"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 23 marzo 2013

La Domenica con Gesù, Domenica delle Palme

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: Is 50,4-7; Fil 2, 6-11; Lc 19, 28-40; Lc 22, 14-23, 56

 - Commemorazione dell'ingresso del Signore in Gerusalemme. Oggi termina la Quaresima. Lunedì inizierà la Settimana Santa, che ci "proietta" verso la Pasqua del Signore. Per prepararci alla Festa delle Feste, la Pasqua, occorre far tesoro sia delle sofferenze (morire a sè stessi), sia della gioia (la rinascita).
 - Questa domenica presenta gli ultimi giorni di Gesù, quasi un' alternanza di baci e di sputi, di sguardi d' amore e di tradimento, di mani che spezzano il pane e di altre che contano monete. E' un giorno di lacrime (quelle di Gesù), di pentimento (quello di Pietro), di disperazione (quella di Giuda), di dolore (quello delle donne). La liturgia fa emergere l'unicità del Dio di Gesù e, cioè, che Dio è Amore. Da ora in poi, per sapere chi sia Dio, è sufficiente " inginocchiarsi ai piedi della Croce". (Karl Rahner). Lo ha insegnato anche il centurione romano, "un lontano", che fa professione di fede: "Costui era veramente Figlio di Dio".
 - Il rischio è quello di costruirci un Dio corrispondente ai nostri bisogni, che dia la soluzione alle nostre richieste. Conseguentemente, come per la folla, diventa "facile" gridare "osanna" ed altrettanto "semplice" urlare "Crocifigge". Notiamo che il sacro rito contiene, sinteticamente, il cammino di una fede matura. Certamente, l' efficacia soggettiva della celebrazione dipende anche dall' intensità spirituale, con cui abbiamo vissuto la Quaresima.
 - La narrazione dell'Ultima Cena, chiaramente, "troverà", poi, nel "buon ladrone", il primo dei salvati. Certo, Gesù, in un contesto di abbandoni, tradimenti e odio, "insegue"  la strada di un futuro nuovo e, cioè, che "senza amore non può esserci vita buona, ma, come opportunamente dice S.Pio da Pietrelcina, "Se vuoi amare, preparati a soffrire". Gesù "sale" sulla Croce, per essere accanto ad ogni uomo, nella propria croce e nella morte.
 - Cristo non è venuto a "spiegare" il mistero del dolore, ma ha preso il posto dell' uomo del dolore. Sul Calvario non si "ragiona", si contempla. Tante croci, ma un unico Crocifisso. Quindi, chi continua a far tacere e ad uccidere il Figlio di Dio, non può "rallegrarsi", perché sta "preparando" anche l'emarginazione e l' annullamento della persona umana.
 - "Fa molta impressione" la continuità della preghiera di Gesù: dall' Ultima Cena, all' orto degli ulivi, fino alla Croce. Proprio Luca è l' evangelista più attento all' orazione del Signore, come espressione di un cuore povero e, quindi, fiducioso in Dio. Gesù non maledice, ma trasforma in preghiera la sua condizione: invoca il perdono per i  carnefici, intercede per coloro che sono crocifissi insieme a lui.
 - Credere all' Amore di Cristo, aiuta a credere anche negli altri amori. Quando si è disposti ad amare fino al dono della propria vita, si è già sulla strada della liberazione. Infatti, nel Sacramento del perdono, Cristo guarisce ed educa la libertà umana, donandole la capacità di amare. Durante la passione, Gesù è profondamente umano: l' ascolto partecipe della narrazione e la contemplazione del Crocifisso rendono, certamente,  più umani anche noi.
 - Un dettaglio. Gesù entra a Gerusalemme su un asino (e non su un cavallo); fa, ovviamente, una scelta alternativa, rispetto alle attese prevalenti, tipiche del potere politico e religioso.

Gesù è un uomo "libero" nel modo di trattare Guida e le autorità, nel rifiuto della violenza e nell' attenzione alle donne, nello sguardo a Pietro traditore e nel perdonare al "buon ladrone", nel confronto "perdente" con Barabba e nell' accettazione dell' ingiustizia, nella reazione alla folla ingrata.
 Il Concilio Vaticano II ha chiesto alla Chiesa di essere libera dai potentati e solidale con ogni persona, di non "gareggiare" col mondo, ma di mettersi a servizio di esso, di non cercare il successo, bensì la fedeltà al Vangelo. Per l'evangelista Luca, Gesù salva il mondo con mezzi "poveri" : la fedeltà al Padre, il dono di sè, il silenzio e il perdono. 
 La crisi culturale ed economica è uno stimolo a ritrovare "pietre nuove", per costruire il futuro.
 - Al laicismo si può rispondere, solo, mettendo Cristo al centro della fede e della testimonianza cristiana. Teresa di Calcutta affermava: "Io non amo i poveri, amo Cristo nei poveri". Vediamo bene che, così, cambia tutto. Anche la difesa apologetica della fede può aver luogo solo con una fede vissuta, motivata e motivante.
 Il documento di Benedetto XVI, "Porta Fidei", richiama, giustamente, l'esigenza di sentire e manifestare la gioia di essere cristiani. La fede è, sicuramente, "il caso serio", ma non serioso. (V. Balthasar) Se il Figlio di Dio dà la vita, per riscattare tutti dal "non senso e dalla morte", ciò significa che è veramente grande la dignità di ogni persona, anche se debole, malata terminale, senza lavoro e/o ferita negli affetti più cari.
                                                                                                      
                                                                                  Mons. Antonio Scarcione 
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(Le immagini sono tratte dal dal film "Gesù di Nazareth" di Franco Zeffirelli). Un autentico capolavoro, definito dai cineasti la “miglior miniserie televisiva di tutti i tempi”.

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