"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 28 dicembre 2014

La Domenica con Gesù, Festa della Santa Famiglia

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "...Non temere, Abramo. Io sono il tuo scudo...Guarda in cielo e conta le stelle se riesci a contarle...Tale sarà la tua discendenza...Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia..." Gen 15, 1-6; 21, 1-3 . 

"Fratelli, per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità...Per fede, anche Sara,...ricevette la possibilità di diventare madre...Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e... offrì il suo unigenito figlio..." Eb 11, 8. 11-12 . 

"Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale...Maria e Giuseppe portarono il bambino Gesù a Gerusalemme...e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi...Simeone li benedisse e a Maria...disse: Ecco egli è per la caduta e la risurrezione di molti e come segno di contraddizione...e anche a te una spada trafiggerà l' anima..." Lc 2, 22-40.

Il tempo di Natale dilata la contemplazione del Figlio di Dio. L' apprendimento dell' umano procede "a passo d'uomo", con tutte le sfumature e gli ingredienti, che ogni persona incontra, fin da quando nasce. Quindi, la Festa della Santa Famiglia deve collocarsi all' interno di una meditazione sull' Incarnazione, come, ad esempio, i tempi della maturazione dell' umanità di Gesù. Talvolta, la Famiglia di Nazaret è immaginata come uno stereotipo sacro, perfetto; ma noi vediamo che questo profilo è ben diverso da quello, che ci presentano i sacri testi.
Più che la tradizione o una certa devozione sdolcinata sulla "sacra famiglia", ci vengono in aiuto due spunti. Il primo è quello di Charles de Foucauld, che, attraverso lo studio della vita di Gesù di Nazaret, entra nel "mistero cristiano" (Cfr.A.Mandonico, "Nazaret...Un luogo, un' esperienza, un simbolo"). Questa figura recente è certamente uno stimolo a meditare su Gesù, la sua famiglia, il suo paese, la sua adolescenza e la sua giovinezza. Il secondo stimolo ci viene offerto dalla lettura attenta dei vangeli: "una finestra" vera e propria sul tempo di Gesù a Nazaret, dal quale sono, poi, scaturiti: parole, immagini, parabole e sguardi. Dove e quendo, Gesù ha fatto esperienza di una donna, che mette il lievito nella pasta? Dei pescatori, che dividono i pesci appena pescati? Dei fiori del campo e degli uccelli del cielo?
Vediamo bene che i testi biblici sottolineano, in modo particolare, "la dimensione della fede" all' interno della famiglia di Gesù.
- I primi passi di una famiglia. Per Maria è l' esperienza del primo figlio, con tutto quello che ciò comporta; ad esempio, tanta ansia e preoccupazione. Giuseppe, da parte sua, gli dà il nome, che Dio aveva scelto per lui, Gesù. I due sposi col bambino si recano al tempio. Un gesto tradizionale, prescritto da Mosè. Essi sanno bene che il bambino non è una loro proprietà, come, invece, sanciva il diritto romano. Ogni figlio è un dono di Dio.
- "Un dono da accogliere con gioia e gratitudine", affidato alle cure di un padre e di una madre. Quel figlio è, in modo particolare, il dono di Dio all' umanità. Non realizzerà i loro sogni, ma il progetto di Dio. A loro spetta il compito di crescerlo e di prepararlo alla vita, non lasciandogli mancare nulla. Lo colmeranno di affetto, lo nutriranno, gli insegneranno a muovere i primi passi, gli trasmetterammo la fede dei padri ( preghiere, riti, tradizioni ), gli insegneranno un lavoro. Ma proprio lì, nel tempio, il Messia incontrerà il suo popolo.
- Tuttavia, in quell' incontro di gioia", non manca una zona oscura": Egli verrà rifiutato e c' è un percorso drammatico, che metterà alla prova Gesù stesso e quelli che gli vogliono bene.
-Riconoscere il Dio-bambino per diventare bambini. Abramo, Sara, Simeone e Anna sono persone anziane. Uno dei miti del nostro tempo è certamente quello dell' "eterna giovinezza". Quindi, bisogna "essere sempre in forma" e "mascherare i segni del tempo". Certo, questa ossessione nasce dalla paura: di non essere accettati, di perdere delle occasioni, dei limiti della vita, della morte. Il cercare di mantenersi giovani è, in fondo, lo sforzo di rimanere in un' epoca della vita umana, che viene ripetutamente evocata, lodata e ricordata con nostalgia.
Abramo, Sara, Simeone e Anna, invece, ci insegnano la "pazienza e la speranza". 
La pazienza di maturare, di attendere, di desiderare, di impegnarsi. La speranza nel dolore della sterilità e nelle fatiche della vecchiaia. La speranza nella solitudine della vedovanza( per Anna ) e nella fiducia nella preghiera, nell' andare nel tempio più che nell' estetista. Sono anziani che sembrano guardare "al futuro", per riconoscere, in ciò che accade, il passaggio del Signore.

                                                                          Mons. Nino Scarcione

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