"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

giovedì 24 luglio 2014

Addio Enna, passo e chiudo

Giorno storico per Piazza Armerina 18 voti favorevoli, 1 contrario, 1 assente per malattia, Piazza aderisce al Consorzio di Catania.

Con una maggioranza schiacciante, una delibera votata quasi all'unanimità 18 voti favorevoli, il consiglio comunale di Piazza Armerina ha deciso di lasciare dopo 88 anni “l’odiata” provincia di Enna per aderire al libero consorzio di comuni di Catania.

Inutile ricordare i fatti storici, ormai è superfluo, la volontà popolare di Piazza ha determinato una nuova via da perseguire.

Subito dopo la votazione un lungo e accalorato applauso dei tantissimi concittadini presenti in aula e degli altrettanti presenti nella piazza sottostante, si è confuso con le urla di gioia, gli abbracci di quanti gridando libertà, giustizia è fatta festeggiando il momento storico vissuto.

Dopo Gela, Piazza Armerina è il secondo comune in Sicilia che adotta una decisione del genere dopo l’approvazione della legge regionale di riforma delle province. 

Bisognerà capire nei prossimi giorni se sarà necessario il referendum che dovrà avere luogo entro il 23 settembre, nei 60 giorni di tempo previsti per celebrarlo, poiché stamani, 23 luglio, è stato presentato un emendamento in commissione bilancio che propone di annullare i referendum previsti dalla normativa sui liberi consorzi. 

Se fosse così, se l'emendamento dovesse passare in aula, oggi il consiglio comunale piazzese avrebbe votato il definitivo passaggio al consorzio di Catania.
Comunque andrà a finire, il messaggio è chiaro, una decisione che verrà ricordata e passerà negli annali della storia cittadina, l’emancipazione di un popolo, di un territorio che ha detto basta allo strapotere politico di una città-provincia che in 88 anni a Piazza nè ha fatte vedere di tutti i colori. 

Dopo i tanti interrogativi sul futuro di Piazza di queste ultime settimane, di una cosa sono convinto, il futuro ha sempre un nome, quello dei nostri figli, tutto il resto è solo ed esclusivamente un aspetto psicologico insito nell’Io dell’uomo, legato alla paura e la frustrazione del cambiamento.

                                                                                                 Filippo Rausa


5 commenti:

Anonimo ha detto...

SONO CONTENTISSIMO CHE IL CONSIGLIO, ANCHE CON QUALCHE MAL DI PANCIA, HA VOTATO A FAVORE PER PASSARE CON CATANIA...
BISOGNA STARE ATTENTI ALLE INSIDIE DEL MIRELLONE, IN QUANTO LA TRAPPOLA REFERENDUM CON IL RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM POTREBBE ESSERE PERICOLOSO...
QUINDI FIN ADESSO BISOGNA PRODIGARSI, TUTTI, E IN PARTICOLARE LA POLITICA CHE CI CREDE, OLTRE I COMITATI DEI QUARIERI, A INFORMARE CASA PER CASA LA GENTE PIAZZESE L'IMPORTANZA STORICA CHE PIAZZA PUO' RAGGIUNGERE...
GIUSTO FILIPPO ?

Gaetano Masuzzo ha detto...

Scusate l'ignoranza. Ma perché si esulta prima del referendum? Ma i vantaggi andando con Catania invece di Enna quali sono? Grazie per le vostre esaudienti risposte. Ah dimenticavo: ma andando con Catania i Piazzesi cambieranno modo di pensare e di agire? Siamo sicuri?

anonimo 1 ha detto...

Anche io amo Piazza Armerina,ma so che dietro i vari slogans possono nascondersi sentimenti vari e sfumature di significato diverse.Istintivamente la notizia relativa all' orientamento espresso dal consiglio comunale, mi e' proprio piaciuta.Perche' per una vita ho sentito mugugnare in mille occasioni ,e l'antagonismo con Enna ha caratterizzato le nostre relazioni con il nostro capoluogo di provincia.Con amarezza dunque ho letto alcuni commenti o addirittura editoriali,di questi giorni,pubblicati su testate online,in cui sono stati usati termini a dir poco sconvenienti nei confronti di chi esprima una opinione contraria.E si rialimenta l'avversione x Enna,il ricordo delle cose perdute,dei politici venduti,dell'Eden che non e' stato,ecc ecc.Mentre sarebbe proprio questo il tempo di non perdere la calma,di informarci al meglio sulle alternative che le nuove disposizioni potrebbero offrirci ,quindi vigilare come comunita' per realizzare un progetto che parli di civilta' e concordia tra noi prima di tutto...piazzesi!E invece andiamo a scomodare,strizzando l'occhio al vicino,il vangelo mimato di Francesco Lanza ,non importa se ci diamo una bella zappata sui piedi...non impòrta se si aggiunge altro livore al livore di cui ci dicono portatori...Basta cosi'!Sarebbe ora di definire cosa vogliamo fare della nostra citta',visto che le condizioni nazionali sollecitano ulteriormente a farlo.Non va bene sbattere la porta,come i bambini,quando rinfaccia no al di la' dello steccato,salvo essere ricondotti alla ragione con una buona tirata di orecchi.Noi non siamo ne' piccoli,ne' asserviti,ne' cattivi...siamo gente del piu' bel paese del mondo che ci ha dato tanto perche' i nostri progenitori hanno saputo trasmettercelo...al di la' delle fole dettate dalla poco nobile arte della maldicenza non prprio disinteressata.Che il futuro di Piazza apra la speranza ai giovani.

Anonimo ha detto...

I dubbi rimangono,
1)non conosciamo compiti
e poteri dei consorzi;
2)la nostra classe politica
non ispira fiducia;
3)noi piazzesi siamo inaffidabili
siamo capaci di tutto e di
niente allo stesso tempo, per
noi la coerenza e l'incoerenza
sono figlie della stessa
ambiguità che ci appartiene.
Morale della favola, abbiamo fatto bene o abbiamo fatto male.
Il dubbio amletico ci tormenterà per molto tempo.
Virgilio


anonimo 2 ha detto...


Siamo proprio un popolo di miracolati,se con queste caratteristiche siamo ancora qua! Sara' poi vero..o le solite malelingue?