"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 23 novembre 2014

La Domenica con Gesù, CRISTO RE DELL' UNIVERSO / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "...Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all' ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata..." Ez 34, 11-12. 15-17 . 

"...Se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà la risurrezione dei morti..." I Cor 15, 20-26.28 . 

"...Quando il Figlio dell' uomo verrà nella sua gloria...Siederà sul trono...Verranno radunati tutti i popoli...Venite benedetti del padre mio...Perchè ho avuto fame e mi avete dato da mangiare..." Mt 25, 31-46 .

A conclusione dell'Anno Liturgico, il Concilio Ecumenico Vaticano II ha collocato, opportunamente, la Festa di Cristo Re dell' Universo. In essa si celebra la signoria di Cristo su tutto il creato. Il titolo di "re", attribuito a Gesù, però, va compreso bene. Di fatto, nei vangeli, egli è chiamato con questo titolo, in più occasioni. Ad es., quando Pilato, rivolgendosi a Gesù, lo interroga proprio sulla sua regalità. Gesù non la nega, anzi, risponde con la parole: " Tu lo dici" (Mt 27, 11). Anche la scritta sulla croce indica: "Costui è Gesù, il re dei Giudei" (Mt 27, 37).

- "Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo". All' immagine del re è opportuno associare quella di pastore. Infatti, nell' Oriente antico, i re designavano sè stessi anche come pastori del popolo. Anche se, in realtà, questo nome evoca una connotazione negativa; ad es., il potere di vita o di morte sui sudditi. Ma sappiamo che Gesù è un re e un pastore assai diverso. Egli, infatti, si caratterizza così: 

"Ecco, io stesso cercherò le mie pecore...io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Andrò in cerca di quella perduta...fascerò quella ferita e curerò quella malata. Egli è il pastore, che offre la vita per le pecore" (Gv 10), egli stesso ha voluto farsi "agnello" e si è messo dalla parte di coloro, che vengono calpestati e uccisi. La Chiesa, giustamente, nella preghiera del prefazio, definisce il regno, inaugurato da Gesù, regno di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace.

- "Siederà sul trono a giudicare nella sua gloria". Infine, il re è anche giudice, che instaura un regno di giustizia e, quindi, si mostra esigente verso le pecore, curate con amore ed esortate da Lui, a vivere una giustizia più grande di quella degli scribi e dei farisei (Mt 5, 20). Infine, l' immagine del giudice, che siede in trono e separa gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, appare particolarmente efficace. A questo punto, possiamo riflettere sul fatto che questa pagina ricorra al termine di un Anno Liturgico.

Potremmo, quindi, interrogarci, su quale frutto abbia portato in noi l' itinerario di fede di un intero anno. Quale sia stata la nostra capacità di riconoscere il volto di Cristo nel nostro prossimo.

                    Mons. Antonino Scarcione

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