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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 17 giugno 2013

Dopo 87 anni chiude “l’odiata” Provincia di Enna, Piazza Armerina ora guarda il nuovo scenario dei Liberi Consorzi

Allo scoccare della mezzanotte a cavallo tra domenica 16 e lunedì 17 giugno sono stati tantissimi i Piazzesi a gioire e brindare per la fine politica della Provincia di Enna, infatti dopo lunghi 87 anni si è chiuso un ciclo, e si è posta la parola Fine a una storia di soprusi e angherie verso la città di Piazza Armerina.

Oggi 17 giugno 2013, Piazza Armerina si è svegliata LIBERA, sono state spezzate quelle catene che ci legavano a una provincia peraltro non prevista dallo Statuto della Regione siciliana (che è legge costituzionale), infatti l'articolo 15 prevede non solo la soppressione delle circoscrizioni provinciali ma riconosce il valore fondamentale dei Comuni e dà forza e potere ai consorzi comunali.

La cancellazione della Provincia restituisce “giustizia”, a Piazza Armerina sacrificata sull’altare della Patria dal Fascismo con l’istituzione della Provincia di Enna, il 6 dicembre 1926, una pesante ingiustizia, un'imposizione dittatoriale piovuta dall'alto e “pagata” nell’ultimo secolo a caro prezzo.

Il Duce per elevare Enna capoluogo non chiese a nessuna popolazione di esprimere il proprio consenso, la scelta del capoluogo venne motivata dal Fascismo per la visibilità raggiunta dalla città, ma in realtà Enna, denominata allora Castrogiovanni, fu preferita - a dispetto della infelice sua collocazione geografica - perché antitetica rispetto alla vivace Piazza Armerina, storica sede episcopale dell'area dal 1817, comprendente comuni dai monti Erei al Golfo e collocata lungo le più importanti vie di comunicazione.
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Mario Sturzo
Infatti Piazza Armerina, pur essendo più popolosa con 38.080 abitanti contro i 31.879 di Enna (censimento 1921), più importante perché sede di Circondario e Capoluogo di Diocesi, era meno gradita al regime fascista perché considerata sovversiva e antifascista, per la presenza dell’amato Vescovo Mario Sturzo, una delle figure più illustri e illuminate del secolo XX, fratello di don Luigi Sturzo, fondatore di quel Partito Popolare, assai inviso a Benito Mussolini.

(Piazza Armerina su 390 Comuni siciliani, era l'11^ città per popolazione, la 4^ nell'interno della Sicilia, preceduta da Modica, Caltanissetta, Adrano)


Piazza Armerina, Censimento 1921
http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Armerina

La forte e affermata presenza fascista di uomini affini alle posizioni sociali del governo fascista (Napoleone Colajanni), favorì Enna, a scapito delle aspirazioni di Piazza Armerina, tutto ciò mutò fortemente il ruolo e l'importanza di città guida che Piazza Armerina aveva avuto nei secoli.
  PLATIA, l'antico nome, fu città demaniale dalla sua fondazione 1163 regno normanno, fino alle riforme del 1818, fu capoluogo politico, religioso, amministrativo e culturale, fu ininterrottamente amministrata da un consiglio cittadino (Senato).

Già capoluogo di Comarca, nel 1812 vide sottrarsi il titolo di Capoluogo dalla città feudale di Caltanissetta; la nuova Provincia che contava 28 comuni fu suddivisa in tre Circondari, Caltanissetta, la nostra Piazza e Terranova (Gela).

1812 Regno di Sicilia i 23 Distretti Amministrativi
http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_siciliana_del_1812
Del primo distretto/circondario facevano parte 8 comuni, e cioè Piazza Armerina, Villarosa, Calascibetta, Castrogiovanni (Enna), Valguarnera, Aidone, Pietraperzia e Barrafranca;
del secondo Terranova (Gela), Riesi, Butera, Mazzarino e Niscemi.
Con decreto 11 ottobre 1817, emanato dal Parlamento Siciliano, il distretto di Piazza Armerina (assieme a quello di Terranova) veniva elevato a Sottintendenza, poi trasformata in Sottoprefettura.

Con la forzosa istituzione di Enna provincia, Piazza veniva tradita e umiliata, a nulla valsero le iniziali rimostranze al Duce, che lo indispettirono a tal punto da vietare la presentazione di opposizioni o la pur minima protesta.

La Strada Provinciale 4 chiusa da 8 anni che dal
raccordo autostradale porta a Piazza Armerina
La città subì una mortificazione proseguita negli anni con il depauperamento delle risorse e dei servizi da parte del nuovo Capoluogo, che trasse da Piazza Armerina, tutti gli elementi e le strutture per la formazione della provincia, perdendo tutti gli uffici statali, finanziari, giudiziari, la vice prefettura del Circondario, la ferrovia, etc, etc, (anche gli assi viari autostradali successivamente furono subordinati al nuovo stato di cose.
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La cinica politica provinciale piuttosto che emancipare il territorio, lo ha mortificato, un esempio dei nostri giorni, per non andare troppo a ritroso, la SP 4 chiusa da otto anni e ancora non si capisce tra un procedimento ed un altro, quando si interverrà.
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L’obbiettivo della classe politica ennese, tutti i partiti dell’arco costituzionale, nessuno escluso, pare essere stato quello di impoverire e vessare Piazza Armerina e con esso i comuni del suo hinterland, senza rendersi conto che il vortice in cui si relegava Piazza Armerina, trascinava tutti, compresa la megalomane onnipotenza della classe politica ennese che non ha saputo guardare oltre l’orizzonte.

Mai negli 87 anni di vita della provincia, un politico piazzese ha ricoperto il ruolo di presidente, seppure la città abbia avuto una classe politica di primo piano, è sempre stata relegata a ruoli comprimari e questo la dice lunga sui rapporti di gioco forza tra città obbligate dall’alto a convivere e delle lotte intestine tra “piccoli uomini” che hanno gestito la politica provinciale guardando più agli interessi di campanile piuttosto che ad interessi di sviluppo complessivi delle comunità amministrate.

La classe politica ha cambiato pelle, le nuove generazioni hanno sostituito le vecchie ma la lotta contro Piazza non ha avuto fine e potremmo citare i vari e diversi tentativi per usurpare la Diocesi, tutti andati a vuoto.
Tutto ciò fin dall’inizio ha innescato recriminazioni e il malcontento dei piazzesi contro l’istituzione di una provincia che dal 1926 è giunta ai nostri giorni, e nessuno potrà meravigliarsi se le generazioni di concittadini che si sono succedute hanno sempre evidenziato questa forma di sofferenza, di rancore, perché consci della lenta e inesorabile morte che ha attanagliato Piazza Armerina. 
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Detto ciò, quanto descritto ormai è storia, l’istituzione dei Consorzi di Comuni apre nuovi scenari, restituendo quella centralità ai Comuni mancata sin ora; Piazza Armerina oggi svincolata da Enna, deve riscattarsi per l’avvenire dei suoi cittadini, da subito dovrebbe recuperare le città del sua antico comprensorio, smembrato a tavolino agli inizi del secolo, Mirabella Imbaccari, San Cono, San Michele di Ganzaria, Raddusa (nella ex provincia di Catania), per ritessere il filo logico le cui affinità storiche, culturali, sociali, commerciali e  territoriali, sono ancora in essere.

Naturalmente ogni singolo Comune dovrà valutare quale consorzio costituire, a quale aderire tenendo conto, della gestione dei servizi per abbattere i costi gestionali, a fronte dell’attribuzione di alcune funzioni importanti ai Consorzi, quali l’acqua, i rifiuti e l’edilizia popolare, e probabilmente i trasporti urbani, la viabilità comunale ed intercomunale.

Diocesi di Sicilia
Piazza Armerina, forte del preminente ruolo di città di fede, arte e cultura, Capoluogo di Diocesi dal 1817; potrà indiscutibilmente affermare il ruolo di città a vocazione turistica che la proietta tra le più importanti destinazioni turistiche della Sicilia, grazie al suo patrimonio architettonico-religioso e monumentale, e per essere uno dei più importanti siti archeologici con la Villa Romana del Casale, dal 1997 riconosciuta Patrimonio dell’Umanità da parte dell'UNESCO.

Piazza Armerina per le antiche tradizioni religiose e gli eventi culturali unici, come il Palio dei Normanni, la bellezza del suo vasto centro storico che dal periodo normanno corre lungo i secoli disegnando palazzi, conventi e chiese; ed inoltre per il suo aspetto essenziale che la caratterizza con il paesaggio collinare, il circostante patrimonio boschivo, un polmone verde nel cuore della Sicilia, ne fa un unicum dalle mille potenzialità, per se e per i Comuni del suo comprensorio.

Il Palio, realizzato annualmente da un
artista ed assegnato a un Quartiere nel
corso della Quintana del Saraceno
Aspettando di capire le norme di costituzione dei Consorzi (continuità territoriale, numero di abitanti), è ben chiaro che il Consorzio dovrà essere guardato come un macro-Comune dove ogni ente dovrà mettere in campo risorse e capacità per la crescita e lo sviluppo futuro.

Da ciò sarebbe auspicabile che i nuovi liberi consorzi per la loro costituzione non debbano avere paletti prefissati quali numero di abitanti, numero di comuni o di superficie, così come la guida  del consorzio, secondo me, dovrebbe essere affidata ai vari sindaci del consorzio a rotazione per un periodo di sei mesi ciascuno, come avviene per la presidenza dell’Unione europea.

Non entrando nel merito di altri singoli aspetti, Piazza Armerina non potrà non svolgere un ruolo di primo piano giusta la natura dei Consorzi e per quanto sopra detto, proiettarsi a "capitale" del turismo nel cuore della Sicilia diventando città traino di un Consorzio che guarderà verso Piazza Armerina per bypassare lo stallo economico, fino a ieri subordinato dalle decisioni di organi provinciali che hanno determinato la vita o la morte di territori e comunità.   

Concludo, con la consapevolezza che questo breve excursus storico della travagliata storia della nostra Città nell’ultimo secolo, sia un contributo alla politica, al mondo associativo per un dibattito foriero di aspettative, il mio augurio adesso è che nel più breve tempo possibile, il Parlamento siciliano approvi la Legge quadro dei Liberi Consorzi, nella consapevolezza di attuare lo Statuto per creare sviluppo e garantire servizi pubblici efficienti e a basso costo, nel rispetto dei territori e delle aspettative dei siciliani.

                                                                                                         
                                                                                                        Filippo Rausa

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sara´gradevole al ex ex sindaco....
http://www.vivienna.it/2011/08/14/da-piazza-armerina-quei-ottimisti-che-gia-stappano-bottiglie-di-spumante-potrebbero-trovare-aceto-nei-loro-bicchieri/

Anonimo ha detto...

Ai mosaici hanno impiantato i vitigni romani di 2000 anni fa, una riserva speciale la faremo conservare per il prossimo Natale, affinchè i tanti ennesi amareggiati, possano ubriacarsi e non pensarci più, la ruota gira, all'aceto noi preferiamo la salubre acqua dei canali.
Ruggero

Anonimo ha detto...

SE DOVESSE ESSERE PRESTIFILIPPO IL SINDACO COSA FARA'?

Anonimo ha detto...

SPERO CHE IL FUTURO SINDACO,RENDA ONORE E VERITA'... RISCATTO ALLA NOSTRA ILLUSTRISSIMA CITTA' DI PIAZZA ARMERINA FINALMENTE NON PIU' IN PROVINCIA DI enna MALEDETTA, MALEDETTI QUELLI CHE LA COSTRINSERO A FAR PARTE IN QUESTO LUNGO CALVARIO DI MORTIFICAZIONE SOPRUSI E ANGHERIE PERPETRATE DAI "gruttatie mungiuffi"
FINALMENTE I PIAZZESI SONO LIBERIIII DALLE CATENE DEL MALEDETTO "COZZU"
W PIAZZA ARMERINA
W I PIAZZESI LIBERI E ORGOGLIOSI