"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 5 gennaio 2014

Epifania del Signore

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "Alzati, rivestiti di luce, perchè viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te..." Is 60, 1-6 . "Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio...Che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo". Ef 3, 2-3a .5-6 . "Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da Oriente a Gerusalemme ...Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono...e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra...Mt 2, 1-12 .
 -Tematiche emergenti. L' Epifania (manifestazione di Dio in Gesù Cristo) "canta" un Dio che nella storia "si riprende il proprio ruolo sovrano: liberare il misero e provvedere ai poveri (Sal 71, 2.12-13).
Adesso si compie la promessa fatta ad Abramo: in lui sono benedette tutte le nazioni (Gen 12, 1-2). Inoltre, proprio oggi, la Solennità apre gli orizzonti della storia anche a noi, perché neppure noi siamo discendenza di Abramo, ma semplicemente, per grazia, siamo stati chiamati alla fede; e in secondo luogo, perché, mentre le celebrazioni rischiano di svuotarsi e sembra che il vangelo non trovi adeguata attenzione nella nostra cultura, ci viene detto che non si spegne mai la rivelazione di Dio agli uomini e una stella guida gli uomini a individuare, nella piccolezza di un Bambino, la manifestazione di un Dio a lungo cercato o dichiarato  "straniero ed estraneo".
 Il prefazio, saggiamente, così riassume la celebrazione: "Oggi in Cristo, luce del mondo, tu hai rivelato ai popoli il mistero della salvezza...".
 - Un possibile itinerario di riflessione. *Annunciare la buona notizia. "Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te" (Is 60, 1). Una stella ha disegnato nel cielo le promesse e le strade di un Dio, che vuole partecipare a tutti gli uomini la benedizione promessa ad Abramo e alla sua discendenza.
 * Insegnare che: a) "l' agire di Dio non è più un mistero", una strada nascosta, riservata a pochi, per entrare "nei ritmi di morte e resurrezione" delle divinità egiziane, greche o romane, bensì un intervento del Dio d' Israele, che parla, si rivela e si manifesta. b) "Il mistero per eccellenza è il disegno di Dio di salvare" tutti gli uomini(LG 1,1). Ora la persona e la vita di Gesù, Parola fatta carne, sono l' evento fondamentale, attraverso il quale il Padre rende evidente sè stesso. Gesù è, quindi, il centro e il vertice  dell' Epifania di Dio e della sua tenerezza verso gli uomini.
 * Esortare alla riconoscenza e all' annuncio. a) L' Epifania è il mistero della salvezza di Dio presente e manifestato a tutti gli uomini e "l' invito ad essi a passare dalla conoscenza alla riconoscenza, dalla paura alla speranza, dal buio alla luce. b) Anche noi, come Paolo, "non possiamo tacere la buona notizia" e non possiamo passare inosservati o nascondere la luce sotto il moggio (Mt 5, 14-15).
 * Proseguire nel ritmo della celebrazione. Ora ritorniamo a celebrare: a) Il rendimento di grazie. Infatti, ciò che hanno annunciato i profeti, oggi si sta realmente avverando: è la visione di Isaia, di un banchetto sul monte Sion, a cui partecipano i popoli di tutta la terra. Anche noi "rendiamo grazie per la gratuità del cuore di Dio, che si rivela in Cristo", una gratuità da rivelare a tutti i popoli. Il Padre accolga l' offerta della Chiesa, che gli offre non oro, incenso e mirra, ma Cristo nostro Signore.
b) Facciamo eucaristia, raccontando, proclamando, cantando le grandi cose, che Dio Padre ha fatto per noi. Facciamo davvero una comunità di uomini e di donne, diversi per cultura, razza, livello sociale, ma innamorati dell' unico Dio e credenti in Cristo. Noi, piccolo segno di un' umanità dispersa, che Dio convoca, continuiamo a fare luce, attingendo alla luce del mistero pasquale, di cui questa celebrazione è memoria. 
                                                                                 Mons. Antonino Scarcione 

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