"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 13 settembre 2014

La Domenica con Gesù, Esaltazione della Santa Croce

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

Testi: "...Il popolo disse contro Dio e contro Mosè...Mosè pregò per il popolo...Fece un serpente di bronzo e lo mise sull' asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se guardava il serpente di bronzo, restava in vita". Nm 21, 4b-9 . 
"Cristo Gesù...Svuotò sè stesso, assumendo una condizione di servo...Umiliò sè stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce" Fil 2,6-11 . 
"...E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell' uomo, perchè chiunque crede in lui abbia la vita eterna..." Gv 3, 6-11.


Nell' esperienza di fede cristiana, la croce è al centro della vita e al centro del mistero liturgico. Non è fine a sè stessa, ma va compresa nell' orizzonte pasquale della "risuscitazione" di Gesù ad opera dello Spirito di Dio. Occorre andare oltre una visione terrena di essa, come pena crudele ed imparare a contemplarla, come segno efficace della solidarietà di Dio con l' umanità e le sue tragedie.

a) Nel linguaggio di Giovanni, il verbo che sintetizza la festa odierna è "innalzare". Esso ha, in questo caso, due significati: il "primo significato" è quello di "elevare/esaltare"; e nella Bibbia è adoperato per indicare, ad es., l' ascesa di un re al trono. Il "secondo significato", invece, allude all' esecuzione capitale, a cui Gesù fu condannato sul patibolo della crce. Ma i due "significati", in Gesù, coincidono. Proprio qui, c' è la dimensione "paradossale" della fede cristiana: la vita eterna, la vita e la comunione con Dio, vengono a noi attraverso Gesù Cristo "innalzato". L' innalzamento umiliante, cioè, si trasforma, ad opera di Dio, nell' esaltazione trionfale del Signore, cosicché "Chiunque crede in lui ha la vita eterna" (Gv 3, 15).

b) Questa esperienza paradossale è anticipata, tipologicamente, in un simbolo enigmatico. Il sacro autore contrappone il simbolo ("un serpente di bronzo"), voluto da Mosè, che salvava la vita a chiunque lo guardasse, dopo essere stato morso. Dio, quindi, agisce nella storia umana attraverso "segni". Questa visione "sacramentale" è comune alla fede ebraica e a quella cristiana. Infatti, già, l' autore del libro della "Sapienza", così affermava: "Chi si volgeva a guardarlo era salvato non per mezzo dell' oggetto che vedeva, ma da te, salvatore di tutti" (Sap 16,7).

c) Il senso cristiano della croce, poi, diventa del tutto chiaro in Paolo, nella seconda Lettura, dove vengono descritti due movimenti: l' abbassamento e l' innalzamento. Il soggetto del primo movimento è Gesù stesso, nella discesa ed umiliazione (L' Incarnazione); nel secondo, è Dio Padre, che fa ascendere ed esalta Gesù, rendendolo, così, sacramento originario della salvezza, che egli dona agli uomini di tutti i tempi.

- Gesù porta a compimento la figura profetica, che il "servo di Dio" prefigurava. Al potere e al dominio, che manifestano la gloria degli uomini, Dio contrappone la "debolezza" del suo "inviato", Gesù. Tuttavia, attraverso questa "via della croce", Dio rivela l' uomo all' uomo. Dio è vicino agli uomini e, soprattutto, ai più deboli.

- La croce non è stata improvvisata. Il mistero della croce coinvolge, dunque, l' umanità: esso non è un fatto relegato alla storia passata, ma un evento carico di significato eterno: la memoria di esso è un presente, che opera i suoi effetti, qui ed ora.

Celebrare l' esaltazione della croce è anche un richiamo ad un "impegno" nel presente: contro ogni logica di violenza, ogni forma di carità mascherata da altri interessi, ogni disgregazione dei legami di comunione, ogni offesa della dignità umana, ogni esclusione, discriminazione, oppressione e disprezzo, specie dei poveri e degli ultimi.

- La croce è il sacramento della solidarietà di Dio con noi. Essa è la "causa di salvezza eterna", nel senso che, nella persona e nel destino di Gesù, Dio e l' uomo si trovano indissolubilmente uniti. Nella sua "esaltazione", Gesù è il rappresentante dell' umanità davanti a Dio. In questa prospettiva la croce diventa strumento di riconciliazione tra il Padre e noi.

                                                                                    Mons. Nino Scarcione

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