"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 21 marzo 2015

Gela, Niscemi, Piazza Armerina quale futuro Libero Consorzio...




La Sicilia, patria di svariati scrittori, si può  identificare sempre e soltanto con uno solo di essi: Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la sua celebre opera, “Il Gattopardo”.
La I Commissione ARS, ha finalmente finito di trattare l’art. 51 del DDL 833 bis, approvando l’emendamento 32.1, annientando le volontà espresse e confermate attraverso referendum confermativo di 32.000 cittadini siciliani, dei comuni di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea. 
In sostanza, non solo sono stati cancellati con un colpo di spugna i Liberi Consorzi di Catania, Palermo e Messina, ma, il nuovo articolo 51 del DDL 833 bis, continua a mantenere Gela, Niscemi e Piazza Armerina nelle rispettive province di provenienza, e se vogliono aderire alla Città Metropolitana di Catania, debbono rideliberare a maggioranza. "Nessuna libertà di scelta per nessuno, solo una ferrea blindatura dei privilegi territoriali creati dai Borbone e parzialmente modificati da Mussolini, mentre la Democrazia in Sicilia, riesce a cambiare tutto per non cambiare niente", scrive Filippo Franzone portavoce del Csag.
Quindi Gela, Niscemi e Piazza Armerina, se vogliono aderire alla Città Metropolitana di Catania, debbono produrre una delibera consiliare di adesione, quindi la scelta torna in mano alla politica. " Non è difficile immaginare, che gli stessi parlamentari che non vogliono assolutamente modificare i collegi elettorali, svolgeranno un grande lavoro per cercare di convincere i consiglieri di questi comuni, a non deliberare.
E già ci aspettiamo l’iniziativa di quei politici, anche locali, che a furor di popolo hanno dovuto ingoiare il rospo, dovendo accettare l’uscita dalle province di appartenenza, torneranno alla carica, con mille scuse, per caldeggiare il mantenimento nelle province di origine e la lenta agonia all’interno di esse, in nome di una poltrona da conservare" questa é la preoccupazione del Csag. "Ovviamente questo territorio ha dei ringraziamenti da fare, in primis al buon Cracolici (Partito Democratico), Presidente della I Commissione ARS, che con coraggio e determinazione riesce sempre a far prevalere le sue posizioni, peccato che puntualmente non coincidano con le scelte democraticamente effettuate dai territori.
Poi Giuseppe Arancio (Pd), promotore di incontri senza efficacia. Eppure il Pd si era dichiarato dalla parte dei cittadini. Per ultimo, il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.
Se il Presidente della Repubblica Italiana è il garante della Costituzione, ci si aspetta che in Sicilia, il garante dello Statuto, voluto fortemente dal gelese Salvatore Aldisio, fosse il Presidente della Regione. Ed invece, unitamente ad altri 89, lo ignora. 
Il Presidente della Regione è gelese, e da questo territorio, nonostante ciò, non abbiamo chiesto mai favoritismi" aggiunge il Csag.  Questa area, da decenni chiede autonomia, molto molto tempo prima che Crocetta diventasse Presidente, negli ultimi 10 anni ha intensificato le iniziative atte al raggiungimento di questo obiettivo, contro i parlamenti regionali susseguitosi, contro chi ha fatto informazione contro questa iniziativa, e di certo non ci aspettavamo “favori” dal presidente, a cui si fa il rimprovero di non far rispettare le scelte del popolo, e dei siciliani"  scrive il Csag. 

Martedì la I Commissione ARS voterà l’insieme degli articoli, una semplice formalità, poi il testo approderà in aula, dove i 90, dopo 36 mesi di gestazione, avranno portato a termine la grande riforma delle province siciliane.  Liberi Consorzi " Noi invece comitati di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Acireale - asserisce il Csag- attendiamo con ansia la votazione in aula, per iniziare l’altro percorso: il ricorso in Corte Costituzionale" 

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