"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 13 luglio 2014

La Domenica con Gesù, XV del Tempo Ordinario/A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

Testi:"...Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare...cosi' sarà della mia parola..." Is 55, 10-11. 
"Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto...Non solo, ma anche noi...gemiamo interiormente aspettando l' adozione a figli, la redenzione del nostro corpo". Rm 8, 18-23. 
"...Ecco, il seminatore uscì a seminare...Ma una parte cadde lungo la strada...Un' altra parte cadde sul terreno sassoso...Un' altra parte cadde sui rovi...Un' altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno..." Mt 13, 1-23.

La parola di Dio non è una formula magica. La pioggia e la neve scendono e fecondano la terra, senza che questa sembri avere parte attiva. La parola, cioè, ha la capacità di cambiare la persona nell' atto stesso dell' ascolto e dell' accoglienza. In realtà, la forza della parola di Dio si coniuga con la storia di un soggetto umano. Infatti, trova Dio chi lo cerca, chi ama la verità, chi sperimenta l' inquietudine dello spirito, chi non si lascia sedurre dal denaro e dal potere. Chi ha il coraggio di "guardare in faccia" la morte.

L' incontro con la parola di Dio è occasione per la riscoperta della perenne vitalità della Chiesa. Proprio cosi': un esame di coscienza, corale, dei credenti, alla luce della parola, fa emergere la profonda diversità, tra la logica del mondo e quella salutare del vangelo. E' facile constatare come i detentori dell' economia imbrogliano, i violenti sparano, i corrotti si suicidano, i delusi si drogano, gli invidiosi calunniano, i potenti impongono, i viziati deturpano, i clericali boicottano. "Le parole del vangelo, invece, liberano".

Dio manda ogni sua parola per uno scopo ben preciso: produrre ciò che Egli ha stabilito. Se ottiene risultati diversi, essa ritorna al cielo, come l' acqua e la neve, che malauguratamente non avessero sortito l' effetto desiderato. Conseguentemente, per un credente autentico è meglio avvertire la "puntura" della parola che l' anestetico dell' abitudine.

La celebrazione odierna evidenzia tre momenti, capaci di scandire il cammino di fede del cristiano: un dono da offrire, una prova da attraversare, una meta da raggiungere.

- Un dono da offrire. E' la parola che i cristiani devono seminare dentro la vita dei credenti, nella storia e nel creato. Il contadino non sperpera la semente, buttandola al bordo della strada, nè la lascia cadere nel terreno pietroso. A tal riguardo, emerge un Gesù non tanto ottimista. Forse, perchè ancora, tra di noi, ci sono cuori di pietra.

Il dono che gli altri ci chiedono è quello di cambiare i nostri e i loro cuori, da cuori di pietra a cuori di carne. Dobbiamo evitare di udire senza comprendere, di guardare senza vedere.

- Una prova da attraversare. Spesso siamo portati ad accostarci a Cristo, chiudendolo dentro il nostro sentimento religioso. Corriamo il rischio di dimenticare che il mistero di Cristo è il mistero dell'uomo. Paolo ci ricorda che il gemito della creazione è parte integrante del mistero di Cristo.

- Una meta da raggiungere. Il profeta ci ricorda che: "Come la pioggia e la neve...cosi' è della parola uscita dalla bocca del Creatore." La stessa logica imprevedibile, la stessa pazienza dell' uomo che coltiva il sogno di una verità che si riveli in forza di sè stessa, cosi' la parola scende, feconda, irriga e opera ciò per cui è stata mandata. 

La differenza tra un popolo di schiavi, mantenuto a cipolle, e un popolo, che affronta il cammino nel deserto con lo sguardo alla terra promessa, consiste nella parola che nel cuore degli uomini, che l' accolgono, compie ciò che annuncia. 
"Il seme sotto la neve" di Ignazio Silone è uno di quei libri che ci raccontano il senso religioso dell' attesa, perchè, quando il Signore si insinua nel cuore dell' uomo, tutto si trasforma.

                                                                  Mons. Antonino Scarcione

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