"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 20 luglio 2013

La Domenica con Gesù, XVI del Tempo Ordinario/C

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
 

Testi : " In quei giorni il Signore apparve ad Abramo alle querce di Mamre..." Mio Signore,... non passare oltre senza fermarti dal tuo servo...". Tornerò da te tra un anno...allora Sara, tua moglie, avrà un figlio ". Gen. 18, 1-10a. " Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca alla mia carne, a favore del suo corpo, che è la Chiesa..." Col 1, 24-28. "...Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c' è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta". Lc 10, 38-42
 - "Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda" . Una delle possibili chiavi di lettura della Liturgia della Parola è certamente quella dell'ospitalità. La prima lettura, infatti, presenta Abramo che accoglie tre uomini, che la tradizione della Chiesa "legge" come simbolo della presenza di Dio, immortalata nella celebre icona della "Trinità" di Andrej Rublév. Abramo organizza un' accoglienza che appare quasi uno "spreco" : focacce, un vitello tenero e buono, panna e latte fresco. Anche il vangelo descrive un quadro di ospitalità, che vede protagonista Gesù, nella casa di Marta e Maria. Un' ospitalità a due facce: i "molti servizi" di Marta e l' ascolto di Maria. E', però, altrettanto interessante, una terza immagine di ospitalità, proprio quella che emerge dal Salmo responsoriale, che ci rimanda all' ospitalità, con la quale il Signore accoglie noi nella sua casa. L' immagine, posta sotto i nostri occhi, è una processione di fedeli, che giunge alle porte del tempio di Gerusalemme, per entrare nella casa di Dio e prestarGli culto.
Gesù, nella casa di Marta e Maria
 - "Ospitati da Dio, varcando una soglia". Ospiti della  casa di Dio sono anche tutti i membri della comunità cristiana, ciascuno di noi. Infatti, ogni volta che ci rechiamo in chiesa, siamo come quegli antichi pellegrini, che si recavano al tempio di Gerusalemme: giungiamo ad una soglia, la varchiamo e passiamo attraverso la porta. Questa dimensione liminale, nel linguaggio rituale, è molto significativa. Oltre la soglia, si è immessi in una nuova realtà, nella quale sono presenti vari elementi: l' acqua, il pane e il vino, dei libri, dei quadri...Ma il modo, con cui vengono trattati questi elementi comuni, ci dice che assumono un significato del tutto particolare. Alla chiesa, infatti, ci si avvicina attraverso alcuni ambienti, che indicano un passaggio graduale ad un "mondo" diverso: dalle case si giunge al sagrato, si è accolti, talvolta, da un portico, per attraversare, infine, una porta. In alcune celebrazioni liturgiche, poi, ad es. nel Battesimo, nel Matrimonio e nelle Esequie, i fedeli sono accolti alle porte della chiesa. A questo punto, appare agevole collegare la porta d' ingresso della chiesa con l'immagine evangelica di Gesù, che disse: "Io sono la porta del gregge" ; e, al tempo stesso, ci rimanda a coloro che hanno già percorso la via della santità, che conduce alla casa di Dio.
 Il teologo Romano Guardini afferma: " Spesso siamo entrati, attraverso il portale, in chiesa ed ogni volta esso ci ha detto qualcosa. "Ora io lascio l' esterno: entro". Fuori c'è il mondo, bello,  fervido di vita e di creazione grandiosa. In esso, però, vi è anche molto di odioso e di basso...Attraverso il portale, però, entriamo nel santuario...il portale sta tra l' esterno e l' interno; tra ciò che appartiene al mondo e ciò che è consacrato a Dio. A chi lo varca, esso dice: "Lascia fuori i pensieri, i desideri, le preoccupazioni, le curiosità e le leggerezze... Tu entri nel santuario". ( "Lo spirito della liturgia", pp.141-142 ). Celebrare, quindi, l' Eucaristia è fare l' esperienza di essere ospitati da Signore.
 - " Di una cosa sola c' è bisogno". Forse non è il caso di soffermarci troppo sul rapporto tra vita attiva e vita contemplativa (elementi apparentemente opposti). Sembra più opportuno "attirare" l' attenzione sull'esigenza di essenzialità nella vita cristiana. Tutti abbiamo bisogno di alleggerire la nostra "bisaccia" di pellegrini e di incamminarci verso Dio, più leggeri, agili e non appesantiti da troppe cose, ma col Vangelo come bussola quotidiana.
                                                                                                                                                                                                                                                           Mons. Antonio Scarcione 

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