"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 10 agosto 2014

La Domenica con Gesù, XIX del Tempo Ordinario/A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

Testi: Elia entrò in una caverna per passarvi la notte...Ci fu un vento impetuoso e gagliardo...ma il Signore non era nel vento...Dopo...un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto...Dopo...un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo...il sussurro di una brezza leggera...Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all' ingresso della caverna". I Re 19, 9a.11-13a . 
"Fratelli, dico la verità...ho nel cuore un grande dolore...vorrei infatti essere io stesso...separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli...essi sono Israeliti e hanno l' adozione a figli..." Rm 9, 1-5 . "...Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare...I discepoli...dissero: E' un fantasma ! Ma...Gesu'...Coraggio, sono io, non abbiate paura ! Pietro... rispose: Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque. Pietro...vedendo che il vento era forte, si impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: Signore, salvami...Uomo di poca fede, perchè hai dubitato ?". 

Gesù cammina sul mare. Questo brano appartiene alla cosiddetta tradizione antiochena (Mt-Mc) ed è legato alla prima evangelizzazione. Il racconto inizia con un gesto "imperioso" di Gesù, che "costringe" i discepoli a mettersi in navigazione, per raggiungere l' altra riva del lago di Galilea: egli intendeva fermarsi ancora un po', per congedare la folla. Perchè il maestro l' abbia fatto, l' evangelista non lo dice espressamente, ma lo lascia capire, raccontando come Egli salì sul monte a pregare e vi rimase fino a tarda notte. Matteo aggiunge che Gesù era "in disparte" e se ne "stava da solo"; sottolineando, cosi', il desiderio di solitudine del Signore. 

Gli evangelisti presentano Gesù come un uomo equilibrato e maturo, capace di stare con gli altri e con sè stesso; non rifugge dal contatto con le persone, per chiudersi nell' isolamento; ma neppure si lascia dominare dalle attività, dimenticando la vita interiore e tralasciando la relazione con il Padre. La morte di Giovanni spalanca anche davanti a lui la drammatica prospettiva di una fine violenta, se ne rende conto e vuole parlarne col Padre. Gli apostoli hanno conservato la memoria dell' intenso desiderio di preghiera, provato da Gesù. 

L' attenzione del narratore, quindi, considera la situazione dei discepoli in mezzo al lago: la loro barca si era allontanata dalla riva per molte miglia. Ciò che interessa, però, è il fatto che il vento e le onde "tormentavano" la barca. In questa situazione, Gesù compare "camminando sul mare": camminare o, ancor meglio, passeggiare è un fatto normale, ma è assolutamente straordinario che ciò avvenga sul mare. Nella tradizione biblica, in verità, il mare ha una valenza negativa, perchè simbolicamente richiama il caos primordiale e ogni situazione confusa e pericolosa della storia: "camminare sul mare", quindi, è una formula altamente teologica; è un rimando al potere divino, che controlla le acque e le domina. 

I discepoli, ritenendo impossibile compiere un cammino simile, pensano subito ad un fantasma. Perciò gridano "per la paura", temendo un' apparizione strana ed ostile. La voce di Gesù, invece, li rassicura; Egli, anzitutto, li invita ad aver coraggio; successivamente, emerge un' auto-presentazione con la formula, che esprime il nome divino: "Io sono"(in greco,"-egò eimi' "). Al centro spicca l' elemento principale: in mezzo alle tenebre, mentre le onde tormentano la barca, l'uomo Gesù, angosciato per la morte del Battista, desideroso di solitudine e di preghiera, si rivela come il Signore, "Colui che è", capace di dominare il mare e calpestare la potenza negativa del male. A questo punto, Matteo aggiunge alla narrazione un elemento importante, nel quale Pietro ha un ruolo significativo nel "fare l' esperienza stessa di Gesù ". L' apostolo lo chiama "Signore", ma dubita che sia lui. Il Maestro accetta la sua richiesta e gli ordina di fare quello che ha domandato: gli conferisce, cioè, simbolicamente, la capacità di "dominare il male". 

In un primo momento, Pietro riesce a camminare sulle acque, ma presto si lascia prendere dalla paura, a causa del forte vento contrario e comincia ad affondare. A questo punto, sembra "facile" riconoscere la situazione del discepolo, che inizia un' impresa difficile, affidatagli da Gesù, ma si spaventa e fallisce, perchè subisce opposizioni e contrasti. Conseguentemente, grida:"Signore, salvami ! ". E subito, Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perchè hai dubitato ? ". Pietro ha ancora una fede debole, "dubita", nel senso che è diviso in due: una parte di sè accetta Gesù, l' altra, invece, gli si oppone. Quindi, affonda, ma il Signore non lo abbandona: gli porge la mano, per afferrarlo e tirarlo su, realizzando, cosi', la figura del "pescatore di uomini". E' proprio quello che dovranno fare Pietro e gli altri apostoli: ma prima, sia lui che loro hanno bisogno di essre "ripescati" e salvati da Gesù, per trasmettere la salvezza di Dio agli altri. 

Due annotazioni. La prima riguarda la cessazione del vento: quando Gesù sale sulla barca, riportando al sicuro anche Pietro, la forza contraria cade, lasciando intendere la sua signoria sugli elementi cosmici. La seconda consiste in una prima, imperfetta professione di fede, che, nell' originale greco, suona cosi': "Veramente di Dio figlio sei ! " (v:33). Nel cap.16, invece, Matteo porrà sulla bocca di Pietro una formula più solenne: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt 16.16).

                                                                                   Mons. Antonino Scarcione

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