"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 14 dicembre 2014

La Domenica con Gesù, III^ di Avvento / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "Lo Sprito del Signore Dio è su di me, perchè il Signore mi ha consacrato con l' unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri...A proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri..." Is 61, 1-2.10-11 . 

"Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie...Astenetevi da ogni specie di male..." Ts 5, 16-24. 

"Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni...Egli confessò e non negò...Io non sono il Cristo...Io sono voce di uno che grida nel deserto...Io battezzo nell' acqua...Colui che viene dopo di me...A lui non sono degno di slegare il laccio del sandalo..." Gv 1, 6-8.19-28.

La terza domenica d' Avvento ci invita ad aprirci alla gioia: del profeta, che annuncia un anno di grazia; della voce, che proclama la venuta del Massia; della comunità, che attende il ritorno del Signore.

- Giovanni Battista: la persona. L' importanza del Battista può essere compresa alla luce di Mt 11,1: "...Tra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui". Anche le fonti extra-bibliche parlano di Giovanni: lo storico Giuseppe Flavio, ad esempio, offre più informazioni, riguardo a lui, anziché rispetto a Gesù; forse perchè egli rappresenta il modello del "giusto israelita", sacerdote per nascita e profeta per vocazione divina. Certamente, egli è una figura carismatica: le folle erano affascinate dalla sua parola e dalla coerenza della sua vita. Gli evangelisti identificano in lui il precursore del Messia nella storia; narrano la sua attività, il suo battesimo connesso con la confessione e il perdono dei peccati e affermano che lo stesso Gesù è stato battezzato da lui. Giovanni, invece, attira l'attenzione del lettore sul suo ruolo: "Venne un uomo "mandato" da Dio...Egli venne come "testimone", per dare testimonianza alla luce".
Tuttavia, l' evangelista segnala subito il contrasto tra Giovanni e il "Logos": Giovanni è "un uomo"; il "Logos" è Dio; Giovanni "venne", mentre il "Logos era" dall' eternità presso Dio.
- Giovanni Battista: il messaggio. L' evangelista, nel v.7, descrive la missione del precursore: "Egli venne come testimone, per dare testimonianza alla luce".Vediamo che la parola "testimone" introduce uno dei termini chiave del quarto vangelo. Dato che, secondo la legge giudaica, erano necessari almeno due testimoni per la validità di un processo, l' evangelista presenta una pluralità di testimoni: il Battista e il Padre. Il terzo testimone è Gesù stesso: "Anche se io dò testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perchè so da dove sono venuto e dove vado" (8,14). Il quarto testimone è lo Spirito: "Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità, che procede dal Padre, egli "darà testimonianza di me"(15,26).
Ancora, le opere del Cristo testimoniano di lui: "...Le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato" (5,36). Nel narrare i "segni", l' evangelista indica ripetutamente il loro scopo: convincere il lettore che Gesù non solo è il Messia promesso, ma il Figlio stesso di Dio (20, 30-31). Le Scritture: "Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me" (5,39); ed inoltre: la donna di Samaria (4,39) ; la folla che ha assistito alla risurrezione di Lazzaro; i dodici, che lo hanno conosciuto intimamente; il discepolo, testimone della sua morte (19, 35).
La testimonianza del Battista, anticipata nel prologo, è riportata in 1, 19-34. Nel v.23, egli definisce sè stesso: "Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia". Continua, affermando che il Verbo esisteva prima di lui (v.30): individua nella discesa dello Spirito il segno datogli da Dio, per riconoscere in Gesù di Nazareth il Messia. Infine afferma: "E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio" (v.34).
A questo punto, appare interessante la risposta agli emissari dei farisei: "Perchè, dunque, tu battezzi, se non sei il Cristo, nè Elia, nè il profeta ?". La risposta del testimone li sollecita "oltre", verso qualcuno, che, pur essendo in mezzo a loro, essi non conoscono. Notiamo che, nel quarto vangelo, la testimonianza del Battista non ha come scopo la "conversione" (Mt 3,2; Mc 1,4; Lc 3, 3), bensì, la "fede": il Battista è inviato, perchè il popolo possa "credere" nella Luce.
Ponendo in primo piano il Battista, l' evangelista offre "l' identikit del testimone": testimone è colui che non propone sè stesso, ma conduce oltre,, verso un Altro; il testimone è colui che percorre le vie della propria storia, per indicare, con la propria esperienza, il Cristo, per poi ritirarsi: "è necessario che Egli cresca ed io diminuisca", sono le famose parole di Giovanni Battista.

                                                                                   Mons. Antonino Scarcione

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