oggi, purtroppo,siamo abbagliati da false luci, che impediscono di vedere o intravedere Gesù che passa. Il cuore è malato, gli occhi e gli orecchi chiusi.
                                                                                Mons. Antonio Scarcione


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