"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 9 marzo 2014

La Domenica con Gesù, I di Quaresima / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
 
Testi: "Il Signore Dio...piantò un giardino in Eden...e vi collocò l'uomo...il serpente disse alla donna...nel giorno in cui ne mangiaste...sareste come Dio...la donna...ne mangiò, poi ne diede al marito...Gen 2, 7-9; 3, 1-7.
"...Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su di tutti gli uomini la condanna, cosi' anche per l' opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita..." Rm 5, 12-19 .
..."Se tu sei Figlio di Dio, dì, che queste pietre diventino pane"...Non di solo pane vivrà l' uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"...Gettati giù; sta scritto infatti: ai suoi angeli darà ordine a tuo riguardo...perchè il tuo piede non inciampi in una pietra...Non metterai alla prova il Signore Dio tuo...Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi mi adorerai...Il Signore Dio tuo adorerai; a lui solo renderai culto..." Mt 4,1-11.

 Il percorso di questa domenica appare un po' strano: prima, un giardino, l' Eden, luogo di felicità, dove i primi uomini, messi alla prova, soccombono; poi, un deserto, dove, invece, il Signore, alla triplice insidia del tentatore, riesce vincitore.

 - La prova fa parte di una relazione. I progenitori sono stati posti in una condizione invidiabile, appunto, in un giardino. E tuttavia Dio non li ha voluti trattare come parenti poveri. Ha chiesto loro di vivere con lui in una relazione autentica, fondata sull' amore. Ecco, allora, spiegata la proibizione, che fa appello alla libertà. Cosa conta veramente agli occhi degli uomini: l' amore di Dio, la sua bontà senza limiti e gratuita, oppure i vantaggi, che essi ne ricavano?

 La tentazione è quella di fare a meno di Dio, di interpretare il suo modo di agire, come se esso fosse dettato dal dominio e dall' interesse e non dalla logica del dono. Prendere il posto di Dio è, effettivamente, una tentazione ricorrente nell' uomo, è la presunzione, cioè, di poter essere legge a sè stesso, decidendo che cosa sia bene e che cosa sia male. Con la conseguente, amara scoperta della propria nudità.
 

Le tentazioni di Gesù nel deserto

 - Anche Gesù è tentato. In quanto uomo come noi, anche lui vuole sottoporsi alla prova. Quindi, avverte la seduzione del potere miracoloso, dell' abbondanza di beni, di una vita priva di ostacoli e insuccessi. Ci soni molte attese attorno a lui. Quale "tipo" di Messia Egli sarà?

* Ogni uomo deve fare i conti col pane quotidiano: con la fatica, l' ansia, la penuria. Sarebbe bello trovare il pane senza sudore, con la bacchetta magica. Vivere senza gli ostacoli, gli imprevisti e le sofferenze. No, il Messia sfamerà le folle, spezzando loro il pane.

 * Ogni uomo avverte la seduzione della popolarità. Muovere le masse, avere un seguito enorme, convincere  magicamente la gente a venire dietro, ad accettare le parole d'ordine, a fare propri gli slogans, che vengono suggeriti. No, nemmeno questo. Il Messia non farà nulla per soggiogare o plagiare le folle. Sarà un Messia che rispetta la libertà e i tempi di conversione dell' uomo, che cerca l' amore e non l' obbedienza cieca.

 * Ogni uomo conosce, prima o poi, la tentazione del potere: economico, politico, culturale, finanziario. Ci si può chiedere, perchè non usare l' economia, la politica, la cultura, il denaro per la causa di Dio?   No, il Messia sarà povero e "disarmato". Non si appoggerà a nessun potere, perchè ogni potere esige un' adorazione, che invece, è dovuta solo a Dio. Vediamo che Gesù supera le tentazioni, ricorrendo alla Parola di Dio.

 * Deserto, luogo di tentazione e di scoperta. Nella tradizione biblica il deserto non è solo il luogo della tentazione. Esso è anche il luogo della scoperta di ciò che è essenziale alla vita: cioè, la tenerezza, la provvidenza, la vicinanza di Dio. Certamente, ci meraviglierà, leggendo il vangelo di oggi, che è lo Spirito stesso che "spinge" Gesu' nel deserto. Eppure è proprio cosi'. Lo Spirito, dopo il battesimo nel Giordano, conduce il Signore nel deserto, perchè Egli affronti la prova. Gesù, Figlio di Dio, ma anche vero uomo, impara la fiducia, l' abbandono al Padre, la scelta di essere Messia povero, senza mezzi e sicurezze.

 * Come può il Figlio di Dio vivere in totale povertà, provare fame e sete come tutti i mortali ? L'annuncio del Regno ha bisogno di operatori tutti di un pezzo, e lui, Gesu' è il protagonista di questa impresa. Se ha il potere di fare miracoli, perchè non li utilizza, per togliersi da situazioni difficili e dure ? Gesu' compie, invece, un' altra scelta, quella della condivisione.

 * Come può il Figlio dell' uomo correre il rischio di essere rifiutato, criticato, fatto oggetto di scherno ? Basterebbe destare attorno a sè meraviglia e stupore con qualche gesto prodigioso. Perchè affrontare la strada dimessa e lunga di parlare ai cuori e di convincere uomini e donne ad accogliere la Buona Notizia ? Un suo gesto spettacolare sarebbe più immediato ed efficace ! Ma Gesu' non sceglie la strada dei prodigi, accetta la debolezza e la fragilità, fino al punto di apparire uno sconfitto della storia.

 - Quaresima, tempo di lotta. Il Regno di Dio non si realizza con mezzi facili e rapidi, quasi correndo su un' autostrada. C' è una lotta da affrontare, una battaglia da combattere.

 * La Quaresima non è sinonimo di dieta( per perdere peso). Il rapporto col cibo indica ben altro. Quando ci "tuffiamo" sulle pietanze, ammettiamolo, siamo percorsi da un'ansia nevrotica, da un bisogno preoccupante di divorare, riempirci, colmare una fame profonda, che nessun nutrimento riesce a saziare.

 * C' è il digiuno della Quaresima: un rapporto diverso con il cibo, per avvertire, finalmente, necessità fondamentali, che cerchiamo di coprire, per provare fame e sete di Dio, ma anche per vivere una condivisione con chi continuiamo a tenere alla porta del palazzo.

 * Quaresima non è sinonimo di tristezza, di leggi da osservare, di prescrizioni dure. Anzi deve evocare una nuova, concreta libertà. Legami e catene, che ci tengono prigionieri degli idoli, vengono, una buna volta, recisi. Cerchiamo di uscire da vecchie e nuove schiavitù. Cominciamo a rispettare gli altri, non sfruttiamoli. Esercitiamo il nostro ruolo, senza essere prepotenti. Accettiamo la fatica di ascoltare, dialogare e collaborare.
                                                                                                     
                                                               Mons. Antonino Scarcione  

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