"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 25 ottobre 2014

La Domenica con Gesù, XXX del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
Testi: "...Non molesterai il forestiero nè lo opprimerai...Non maltratterai la vedova o l' orfano...Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perchè è la sua sola coperta..." Es 22, 20-26 
"Fratelli,...per mezzo vostro la Parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia...Come vi siete convertiti dagli idoli a Dio..." I Ts 1, 34-40 . "...Un dottore della Legge lo interrogò per metterlo alla prova...Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento ?

...Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente...Il secondo è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso...Mt 22, 34-40.

La liturgia di questa domenica ci propone la terza disputa tra Gesù e i farisei. Fin da subito, comunque, l' annotazione di Matteo, "per metterlo alla prova", lascia trasparire un atteggiamento di ostilità dei farisei contro il Signore. 

- Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento ? Per la verità, la domanda del dottore della Legge trova un' ampia giustificazione nel desiderio di ogni buon ebreo di cogliere un elemento unificante tra i ben 613 precetti della Legge ( 365 proibizioni, quanti sono i giorni dell' anno e 248 comandi positivi, quanti erano le parti del corpo umano, secondo una loro antica anatomia ) . Era, quindi, difficile, per chiunque, raccapezzarsi "in questa giungla". Ogni maestro, conseguentemente, era invitato a suggerire ai propri discepoli un criterio, che fosse il comune denominatore tra tutte le leggi.

A tal proposito, è rimasto famoso l' episodio capitato al grande rabbì (maestro) Hillel, intorno all' anno 20 a.C., Un pagano gli dichiarò la propria disponibilità a diventare ebreo, se egli avesse presentato tutte le leggi ebraiche, stando in piedi, su una sola gamba. Appare subito evidente l'intenzione canzonatoria del "neofita", che reputa irrealizzabile quella richiesta. Hillel, invece, "vinse la provocatoria sfida", rispondendo così: "Ciò che non vorresti fosse fatto a te, non farlo al tuo compagno; questa è tutta la Legge; il resto è solo commento. Va' ed impara ! ".

La stessa regola, formulata, però, positivamente, viene insegnata anche da Gesù: " Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti " (Mt 7, 12). Vediamo che Gesù si inserisce in questo contesto linguistico e adopera la stessa formula tecnica: "Da questi due comandamenti "dipendono" tutta la Legge e i Profeti" (Mt 22,40).

- La risposta di Gesù. Anche in questo caso, almeno apparentemente, Gesù non porta grandi novità, ma cita il Deuteronomio: "Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio...Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l' anima e con tutte le forze. Questi precetti...li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai...in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte" (Dt 6, 4-9) .

Gesù, così, non propone alcuna novità, definendo tale precetto il grande e il primo dei comandamenti: il fariseo, infatti, nella sua domanda, aveva chiesto solo qual fosse il "grande" comandamento. Mentre, quando Gesù aggiunge anche "primo" e indica che vi è un "secondo", introduce un elemento nuovo. Esso consiste, proprio nella sottolineatura della somiglianza tra il primo e il secondo, tra l' amore di Dio e l' amore del prossimo. 

                                                                                Mons. Antonino Scarcione

                                                                           

Nessun commento: