"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 16 novembre 2014

La Domenica con Gesù, XXXIII del Tempo Ordinario /A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "Una donna forte chi potrà trovarla ? Ben superiore alle perle è il suo valore...Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero..." Pr 31, 10-13.19-20.30-31. "... 
Fratelli...sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte...Ma voi...non siete nelle tenebre, cosicchè quel giorno possa sorprendervi come un ladro...Infatti siete  tutti figli della luce e figli del giorno...Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri". I Ts 5, 1-6 . 
"...Un uomo...partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le  capacità di ciascuno; poi partì... Colui che invece aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone...Servo malvagio e pigro...avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e, così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse...Il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre..." Mt 25, 14-30.

 Un' annotazione preliminare. Il termine "talento" della parabola evangelica non ha lo stesso significato, che noi gli attribuiamo in italiano. Anticamente, infatti, esso indicava un' unità di peso; poi, col tempo, significò, senz'altro, "denaro": 1 talento corrispondeva a 43 Kg d' argento (Consegnato al 3o servo); 5 talenti, conseguentemente, corrispondevano a 215 Kg d' argento (Consegnati al 1o servo) ; 2 talenti corrispondevano a 86 Kg d' argento (Consegnati al 2o servo).

 - "Una donna forte". La Liturgia della Parola di questa domenica inizia con un brano, ricavato dal libro dei "Proverbi", nel quale vengono decantate le doti della "donna perfetta". In realtà, le chiavi di lettura del brano sono diverse. Oltre all' immagine della Provvidenza divina e della persona saggia, che sa accogliere e vivere concretamente la sapienza rivelata da Dio, potremmo "individuare" nella donna perfetta l' immagine della Chiesa, dedita alla cura dei propr figli, rinati dall' acqua del battesimo; essa è chiamata a dare "felicità e non dispiacere" al proprio Sposo-Cristo; apre con amore " le sue palme al misero e stende la mano al povero". 
Ciascuno di noi, pensando alla propria vita di fede, ripercorrendo il proprio cammino spirituale, troverà sicuramente motivo, per rendere grazie a Dio per i doni ricevuti nella comunità cristiana, in cui si è formato.
 - "Beato chi teme il Signore". La donna forte, di cui parla il libro dei "Proverbi",  e l' uomo, che crede nel Signore e cammina  nelle sue vie, ci conducono alla parabola, detta dei "talenti". Le interpretazioni, che se ne possono dare, sono diverse. Si potrebbe "leggere", nel dono dei talenti, l' immagine dell' amore immenso di Dio e la consegna, alla Chiesa e ad ogni cristiano, del comandamento dell' amore. Quindi, "trafficare" i propri talenti, significa:  vivere il vangelo e non nascondere agli altri il dono di Dio, che abbiamo ricevuto.  
 I talenti possono essere anche i doni, che ci circondano, come la natura e il creto, affidati all' uomo, perchè li custodisca col proprio lavoro. Inoltre, il talento/dono sono, altresì, il prossimo, gli amici, la famiglia, la salute. Di tutti questi doni ci verrà chiesto, quale frutto hanno prodotto. Per questi doni, accolti e fatti fruttificare, ci è promessa la possibilità di entrare nella gioia del Signore.
 Qualunque significato vogliamo attribuire ai "talenti", una cosa emerge, comunque: l' invito a non essere inoperosi e a non lasciarci sconfiggere  dalla pigrizia. S.Giovanni Crisostomo, opportunamente, affermava: "Finchè c' è tempo, prendiamoci cura della nostra salvezza...Se siamo inoperosi, se viviamo nella pigrizia, nessuno, là in alto, avrà compassione di noi, per quanto ci lamentiamo".
 - "Vigiliamo e siamo sobri". Il mese di novembre ci invita a riflettere sulla nostra vita e sulla meta, verso la quale siamo incamminati. In questa domenica, la parola di Dio ci "chiama", in particolare, a meditare sulle "cose ultime". Dove l' espressione "cose ultime" non vuole alludere alla "fine" (=la morte), ma, principalmente, a ciò che, venendo per ultimo, proprio per questo, rimane.
 Nella seconda lettura, Paolo rappresenta il ritorno del Signore, la "parusia". Un ritorno, che ci condurrà ad essere, per sempre, con il Signore. L' apostolo utilizza, a tal proposito, immagini simboliche, molto efficaci: quelle del "ladro che viene di notte e le doglie di una donna incinta". Sono immagini, che esortano ad essere pronti e vigilanti, perchè "il giorno del Signore" giungerà senza preavvisi. Ma chi è e vive come figlio della luce, non sarà, certo, sorpreso dal quel giorno. Vediamo che "essere figlio della luce" è, successivamente, esplicitato con le due esortazioni: vegliare ed essere sobri.    

                                                                           Mons. Antonino Scarcione

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