"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 22 febbraio 2015

La domenica con Gesù, I di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "...Questo è il segno dell' alleanza... il mio arco sulle nubi, perchè sia il segno dell' alleanza tra me e la terra...".

Gen 9, 8-15 ."Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà". Sal 24 . "...Quest' acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi...". I Pt 3, 18-22 .

"...Lo Spirito lo spinse nel deserto e nel deserto rimase 40 giorni, tentato da Satana...Con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano...". Mc 1, 12-15.



La Quaresima (= Quaranta giorni in preparazione alla Pasqua) ricorda ad ogni cristiano la necessità della conversione a Dio e all' amore verso i fratelli. Infatti, il breve passo del Vangelo descrive la "prova", a cui fu sottoposto Gesù, nel deserto. A differenza di Matteo e di Luca, che presentano le tre tentazioni, a cui fu sottoposto Gesù, Marco, attira l' attenzione sul Signore, che viene tentato per quaranta giorni e quaranta notti. Notiamo che, in questo caso, il richiamo alla permanenza d' Israele nel deserto è abbastanza evidente. Con la differenza che in quel deserto, là, dove il popolo dell' alleanza ha fallito (infatti, la generazione dei ribelli muore nel deserto stesso), Gesù, al contrario, ne esce vincitore, dimostrando di essere il Figlio di Dio, "l' amato dal Padre".

Se la tentazione non è stata risparmiata neppure al Figlio di Dio, ciò significa che essa fa parte del cammino di fede di ogni credente. L' evangelista annota, infatti, che "lo Spirito sospinse Gesù nel deserto, per essere tentato da satana. Non c' è, dunque, vera fede senza prova, perchè solo la prova purifica la fede e irrobustisce l' abbandono in Dio. E' proprio così :"Non di solo pane vivrà l' uomo, ma di ogni parola, che esce dalla bocca di Dio" (Dt 8,3).
Il particolare degli angeli, che servono Gesù, e quello della presenza delle bestie selvatiche, è prezioso, dal punto di vista sia artistico che teologico. E' una pennellata, che arricchisce il quadro. Descrive, infatti, la pace, ritrovata e ristabilita, sia con Dio (il servizio degli angeli), sia con il cretao (le fiere), tutti e due alienati dall' uomo a causa del peccato. Vengono, qui, in mente le famose immagini del profeta Isaia: "Il lupo dimorerà insieme con l' agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà...Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso" (Is 11, 6-8).
In Gesù, infatti, è conclusa la pace tra Dio e l' uomo e tra l' uomo e i suoi simili (Ef 2,14-18). Nelle poche parole di Gesù, "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo" , è racchiusa tutta la la salvezza. Nella parabola del seme, Gesù insegna che il regno di Dio è paragonabile a "un uomo che getta il seme nel terreno: dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce". Proprio come la salvezza, che cresce in noi per iniziativa di Dio, che la dona. Nessuno sa come ciò avvenga, eppure avviene.

La vita e la salvezza, infatti, ci superano e l'uomo non ne può disporre a suo piacimento. E' proprio questa la lieta notizia, che risuona all' inizio della Quaresima, "tempo di grazia" per eccellenza. Le tentazioni, affrontate da Gesù, ci rcordano che la vita del cristiano è attraversata dalla "prova della fede". Sull' esempio di Gesù Cristo, ogni fedele si sente chiamato a vivere il "deserto della prova" e la "prova del deserto", sostenuto dalla fede.
In questa prova non siamo soli. Ciò significa che solo in Cristo, restando uniti a lui, è possibile vincere la sfida del deserto, fortificati nella fede, nella speranza e nella carità.
Nel rafforzare la fede in Dio, la prova del deserto rigenera le relazioni con Dio, con il creato e con i propri simili. Essa è fonte di pace e di guarigione. In tal senso, il cammino penitenziale della Quaresima è da viversi nel segno della speranza e della gioia. Quando i credenti riportano al centro la parola di Dio, allora si rinnova il miracolo della lieta notizia e la Chiesa intera splende come luce nel mondo e per il mondo.

Pietro ce lo ricorda con le parola: "Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai cattivi desideri della carne...Tenete una condotta esemplare tra i pagani, perchè, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere, diano gloria a Dio..." (I Pt 2, 11-12) . E in termini ancora più incisivi, nel Vangelo di Matteo, Gesù afferma: "Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, nè si accende una lampada, per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa..." (Mt 5, 14-16).
Da questa missione evangelzzatrice non è escluso nessuno, perchè "la parola di Dio non può essere incatenata !" (2 Tm 2,9 ). Sono le parole che Paolo, prigioniero a causa del vangelo, rivolge al suo discepolo Timoteo.

                                     Mons. Nino Scarcione

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