"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 31 marzo 2013

MESSAGGIO PER LA PASQUA 2013

Il messaggio per la Pasqua 2013 del Vescovo mons. Michele Pennisi
            Papa Francesco la domenica delle  Palme ha detto:” per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù”.
             La situazione di malessere che pervade il nostro tessuto sociale, l’aria della protesta, dell’insoddisfazione, della sfiducia nelle istituzioni , dell’insicurezza economica e sociale, possono rubare la speranza e far vivere  le persone se non da disperate da certo  da rassegnate. Noi viviamo in un mondo che, al di sotto della sua facciata spensierata ed euforica, è, in gran parte, senza speranza, senza attese vere e senza domani. In questo tempo attraversato da una crisi globale  abbiamo bisogno di aprirci alla speranza in un rinnovamento spirituale e morale, condizione imprescindibile di ogni altro rinnovamento.
            La speranza, che è una coraggiosa fiducia basata su una promessa divina, si distingue dall’ottimismo, che è un atteggiamento acritico in base al quale si pensa che alla fine tutto andrà bene, basandosi sull’illusione di potersi liberare  da soli. Il fondamento della speranza cristiana sta nella certezza resurrezione di Gesù, cuore della nostra fede.
               La resurrezione di Cristo  apre una breccia nel muro della morte, attraverso la quale ogni  uomo può seguirlo verso la libertà e la  vita eterna. Se Gesù è risorto allora la nostra vita è aperta ad un futuro di pienezza e di eternità. La risurrezione di Gesù ci offre la grande speranza che nulla andrà perduto di ciò che avremo fatto con fede e amore, ci dona la promessa che ogni lacrima sarà asciugata, ogni sorriso sarà custodito, ogni sofferenza sarà riscattata,  ogni gesto di bontà troverà  una sorprendente ricompensa. Dalla fede in Gesù risorto può nascere uno stile di vita nuova, caratterizzata da un’operosa collaborazione  in campo sociale che porti serenità alle nostre famiglie, da una convivenza animata dai valori della solidarietà e della fraternità, da una rinnovata capacità di riconciliazione in tutte le forme di vita comune. Le nostre città hanno bisogno di aprirsi alla speranza pasquale che giunge a noi dal Cristo Risorto, da cui deriva la speranza in un rinascimento spirituale e morale condizione di ogni altro rinnovamento. La risurrezione  di Cristo non riguarda soltanto un futuro glorioso, riguarda un presente pieno di significato. 
            La Pasqua cade nel momento dell'anno in cui la natura si ridesta dal torpore invernale e si apre alla primavera, al calore nuovo del sole, alla fioritura degli alberi e al ritorno trionfale della vita. « Chi non capisce   diceva san Zeno - che queste cose sono tutte collegate con i misteri celesti? L'inverno pigro, squallido e triste simboleggia la servitù dell'idolatria e del piacere terreno.                     La primavera è il sacro fonte dal cui ricco seno, per operazione stupenda dello Spirito Santo, nascono i bellissimi fiori della Chiesa» (Tract. I, 33).  La parola di Dio ci ha insegnato a scorgere il legame tra Pasqua e speranza nella storia, che risale alla notte stessa dell'esodo del popolo d’Israele, che trova il suo compimento nella risurrezione di Cristo, da cui scaturisce oggi il nostro passaggio dal peccato alla grazia, dalla tristezza alla gioia, dall’egoismo all’amore, dalla divisione alla riconciliazione. La speranza cristiana come certezza nel futuro rimanda a un presente  che riconosce la presenza  di Cristo Risorto come il Signore della storia.  Da questa concezione della speranza cristiana, deriva il valore  dell’impegno  per migliorare la società  attraverso la promozione della libera  creatività di ogni persona.  Essere testimoni della speranza è oggi il dono più bello che  noi credenti possiamo fare ad un mondo disilluso  e rassegnato.                                                                                     
                                                                                             +    Michele Pennisi
(Le foto sono relative la celebrazione eucaristica della Santa Pasqua 2013)


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