"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 4 maggio 2013

La Domenica con Gesù, VI di Pasqua/C

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

I Lettura. "...Se non vi fate circoncidere...non potete essere salvati...E' parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime..." At 15, 1-2. 22-29
II Lettura. "L' angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto e mi mostrò la città santa, Gerusalemme...il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima..." Ap 21,10-14. 22-23
Vangelo. "...Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà...Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, Lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto...Vi lascio la pace..." Gv 14, 23-29

 Il brano è articolato in tre parti. La prima: chi ama Gesù custodisce le sue parole e vive dell' amore del Padre (vv.23-24) ; la seconda: l' invio del Paraclito, che insegnerà ogni cosa (vv.25-26) e la terza: il dono della pace (vv.27-29).
 - Il circolo virtuoso dell' amore. I primi versetti sono costituiti dalla risposta di Gesù alla domanda sulla sua manifestazione ai soli discepoli (e non a tutto il mondo). La risposta del Signore appare coerente con la domanda. Infatti, chi può accogliere il dono di Cristo? Solo chi apre il proprio cuore a Dio e lo accoglie per amore. Il mondo, lo sappiamo bene, esige solo ordine sociale e giustizia nei rapporti e, poi, monumenti e opere da vedere. Cristo, invece, ci rivela un ordine superiore per quelle anime, che nella storia, possono manifestare Dio, custodendo le parole di Gesù e collocando Dio al primo posto.
 Vi è, dunque, un circolo virtuoso "tra chi è legato a Gesù e, quindi, al Padre. L' amore per Gesù si manifesta proprio nell'osservanza della sua parola, nel mantenere la memoria fissa su di Lui. Ci si può chiedere, a buon diritto, perché il mondo non accoglie Gesù ? Proprio perché non appare disposto ad accogliere la sua Parola, né, tanto meno, intende consegnargli la "signoria" sulla propria anima. Spesso l' uomo, per un mistero grande, che abita la nostra umanità (e che facciamo fatica a comprendere), preferisce rimanere solo, anziché accogliere una relazione di amore stabile e permanente dentro di sé.
 - Lo Spirito insegna a fare buon uso della memoria. La seconda parte è dedicata all' azione dello Spirito Santo, che insegnerà e ricorderà. Se la speranza muove il cammino dell' uomo in avanti, lo Spirito Santo ne è il principale propulsore, attraverso la custodia della memoria di Gesù. La speranza autentica nasce dalla memoria. L' insegnamento avviene attraverso l' esercizio della memoria. I due verbi, se non sinonimi, sono certamente ben collegati: lo Spirito Santo fa ricordare quanto è stato insegnato da Gesù.
 Il termine "Paraclito" indica "colui che è chiamato accanto", esattamente, il difensore, o avvocato, o consolatore. Tale "compagnia" è dono di Dio, che la invierà a tutti i discepoli del Signore.
 - La pace di Cristo raggiunge l' intimo dell' uomo. L' ultima parte è dedicata alla pace. Gesù precisa che la sua pace è caratterizzata dalla sua persona: non è, dunque, l' assenza di conflitti, di dolore e di tensione, ma la pace interiore. Anche quando si fosse appesi alla croce, grazie a questa radice, presente nel cuore, le paure, che si trovano dentro di noi o le minacce esterne, possono essere affrontate con serenità e pazienza.
 - Credere alle parole di Cristo e sperimentare l'opera del Padre. La conclusione della pagina evangelica è come una promessa ed una consolazione. L' espressione "il Padre è più grande di me" suscita diverse difficoltà interpretative. In realtà, il contesto medesimo ci aiuta a comprendere il significato di quelle parole: il Padre è più grande, perché rimane la fonte di ogni missione e azione del Figlio e dello Spirito Santo.
                                                                                                      
                                                                                                Mons. Antonio Scarcione

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