"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

venerdì 30 novembre 2012

Buon Dicembre e buon fine settimana a tutti

E finalmente arriva lui, l'ultimo mese dell'anno, Dicembre.

Quest'anno dicembre per tutto ciò che la Tv ci ha propinato è un mese particolare, col paté d'animo, dice mia madre; se ci penso bene è da un anno che parlano della profezia del calendario dei Maya e della fine di un era, un ciclo, che secondo loro dovrebbe aver luogo il 21 dicembre.

Ma credetemi sulla parola, nessuna di queste profezie ha alcun fondamento scientifico e più volte sono state smentite dalla comunità geofisica e astronomica, per non dire che la maggioranza degli studiosi della storia dei Maya confuta queste affermazioni.
In Italia vi sono tanti di quei problemi che aggiungere pure quelle dei Maya sarebbe troppo; una cosa è certa è in arrivo l’IMU e chissà quale altro balzello entro natale tirerà da Palazzo Chigi il professore Mario Monti.
...Aspettando Natale concentriamoci sulle cose più belle della vita che sono gratis e proprio per questo sono più preziose, tuffiamoci allora con serenità d’animo e meditiamo i fumetti di seguito riportati.
Buon Dicembre a Tutti........

Mostra di Pittura del maestro Filippo Tummino

Riceviamo e Pubblichiamo

Domenica 2 dicembre 2012 alle ore 18.30 a PIETRAPERZIA presso la sala conferenze del Chiostro di Santa Maria di Gesù, avrà luogo la presentazione della Personale di Pittura del maestro FILIPPO TUMMINO, da parte di vari relatori.
A seguire sarà aperta e inaugurata la Mostra presso il Teatro Comunale. 

III^ Cena Conviviale

In video alcune fasi della Cena conviviale di sabato 24 novembre 2012 presso l'Hotel Villa Romana. La cena ha luogo ogni ultimo sabato del mese partecipano i soci del comitato, i quartieranti , i simpatizzanti.

Lavori in corso.......


Qualche piccolo problema ci ha impedito di postare le notizie sul blog del quartiere, ma rieccoci per recuperare il tempo perduto, al servizio del quartiere e della comunità cittadina. 

martedì 27 novembre 2012

Parcheggio sotterraneo da 250 posti auto


Quattro piani interrati e sopra la nuova piazza Matteotti/piazza Poste, restituita alla pubblica fruizione dopo circa due anni di lavoro.
Purtroppo non è a Piazza Armerina, ma nel centro storico di Ragusa, dove sabato 24 novembre è stato inaugurato il moderno “Parcheggio dell’Aquila” che si trova proprio davanti alla sede del Comune, con ingresso da corso Italia.

La piazza è finalmente pedonale mentre per parcheggiare le auto si potranno usare comodamente i 250 posti auto sotterranei e facilmente raggiungibili attraverso le varie rampe di discesa e salita.
Per andare in piazza, dopo aver parcheggiato, si potranno usare le scale pedonali o l’ascensore. Parcheggiare costerà appena un euro l’ora, dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato e solo 50 centesimi nei giorni festivi e nelle ore notturne.
A realizzare il parcheggio è stata la Repin. Ragusa diventa così sempre più una città moderna in grado di offrire una serie di servizi utili a restituire ai cittadini spazi in cui potere liberamente muoversi a piedi, lontani dal traffico.
Con il parcheggio «Palazzo dell'Aquila», che si aggiunge a quello da tempo operativo «Ponte Vecchio» di Carmine Putie, si potrà dunque vivere in maniera diversa il centro storico di Ragusa.

P.S. mentre le città siciliane si ammodernano, creando attraverso la realizzazione di opere pubbliche posti di lavoro, a Piazza Armerina abbiamo assistito per anni alla telenovela del non fare “per paura di chissà cosa” perdendo il finanziamento e l’opera.
Nel frattempo le automobili non sappiamo più dove parcheggiarle e con la giusta, prossima chiusura di piazza Cattedrale, sarà ancora peggio. Complimenti ancora, Filippo Rausa.

lunedì 26 novembre 2012

Solo in Italia non c’è il reddito minimo garantito


In Italia mentre politica e politicanti scialacquano, ci si ostina a non dare importanza al reddito minimo garantito. Sembra si tratti di un fatto marginale, si minimizza. Per avere un’idea della realtà dobbiamo pensare che la Corte Costituzionale tedesca ha giudicato come parzialmente incostituzionale la riforma restrittiva del cancelliere Schroeder, dopo il ricorso di una famiglia – padre, madre e una figlia – perché doveva vivere con soli 850 euro al mese (e naturalmente affitto e riscaldamento a carico dello Stato).

Una somma di 850 euro in Italia è uno stipendio, da cui si deve anche cercare di far uscire l’affitto e tutto il resto. Ci scandalizziamo del fatto che negli Usa non esista una sanità pubblica: in Europa si scandalizzano per l’assenza in Italia di un reddito minimo garantito. Negli Stati Uniti Michael Moore però ha raccontato in un film che cosa significa non avere un sanità pubblica; in Italia nessuno tocca il tema del reddito minimo garantito.
L’opinione pubblica non sa reagire di fronte a quello che per gli altri cittadini europei è un assurdo: la flessibilità estrema, senza garanzia del reddito e dell’alloggio. Bisogna capire che il reddito minimo garantito è il fondamento del welfare state europeo, la base del cosiddetto “modello europeo”. Una donna tedesca disoccupata, sola, con tre figli e un affitto di 500 euro, riceve dallo Stato 1850 euro al mese; l’affitto nel caso specifico è basso, ma lo Stato si impegna a pagare un affitto medio, oltre che il riscaldamento e l’acqua calda. La Germania spende all’anno 27 miliardi di euro per il reddito minimo garantito, noi abbiamo un’evasione fiscale di 130 miliardi all’anno: dunque, fatti due conti, potremmo permetterci circa cinque volte lo stato sociale tedesco. Ma la Germania recupera il 70% dell’evasione fiscale, noi no.

In tutta Europa, e non solo in Germania, ci sono due forme di trasferimenti in denaro per i disoccupati. La prima, quella più importante, è un sussidio di disoccupazione; riguarda coloro che non lavorano ma si impegnano a cercare un lavoro. Vale dunque anche per le persone che non hanno mai lavorato. Il sussidio a cui si ha diritto è illimitato nel tempo, finisce quando cessa la disoccupazione. Quindi è falso quello che si legge sui giornali quando scrivono che dura un periodo limitato. Il sussidio, oltre all’affitto dell’alloggio e il riscaldamento, comprende una serie di trasferimenti per i figli. La seconda forma di trasferimento non è un sussidio, ma un’indennità di disoccupazione. Riguarda le persone che sono state licenziate o che hanno terminato un contratto. Hanno un’indennità di disoccupazione pari, in Germania, al 67% del precedente stipendio per circa 12 mesi (18 per coloro che hanno più di 55 anni).
La riforma degli ammortizzatori sociali avrebbe avuto un senso europeo se avesse introdotto il sussidio di disoccupazione. In Europa, terminata l’indennità, il lavoratore può avere un sussidio di disoccupazione (con l’affitto per l’alloggio); in Italia, non c’è niente. I paesi che hanno i sistemi migliori sono Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Austria. Naturalmente, poi, ci sono i paesi scandinavi. L’Europa raccomanda all’Italia di introdurre un reddito minimo garantito da almeno vent’anni. Si dice chiaramente di introdurre un “reddito minimo garantito” senza limite di durata. Ma nulla è stato fatto. Ancora più clamorosa l’omissione di informazione nel caso della famosa lettera della Bce. Nel testo c’è scritto che insieme all’“accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti”, l’Italia dovrebbe introdurre “un sistema di assicurazione dalla disoccupazione”. Fa pensare, no?

Questa lettera è stata sotto i riflettori della stampa, ma nessuno ha notato questa richiesta. Perché? Per una curiosa convergenza ideologica e di interessi della destra e della sinistra. Poi c’è un altro aspetto, anche questo molto importante. Che sia proprio la Bce a raccomandare l’introduzione di un’assicurazione per la disoccupazione demolisce l’alibi di chi sostiene che non ci siano i fondi per realizzarlo. Il reddito minimo garantito è un passaggio essenziale per uscire dalla crisi. Un’altra occasione è stata la lettera con le 39 domande, al punto 21 si chiedeva se l’Italia stesse perseguendo l’impegno preso “a rivedere il sistema dei sussidi di disoccupazione, attualmente molto frammentato, entro la fine del 2011”. Nessuno ci ha fatto caso”. Ha perfettamente ragione il segretario della Fiom, Maurizio Landini, a porre il problema di un reddito minimo garantito. È surreale e ridicolo che lo si accusi di essere un estremista, mentre lui è in accordo con l’Europa, e addirittura con la Bce.
In realtà, sono gli altri a volere tenere l’Italia dentro un isolamento medioevale e fuori dall’Europa. Il problema è che ci riescono benissimo. La cassa integrazione è discrezionale, non universale, e riguarda solo un certo genere di rapporti di lavoro. Quello del reddito minimo garantito è un concetto completamente diverso. 

“Jose Mujica, il presidente dell’Urugay che dona
ai poveri il 90% del suo stipendio”,
 Per dirla in modo semplice: entri in un ufficio, metti una firma, e hai il tuo sussidio. Ora, il grande errore è ridurre il reddito minimo garantito a una forma di assistenza ai poveri. L’aspetto che dovrebbe far riflettere è che dove c’è un forte welfare state non c’è crisi. Invece, Grecia e Italia non hanno un reddito minimo garantito. Questo non spiega tutto, ma è uno degli aspetti che distinguono due tipi di società: una dove prevale la libertà individuale, la protezione sociale, la redistribuzione, l’altra dove invece fioriscono le rendite, i monopoli, il clientelismo. Nei paesi dove non esiste il reddito minimo garantito il lavoro si trasforma in welfare. Il che dequalifica il lavoro, lo rende improduttivo. Penso alle assunzioni di massa che spesso sono una forma di clientelismo politico.

Il reddito minimo garantito permette di scegliere il lavoro, e dunque di scegliere la vita che si preferisce. E permette anche di scegliere liberamente chi ci rappresenta. Ha un forte peso politico. L’inesistenza del reddito minimo garantito in Italia permette alla nostra classe politica di mangiare a caviale e champagne. Sarebbe molto più difficile, per loro, guadagnarsi il consenso di persone libere dal bisogno primario dell’esistenza. Con la libertà dal bisogno diminuisce, e non è poco, il clientelismo politico, il potere dei potentati. Che il reddito minimo garantito permetta di vivacizzare l’economia è stato sostenuto da economisti neokeynesiani come da neoliberisti. Ma in Italia il problema non risiede né nel neoliberismo né nell’intervento neokeynesiano. Il nostro problema è a monte: un’economia relativamente moderna, e una classe politica e dirigente premoderna.

Tutto dunque deve partire dal basso. Anche nel lavoro precario aumenta la soggezione nei confronti di dirigenti, spesso incompetenti, che hanno un potere sproporzionato sulla vita delle persone. Questo tipo di subordinazione in realtà distrugge l’economia. Le idee creano ricchezza, non la subordinazione. Se posso contare su una rete di sicurezza, posso anche rischiare, studiare. Se sono il figlio di un operaio, posso veramente giocarmi le mie possibilità. Se le persone non sono libere dai bisogni primari della sussistenza, non possono dire “no”: saranno costrette a far parte di un sistema piramidale e autoritario, dove il merito e l’iniziativa originale tenderanno a scomparire. Lo Stato italiano spende comunque dei soldi, ma in modo irrazionale o secondo delle logiche politiche. Poi c’è il discorso dell’ordine pubblico, perché la povertà e la percezione dell’abbandono producono anche delinquenza, criminalità grande e piccola; poi c’è il lavoro nero, che sottrae risorse. Dove esiste il reddito minimo garantito, la società si muove dal basso, conta la società civile, contano gli individui; la scelta democratica è meno inquinata dal bisogno.

(Giovanni Perazzoli, dichiarazioni rilasciate a Ignazio Dessì per l’intervista “Solo l’Italia non ha il reddito di cittadinanza”. "Filosofo, saggista e collaboratore di “Micromega”, Perazzoli è redattore di “Filosofia.it”).

 

domenica 25 novembre 2012

La domenica con Gesù, XXXIV del T. O. - Gesù Cristo, Re dell' Universo

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

I Lettura. "Guardando nella visione notturna, ecco venire...uno simile a un figlio d' uomo...Gli furono dati potere, gloria e regno...un potere eterno che non finirà mai..." Dn 7, 13-14
II Lettura.  "Gesù Cristo...colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il sangue...Io sono l'Alfa e l' Omega...l' Onnipotente ! ". Ap 1, 5-8
Vangelo.   "... Pilato disse a Gesù: Sei tu il re dei Giudei ?...Rispose Gesù : Il mio regno non è di questo mondo..." Gv 18, 33b-37

 La Solennità di Cristo, Re dell' Universo, collocata alla conclusione dell' Anno Liturgico, ci fa meditare sul senso della storia, alla luce del vangelo. La nostra breve disamina del sacro testo, tra l'altro, fa tesoro di alcune riflessioni di Bartolomeo Sorge. L' annunzio del Regno di Dio non ci spinge ad evadere dal mondo, ma, al contrario, ci sollecita ad impegnarci, per rinnovarlo.
 Le interpretazioni sbagliate, circa il Regno, sono almeno due:la prima è quella "politica" , la seconda è quella "spiritiualistica". Esse , però, ci aiutano a comprendere meglio che cosa sia, realmente, il Regno di Dio.
 - La prima circolava già ai tempi di Gesù. Infatti, il Regno di Dio, nel mondo giudaico, era concepito come un potere politico. Gesù stesso smentisce, chiaramente, questa interpretazione, in vari momenti della sua vita pubblica; ad es., dopo la moltiplicazione dei pani (quando volevano proclamarlo re) ;nella risposta alla madre dei figli di Zebedeo ( quando essa chiede che i figli seggano uno a destra e l' altro a sinistra) ; nella risposta netta data da Gesù a Pilato ( il mio regno non è di questo mondo). Pur tuttavia, l' interpretazione "politica" del Regno, in tempi recenti, riaffiora, in forma di integrismo (= chi pensa di servirsi del potere, per imporre valori e concezioni del bene e del male).
 Questa interpretazione è ormai "superata", sia sul piano storico (per il processo di secolarizzazione), sia su quello teologico ( la Chiesa, come afferma la "Gaudium et spes", non pone la sua speranza nei privilegi offertile dalle autorità civili ).
 - La seconda. Alcuni, di fronte alla pretesa della cultura dominante, di poter fare a meno di Dio, ritengono che la strada unica da seguire, sia quella di "evadere" dal mondo, per pensare alla propria salvezza, abbandonando gli uomini al proprio destino. Osserviamo che, anche questo atteggiamento, è contrario al vangelo. Infatti, sappiamo bene che Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio unigenito; e Cristo è venuto, perchè il mondo si salvi per mezzo di Lui.
 A tal proposito, "Paolo VI avverte che, come il Verbo si è incarnato, cosi' è necessario che anche noi condividiamo la sorte dei fratelli, a cui portiamo il vangelo" .
 - Il vero significato di Regno. Il Regno di Dio nella storia è come il lievito nella farina. Esso, quindi, non è nè terreno, nè celeste. Non coincide, nemmeno, nè con il potere, nè con il benessere economico, nè col progresso scientifico e tecnologico. Esso, invece, viene e si inserisce nella vita, senza fare rumore e senza attirare l' attenzione. Si attua nella storia degli uomini, attraverso il quotidiano confronto tra il bene e il male.
 E' come un campo, dove il buon grano cresce accanto alla zizzania; fermenta la storia, come fa il lievito nella pasta. Dunque, i costruttori del Regno non sono i ricchi e i potenti di turno, ma i poveri, i piccoli e i deboli, affinchè appaia che chi costruisce il Regno è Dio ( anche se ha "bisogno" dei nostri "si'" ). Esso non si identifica neppure con la Chiesa. Anzi la Chiesa è a servizio del Regno: ne trasmette l' annunzio con la Parola e i sacramenti. In una parola, il Regno di Dio è già in mezzo a noi, anche se non è ancora compiuto.
 Il suo primo stadio si realizza, misteriosamente, "qui ed ora", nella storia umana, dando energie nuove per la giustizia e la pace. Il secondo stadio del Regno si realizzerà, invece, alla fine dei tempi, "quando Cristo consegnerà il Regno al Padre, dopo di aver ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e potenza, perchè Dio sia tutto in tutti" (I Cor 15, 24-28).
 Conseguentemente, "il Regno di Dio non è una dottrina, è, innanzitutto, una persona: Gesù di Nazareth" (Redemptoris missio, 18). Giovanni Paolo II, saggiamente, quindi, esorta a non farsi condizionare dagli elementi negativi, pur presenti nel mondo, ma insiste, affinchè "siano valorizzati e approfonditi i progressi della scienza, della tecnica e della medicina(a servizio della vita umana), la responsabilità per la salvaguardia dell' ambiente, gli sforzi per la pace e la giustizia, la riconciliazione e solidarietà tra i popoli" ( Tertio Millennio adveniente, 46).
                                                                                                                                                                    Mons. Antonio Scarcione

venerdì 23 novembre 2012

Come è andata a finire ? L' Orologio di palazzo di Città


Da questa settimana inauguriamo una nuova rubrica nel nostro blog.

Prendendo spunto dal programma televisivo Report, condotto dalla brava Milena Gabanelli, vi terremo aggiornati sull’evoluzione di argomenti e problematiche di cui ci siamo occupati in questo blog, con interrogazioni al Sindaco, al Consiglio Comunale, ed altre istituzioni presenti nel territorio.

Vogliamo in questo modo verificare i risultati delle nostre segnalazioni a distanza di un congruo periodo di tempo.

Iniziamo con una delle segnalazioni che il Comitato di quartiere indirizzo al Sindaco Nigrelli e al presidente del Consiglio Comunale, il 07 ottobre 2011 sull'orologio fermo da anni sul prospetto di Palazzo di Città, già del Senato, 

Possiamo vantare ed affermare che grazie alla nostra caparbietà, proprio in queste settimane il tre novembre è arrivato finalmente l’impegno di spesa di 1800 euro dell’ufficio Tecnico comunale per la ripulitura e la messa in funzione dell’ingranaggio delle lancette.

La ditta Tsp, infatti, stà provvedendo a risistemare gli ingranaggi ottocenteschi dell'antico orologio, facendone ricostruire alcuni ex novo, nel frattempo è stato illuminato il grande oblò.

Il nostro auspicio è quello di vedere entro l'anno le lancette segnare l'ora esatta, accompagnate allo scandire delle ore dal rintocco delle campane appositamente poste in cima il cornicione del settecentesco prospetto del Palazzo del Senato.

Attendiamo vigili che questo intervento sia fatto per affermare ....... "la sovranità appartiene al popolo che la deve esercitare nell’interesse del bene comune".

                                    Filippo Rausa

                                                                                       

giovedì 22 novembre 2012

Auguri di Buon Compleanno

Venerdì 23 novembre, Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Michele Pennisi, nostro Presidente onorario,  celebrerà il Suo 66 Compleanno.

La Presidenza ed il Consiglio Direttivo porgono un Augurio particolare e di Cuore a Sua Eccellenza. 
"La Sua opera costante ed instancabile di Apostolato, il Suo carisma, la Sua grande capacità di comunicazione sono doni immensi per noi.

Nel ritenere la città di Piazza Armerina e la Diocesi molto fortunata, ad averLa come guida, con sincero affetto Le auguriamo ogni bene.

                          Il Presidente, Filippo Rausa


 


mercoledì 21 novembre 2012

Vi presento un nuovo blog

Dal 9 novembre si aggiunge ai blog cittadini quello di Massimo Liardi all’indirizzo web: http://massimoliardi.blogspot.it/
Qualche tempo fa affermavamo; i blog sono un fenomeno a cui dovrà porre una maggiore attenzione la classe politica che amministra la città, per ascoltare ed accogliere le istanze dei cittadini …  la nostra esperienza, dopo quella di Agostino, ci ha consentito di aprire un varco, da battistrada abbiamo attestato la nostra presenza sul territorio, portando alla ribalta la vita, l’essenza di un quartiere da tutti decantato in campagna elettorale e con la stessa facilità dimenticato.

A Massimo, un sincero augurio per il lavoro intrapreso e per il servizio che certamente contribuirà a servire alla comunità, ad maiora.

martedì 20 novembre 2012

Santa Barbara e la Diocesi di Piazza, Enna e Gela

Con stupore abbiamo appreso da un pubblico manifesto presumibilmente redatto dal Parco Minerario Floristella – Grottacalda, organizzatore delle celebrazioni in onore di Santa Barbara del prossimo 2 dicembre, che la Diocesi di Piazza Armerina per chissà quale decreto ai piazzesi sconosciuto è diventata la Diocesi di Piazza Armerina, Enna e Gela; ovvero, come riportato sulla locandina, Mons. Michele Pennisi è Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, Enna e Gela.

Non ci risulta che l’attuale Santo Padre dal Vaticano abbia disposto decreti di modifica a quello del 3 luglio 1817 che istituiva la Diocesi di Piazza Armerina comprendente 12 Comuni tra cui Enna e Gela.

Non si capisce a che titolo chi ha curato la stesura del manifesto abbia potuto prendersi detta licenza, e come se noi domani su manifesti o carta intestata si scrivesse "Provincia di Enna, Piazza Armerina e Nicosia" tanto per citare i comuni più popolosi.

Al presidente del consiglio di amministrazione ing. Giuseppe Lupo, al suo vice presidente Salvatore Giunta in rappresentanza del Comune di Piazza Armerina, ai consiglieri dal Parco Minerario Floristella – Grottacalda, che organizzano detta celebrazione, chiediamo come abbiano potuto licenziare il suddetto manifesto, noncuranti della sadica e gratuita provocazione che tira in ballo anche il pastore della Diocesi piazzese.

Tutto ciò ci lascia basiti, già stamani capannelli di discussione in vari angoli cittadini avevano per argomento questa stupida provocazione creata ad arte per dividere una comunità già lacerata dalla crisi economica ed occupazionale.

A pensar male si fa peccato, me di solito si indovina, e in questo caso le mire sono sempre le stesse, usurpare Piazza Armerina dell’ultimo primato rimastole, la Diocesi, e cosa ancor più grave e che si profitta di una ricorrenza religiosa per sbandierare ai quattro venti una BUGIA, ovvero, che Mons. Michele Pennisi è Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, Enna e Gela.

Domani ci diranno che è stato un errore, ma per noi rimarrà sempre un atteggiamento di bassa lega, che certamente scredita chi lo mette in atto, ma che comunque rafforza le difese a possibili complotti contro Piazza Armerina, chi ha orecchie per intendere intenda.

E proprio vero, ormai non si ha più rispetto delle istituzioni civili e religiose che esse siano, nel frattempo in attesa di capire e conoscere se si è trattato di un errore machiavellico, attendiamo che qualcuno ci illumini sull’accaduto

                                                                                              Filippo Rausa  

Cena Conviviale

Il Comitato Nobile Quartiere Monte, come da calendario organizza la Cena conviviale sabato 24 novembre alle ore 21.00, presso l’Hotel Villa Romana.
Un'occasione per tutti i tesserati, gli amici e i simpatizzanti del Quartiere per tornare ad incontrarsi, nell'occasione verrà celebrato il 15° anniversario della costituzione dello Statuto.
Per informazioni e prenotazioni contattate: Filippo Rausa, Silvio Annaloro, Giuseppe Parlascino, Giuseppe Pitruzzella, Rosario Aguglia., Tony Amato.

3 anni di blog

E’ passato in cavalleria pure questo, anche quest’anno ci siamo scordati l’anniversario del blog, era il 20 settembre 2009, il primo post era ideato e scritto http://www.quartieremonte.com/2009/09/e-nato.html  .
Da quel giorno sono trascorsi più di tre anni e lo spirito di quel giorno è ancora immutato anzi è cresciuto sempre di più.
Domenica 20 settembre 2009 scrivevamo il primo post, iniziando un’avventura senza precedenti; il 7 dicembre 2009, veniva posto in essere il contatore al Blog che iniziava a contare gli utenti che giornalmente ci seguono, dall’Italia, dall’Europa e dall’America, piano piano sono state raggiunte le 5.000, le 10.000, le 50.000, le 100mila visite… ed oggi registriamo 133.587 visitatori in 3 anni.

Grazie a Tutti coloro che ci seguono costantemente, perché siete lo stimolo ad andare avanti e a fare di più, consapevoli anche di fare un servizio ai numerosi concittadini sparsi qua e là per l'Italia e di ciò siamo straordinariamente contenti certi di portare loro, il profumo, l’atmosfera, il piacere di vedere e conoscere ciò che si fa in città.

Diamo spazio a qualche numero che testimonia la mole di lavoro prodotta e il crescente interesse dei tanti internauti che giornalmente ci visitano, grazie a tutti e buon compleanno Blog

ANNO 2009,  7 dicembre, data iscrizione al contatore histats
878
Totale pagine viste
392
Visitatori totali
248
Nuovi visitatori


ANNO 2010
36,261
Totale pagine viste
19,395
Visitatori totali
9,398
Nuovi visitatori


ANNO 2011
84,890
Totale pagine viste
52,965
Visitatori totali
29,138
Nuovi visitatori


ANNO 2012
89,755
Totale pagine viste
60,675
Visitatori totali
31,910
Nuovi visitatori



Statistiche generali
Totale pagine viste
   212,077


Totale visitatori
133,587


Ultimo accesso conteggiato:
23:43:05 19 Novembre

domenica 18 novembre 2012

PSY - GANGNAM STYLE

Su richiesta di tanti giovani quartieranti il video del momento che sta spopolando in ogni angolo del pianeta.

Passato e Presente, il blog di Tomaso


foto inedita in prima fila da sinistra il Gen. Antonio Cascino,
il M.o Arturo Toscanini, il Ten. Col. Baldo Rossi

Sono trascorsi meno di quindici giorni dal 4 novembre giorno in cui si ricorda la fine nel 1918 della 1°guerra mondiale - la Grande Guerra - con l’entrata delle truppe italiane vittoriose a Trento e Trieste dopo quasi tre anni e mezzo di combattimenti, si concludeva quella che allora venne definita la “Grande Guerra” e si completava il processo di unificazione nazionale.
Anche la nostra città Piazza Armerina che vanta una Medaglia d’oro al valor militare nella persona del generale Antonio Cascino, fu il primo generale italiano a entrare a Gorizia nel 1916, a capo della Brigata “Avellino” ha celebrato degnamente questa ricorrenza.



E proprio in quei giorni ci siamo imbattuti su un blog, realizzato e curato da un ex Alpino, Tomaso Scarpel “un giovanotto di 82 anni” – “un blog creato per la nostalgia che ho della terra dove sono nato, la Valle del Piave, quel lembo di terra chiamato quartiere del Piave, fra i colli del Prosecco di Valdobbiadene e il Montello.
Già il Piave Fiume che ricorda la vittoria degli arditi, prima guerra mondiale, questi, cosiddetti ragazzi del 99, donarono la loro vita per unire l'Italia; nel letto del Piave c'é una piccola isola chiamata l'isola dei morti, oggi un museo storico dove si possono vedere i monumenti con i nomi dei caduti; si racconta che l'acqua del Piave fosse rossa del sangue dei combattenti; nel museo si possono vedere i resti dei cannoni e di proiettili di diverse dimensioni di quell'epoca.
Complimentandoci con Tomaso che abbiamo contattato, il blog è visitabile all’indirizzo http://tomaso-passatoepresente.blogspot.com/, buona visione.

sabato 17 novembre 2012

La domenica con Gesù, XXXIII del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
I Lettura. "...Sarà un tempo di angoscia, come non c'era stata mai dal sorgere delle nazioni..." Dn 12, 1-3
II Lettura." Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati". Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio ". Eb 10, 11-14.18
Vangelo. "...Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno...Allora vedranno il Figlio dell' uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Quanto però a quel giorno o a quell' ora, nessuno lo sa, né gli angeli, né il Figlio, eccetto il Padre" Mc 13, 24-32


  Il vangelo di questa domenica presenta il discorso escatologico (= la fine del mondo), pronunciato da Gesù di fronte al tempio di Gerusalemme, in risposta alla domanda di alcuni discepoli: "Quando accadranno queste cose e quale sarà il segno...? " Gesù non risponde direttamente al quesito, mette in guardia, invece, da falsi profeti, da catastrofi cosmiche, persecuzioni e scissioni familiari.
Il discorso del Signore, per la verità, riguarda tutti gli uomini e punta sul ritorno del Figlio dell' uomo e sull' invito a tutti a vegliare, perché il momento della sua venuta è ignoto. Egli con le immagini del sole, che si oscura, della luna, che non darà più  il suo splendore e degli astri , che cadranno, vuole dire che il mondo, così come lo conosciamo, terminerà.
 L'ordine delle cose, cioè, cambierà, per lasciare posto ad un' umanità nuova, al cui centro starà Gesù. La bella notizia è la seguente: "Vedremo il Figlio dell'uomo venire sulle nubi. " Quindi, la sofferenza, che angoscia l' uomo, ottiene, come risposta di Dio, la manifestazione del Figlio, che sarà ucciso dagli uomini, ma che Dio risusciterà. Ciò che il cristiano spera, è la piena manifestazione di quella novità, già introdotta nel mondo dalla Pasqua di Gesù. E questo significherà l' avvento di un' umanità rinnovata, raccolta attorno al Figlio dell' uomo.

 Gesù, nel parlare degli eventi finali, attinge alla tradizione apocalittica, con immagini catastrofiche e frasi enigmatiche. Lo scopo del Signore, però, non è mai quello di incutere paura e neppure di soddisfare la curiosità ( come e quando avverrà la fine del mondo). Il "quando" verrà la fine, rimane un misterioso segreto, perché l'attenzione viene spostata sul "come" prepararsi e su " che cosa" fare nell' attesa. 
 L' immagine che Egli utilizza è quella di una pianta, che si risveglia dal letargo invernale e comincia a vivere la sua primavera. "Dalla pianta di fico imparate..." Le prime gemme sono il segno della stagione, che cambia e della primavera, che arriva con la sua luce e il suo calore. La storia, che viviamo, è quella di una pianta, che giunge a maturazione. La nostra primavera, lo sappiamo bene, ha un nome solo: Gesù Cristo.
 "... Voi, quando vedrete accadere questa cose, sappiate che Egli  vicino, è alla porte ". Dio ci chiede di percepire la sua azione discreta e continua nella storia. Forse la "routine" quotidiana ci fa dimenticare il trascorrere lento, ma costante del tempo e ci fa dimenticare che siamo pellegrini in cammino. La solidità apparente del mondo non ci deve far dimenticare che siamo su un treno in corsa. Di qui la necessità dell' impegno. E affinché la comunità non si perda in calcoli e/o previsioni sterili, dobbiamo essere consapevoli, che, cioè, "quel giorno e quell' ora, nessuno li conosce, né gli angeli nel cielo, né il Figlio, eccetto il Padre" . 

 Marco intende comunicare al lettore la certezza di quell' incontro: la storia non va, quindi, verso la fine, ma verso l' incontro di Dio con l' umanità, riunita attorno a Lui: questa è la certezza !  Ma vuole anche affidare giorno, tempo e modi di questo evento a Dio, al punto che " neppure il Figlio lo conosce". Gesù diventa, così, modello per la Chiesa, che non dev' essere ossessionata dal voler conoscere le scadenze, ma stare impegnata nell' obbedire a Dio e nel vegliare.
 Nessuno conosce, quando sarà la fine del mondo, ma essa potrebbe giungere in qualsiasi momento. In questo tempo segnato dall' incertezza, il cristiano ha un punto di riferimento sicuro, la parola de Signore: " Il cielo e la terra passeranno,ma le mie parole non passeranno ".      
                                                                                                                                                                                                              Mons. Antonio Scarcione