"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 17 gennaio 2015

La Domenica con Gesù, II Ordinaria

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "Parla, Signore, perchè il tuo servo ti asolta" (I Sam 3,3b-10.19). 

"Voi non appartenete a voi stessi" (I Cor 6,13c-15a.17-20) . 

"Venite e vedrete"(Gv 1,35-42 ) .

Il brano del vangelo odierno appare articolato in due scene: lo sguardo del Battista (che "genera" i primi due discepoli) e Andrea, che conduce Simon Pietro da Gesù.
- La prima scena risulta essere scandita da un "gioco" di sguardi profondi. Giovanni incontra Gesù e lo osserva intensamente. All' inizio di ogni vocazione c' è un maestro, che invita i discepoli a fare proprio il suo sguardo. Infatti, "Ecco (in greco, ìde="comincia a vedere") l'Agnello di Dio", esprime un inizio nuovo e può suonare come una formula d' investitura. L'immagine di Gesù, come "l' Agnello di Dio", è tipica del quarto vangelo. Si discute sulla sua valenza simbolita. In generale, indica mitezza, non violanza e docilità. Per alcuni sarebbe l'agnello pasquale, il cui sangue è protettivo e liberante. Per altri alluderebbe all' agnello bellicoso e vincitore, simbolo del Massia nella letteratura apocalittica. Per altri ancora sarebbe il Servo sofferente di JHWH. Ma queste interpretazioni non sono esclusive, perchè la tradizione giudaico-cristiana associava le tre figure: agnello/servo/Isacco. Il narratore, certamente, presuppone che il lettore ricordi che la missione dell' Agnello è quella di togliere il peccato del mondo, in cui il verbo "togliere" (hairèin) può indicare, anche, assumere su di sè il peccato, che è l' incredulità verso il figlio di Dio.
- La sequela dei primi discepoli nasce dall'ascolto. Sappiamo bene che "ascoltare" è molto di più di "sentire". Il "seguire", inoltre, è un' adesione e/o un appropriazione degli obiettivi di qualcuno. I discepoli di Giovanni lo ascoltano. Ma egli serve da "trampolino" per Gesù, colui che avrà il primato dell' ascolto. L' iniziativa per la sequela è presa da Gesù, contrariamente alla prassi, per cui i discpoli sceglievano il maestro. La domanda, "che cosa cercate", ricorre solo tre volte nel vangelo di Giovanni: in questo passo, nella scena dell' arresto di Gesù e dopo la risurrezione, rivolta alla Maddalena. La loro domanda, "dove abiti ? ", equivale a chiedere dove Gesu vivesse, quali diritti avesse, chi fosse la sua famiglia.
Il narratore non dice dove Gesù abitasse; Natanaele dirà, semplicemente, che proviene da Nazaret. Il lettore sa già, dal Prologo del vangelo di Giovanni, dove Gesù abiti. L' episodio si conclude con la menzione dell' ora: secondo il computo ebraico, l' ora decima equivale alle 16 del pomeriggio. L' ora è un dettaglio importante: può essere il ricordo scolpito nel cuore, la firma del discepolo, che non dimentica l' ora dell' appuntamento che gli cambia la vita.
Il primo dei due discepoli identificati è Andrea. Egli serve per introdurre Pietro, personaggio-chiave del quarto vangelo. Andrea è il primo evangelizzatore dei didscepoli. La sua affermazione, "abbiamo trovato il Messia", risponde all' attesa messianica del tempo. Il termine Messia, qui figura due volta. Andrea esprime la passione contagiosa dell' evangelizzatore: chi ha trovato un tesoro, lo condivide con altri. Egli conduce il fratello Simone da Gesù: il quarto vangelo usa lo stesso verbo( àghein), usato a proposito del Buon Pastore, che conduce le pecore (Gv 10,16).
- Gesù fissa Pietro, faccia a faccia. Guardare è "scegliere" e spesso si accompagna ad amare (Lc 1,48; Mc 10, 21). Lo sguardo si accompagna ad una parola, è una vocazione personale ( per due volte si ripete "tu"). Gesù propone una nuova identità, espressa dal nome, come accade nei grandi personaggi biblici: Abramo, Giacobbe, Giosuè e Paolo. Il quarto vangelo identifica Simone come "figlio di Giovanni", mentre nei sinottici troviamo "Bar Iona". In altri temini, il narratore giovanneo mette in evidenza lo "status" di antico ex-discepolo del Battista. Vediamo, inoltre, che il futuro passivo, "sarai chiamato", indica un' azione del Padre.
Soltanto il quarto vangelo anticipa il nome di Pietro nella vocazione; diversamente da Matteo, che lo evidenzierà dopo. Origene, giustamente, commenta così: "La Pietra e il Pastore fanno di Pietro la pietra e il pastore". 
                                                                               Mons. Antonino Scarcione

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