"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 22 settembre 2013

La Domenica con Gesù, XXV del Tempo Ordinario/C

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
 
Testi: "Il Signore mi disse...voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese..." Am 8, 4-8 .
"Figlio mio, raccomando che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini e per i re..." I Tm 2, 1-8 ."...Rendi conto della tua amministrazione..." Lc 16, 1-13

 Il grido del profeta Amos ci invita con forza a riflettere e ad agire su alcune forme di gravi ingiustizie presenti nella storia umana. Amos parla di mercanti e di poveri, di commercianti e di schiavi e mette gli uni (i mercanti) in rapporto agli altri (poveri-schiavi), a ricordarci che la povertà dipende anche, specialmente oggi, dall' incapacità di produrre ricchezza, da modi sbagliati di arricchirsi e dal rifiuto della condivisione. Esiste, quindi, un legame profondo tra il mercante che trucca e falsifica i pesi, e il povero, venduto "per due sandali" (un costo trascurabile). Schiavitù e servitù non sono scomparse, ancora oggi si vendono persone " per un paio di sandali", nelle troppe fabbriche, dove ancora "si consumano" persone a scopo di lucro, ma anche nelle nuove imprese, che comprano con alti stipendi giovani brillanti, che così diventano proprietà dell' impresa, che decide orari, feste, famiglia, libertà.

 Come non è scomparsa la povertà, così non sono scomparse l' indigenza o l' esclusione, che sono alla radice di ogni schiavitù e servitù. La povertà, che oggi colpisce le società opulente, ad es. quelle europee, presenta nuove forme (come l'esclusione dalla vita pubblica, il disagio mentale, immigrati non integrati, nuove forme di dipendenza (come il gioco d' azzardo). Queste nuove forme di povertà sono delle povertà relazionali; non si tratta di carenza di reddito

 Per questo, la prima cura della povertà è una cura di relazioni (da quelle familiari a quelle politiche) ed esige un rapporto di fraternità e di reciprocità. Oggi, se nono si curano e ricostruiscono le relazioni, anche gli interventi in termini di reddito restano spesso inefficaci. Occorre comprendere che prima della povertà esistono i poveri; e senza l' incontro con la persona del povero, la povertà non viene curata. La fraternità francescana si costituisce, concretamente, quando Francesco abbraccia  il lebbroso di Assisi. Solo i carismi, quindi, "sollevano" , realmente, "dalla polvere il debole, dall' immondizia rialzano il povero, per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo".  Oggi una grave forma di povertà, in Europa ed in Italia, è, sicuramente, la disoccupazione , specialmente quella giovanile.

 Non è un caso che in Italia abbiamo posto il lavoro come una pietra angolare della Repubblica. Sono davvero molti i significati dell' Art. 1: "L' Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Si sarebbero potute scrivere altre parola alte (libertà, giustizia, uguaglianza, fraternità). Fu invece inserita la parola "lavoro": parola umile, ma forte. E' stato proprio il lavoro che ha creato, in Europa, la democrazia, grazie al grande movimento di lavoratori, uomini e donne, che diventarono cittadini, quando abbandonarono lo "status" di servi nelle campagne, diventarono lavoratori nelle fabbriche, nelle officine, nelle scuole, negli uffici e nelle cooperative.

 Oggi, in Europa, ci sono 25 milioni di disoccupati, la maggior parte dei quali è costituita da giovani. La lotta alla disoccupazione, quindi, deve avere il primo posto, perché, quando il lavoro è negato, è in crisi la democrazia.

 Un' altra considerazione sull' impossibilità di servire Dio e la ricchezza (mammona). Non tutta la ricchezza è "mammona", ma solo quella che nasce da bilance e pesi truccati dalla vendita e dall'acquisto delle persone, dai privilegi e dalle rendite da tasse non pagate, da falsità e bugie. C' è poi la ricchezza buona e civile, quella che nasce dal lavoro e dalla fatica, dal talento, dall' impresa civile, che non diventa "mammona", solo se condivisa e usata, per creare il bene comune.
                                                                                                                   
                                                                                         Mons. Antonio Scarcione

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