"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 18 gennaio 2014

La Domenica con Gesù, II^ del tempo Ordinario/A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
 
Testi: "Il Signore mi ha detto: mio servo tu sei...Io ti renderò luce delle nazioni, perchè porti  la mia salvezza fino all' estremità della terra". Is 49, 3.5-6 . "Paolo...e il fratello Sostiene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto...grazia e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesu' Cristo". I Cor 1, 1-3 . "...Ecco l' agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo...Colui che mi ha inviato a battezzare nell' acqua mi disse: colui sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio". Gv 1, 29-34.  
  
 - "Ecco l' Agnello di Dio". L' immagine dell'agnello, quella di Gesù, ci viene ricordata in ogni celebrazione eucaristica. Un' immagine significativa per il popolo ebreo, che vedeva quotidianamente i pastori a pascolare il gregge. L' animale era sacrificato durante il culto, per ringraziare e per ottenere i favori della divinità. All' agnello e alla sua funzione viene accostata la dedizione tipica dello schiavo. Se nella nostra cultura non accettiamo, giustamente, che qualcuno possa essere ridotto in schiavitù, ricordiamo che il Cristo ha assunto in prima persona lo stile di chi rinuncia totalmente a sé stesso, per mostrarci il volto benevolo del Padre.
 - Lo Spirito si contrappone al peccato. Siamo ben consapevoli che alla base del male del nostro tempo vi è il peccato. Gesù è colui che toglie il peccato del mondo, ma tutta l' azione di Gesù è segnata dallo Spirito Santo, che discende e rimane su di lui. La forza, con la quale combattere il peccato, è lo Spirito Santo. Essa è la luce, che illumina la vita, per far percepire il peccato, è la forza nella lotta contro il peccato, la guida, che ci allontana dal peccato.
 - Il dono della vita. Le immagini di agnello e di servo, applicate a Gesù, indicano lo stile della vita del cristiano e invitano all' offerta della propria vita. La vita cristiana coincide con  tutta l' esistenza terrena, cioè con quella di colui che ha accolto Cristo come Signore della vita. Nella missione, il "luogo", nel quale l' annuncio può risultare più efficace, sono le relazioni umane. Donare la vita, significa costruire relazioni significative, dove il Vangelo possa mostrare fino in fondo il volto di Gesù, nella famiglia, nelle relazioni amicali, nei momenti parrocchiali e comunitari, costruire relazioni intense, dove avviene l' incontro interpersonale con l' altro. Così si apre lo spazio anche all' Altro, al Dio di  Gesù Cristo, che è venuto, per farci comprendere la sua bontà e la sua misericordia.
 - L' apostolato e la santità. La seconda lettura unisce Paolo, "chiamato ad essere apostolo", e i cristiani, "santi per chiamata", indicando come apostolato e santità siano due facce della stessa medaglia. La prima santità è la lontananza dal peccato. In Cristo, infatti, siamo stati liberati dal peccato e vivere nella comunione con lui ci sostiene contro il male e la radice del male, che è il peccato.
 Nel contesto mondiale, dove è sempre più evidente la diseguaglianza tra i pochi ricchi e i milioni di affamati, santità significa anche impegno per la giustizia, che per il credente trova la fonte nella Scrittura e si compie nella carità. Un' altra modalità, per vivere la santità  è quella di essere compassionevoli, avere la capacità di farsi prossimo di chi è nel dolore. Compassionevole e grande nell' amore è, prima di tutto, il Signore (Cfr.i Salmi).
 In lotta contro il male, operatori di giustizia e compassionevoli, diventiamo, così, testimoni della presenza del Signore della vita.
                                                                                                                Mons. Antonino Scarcione    
 
 
 

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