"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

venerdì 3 gennaio 2014

''Abolito il Canone Rai'': la bufala impazza sul web

 
Tanti contribuenti italiani stanno esultando leggendo una notizia che circola velocemente sul web, per cui il Canone Rai, tassa indigesta e di antica memoria, sarebbe stata soppressa.
Fino a prova contraria, però, il Canone si paga eccome.
Secondo il Giornale del Corriere, “sito satirico”, così come si autodefinisce a fondo pagina, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo avrebbe abolito il Canone Rai con sentenza (quale?) del 30 dicembre 2013, in cui si affermerebbe che non attiene alla “materia fiscale, nocciolo duro della supremazia del potere pubblico, essendo dominante il carattere pubblico tra il contribuente e il resto della comunità”.
Ancora, viene scritto che “I giudici dell’ Alta Corte Europea hanno sostenuto che le Autorità Italiane hanno perseguito uno scopo illegittimo, obbligando i cittadini all’abbonamento del canone, compromettendo la libertà di informazione.”
In realtà, non si trovano comunicazioni simili sul sito della Rai e nemmeno tra le sentenze emesse dalla Corte Europea.
Il Canone Rai si paga, come ogni anno, sebbene il malcontento dei cittadini italiani sia sempre più forte: nell’ultimo anno, infatti, si sono succedute petizioni e richieste formali per abolire la tassa che, impropriamente, viene definita “Canone Rai”.
Infatti, l’imposta è dovuta per il solo fatto di possedere un apparecchio televisivo, a prescindere dal tipo di programma che si decide di seguire o di canale su cui ci si sintonizza. E’, in sostanza, una tassa sul possesso della televisione.

Nessun commento: