"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 4 aprile 2015

La Domenica con Gesù, PASQUA

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Essi lo uccisero, appendendolo ad una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno…” At 10,34°.37-43. 

“Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo” Sal 117. “Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo…” Col 1-4. 

“…Pietro allora uscì insieme all’ altro discepolo e si recarono al sepolcro…Allora entrò anche l’altro dicepolo…e vide e credette…” Gv 20,1-9.


-Il vangelo di oggi ci mette a confronto con un’assenza, più che con una presenza. Infatti, anche a noi sono riservati solo dei segni, come già li sperimentarono Maria di Magdala, Pietro e Giovanni. Essi vedono tante cose, tranne quella che speravano di vedere: Gesù. Ad es., la pietra del sepolcro rotolata via e le bende piegate in disparte. A questo punto ci possiamo chiedere, in quale considerazione teniamo i segni dei nostri fallimenti: l’arenarsi degli studi, la perdita del lavoro, il vedere un figlio che va male, la separazione dalla persona che abbiamo sposato, l‘ allontanamento, per orgoglio, dai parenti e dagli amici: situazioni nelle quali anche noi “moriamo”, perché ci rendiamo conto che l’impegno profuso non è bastato e l’ amore, in cui ci siamo giocati tutto, non ha ottenuto i risultati sperati.

La Risurrezione ci dice che, di fronte ai piccoli o grandi fallimenti, non si può “spegnere la forza” dell’ amore e che l’ amore non può restare senza frutto. Oggi, vogliamo sentirci risorti insieme a Cristo.

-Vivere come creature nuove. Ci possiamo chiedere: quando la vita è illuminata dalla Risurrezione, cambia tutto ? Potremmo dire, in effetti, che non cambia niente. E’ vero, non ci vengono offerte soluzioni pratiche e immediate. Come afferma Paolo, siamo creature nuove, ma i problemi sembra che rimangano gli stessi. L’ essere creature nuove, invece, implica un processo di cambiamento, giorno per giorno, del nostro stile di vita. I grandi convertiti, come Paolo, Francesco d’ Assisi, Ignazio di Lajola e altri santi, hanno sperimentato che “l’uomo vecchio” non si può “buttare fuori dalla finestra”: occorre “accompagnarlo alla porta “un gradino alla volta”. La Risurrezione ci orienta verso il bene e ci dà la forza necessaria. Troveremo, allora, le strade anche attraverso il deserto delle nostre anime e le pietre dei nostri fallimenti.

- Testimoniare ciò che Dio ha fatto. A poco a poco, sperimenteremo che l’assenza di Gesù nel sepolcro diventa presenza del Signore nella nostra vita. Questa lettura dell’ evento, per noi, non è immediata, come non lo fu nemmeno per Pietro e Giovanni, “che non avevano ancora compreso le Scritture”. Quando, finalmente, comprenderanno e crederanno, la loro testimonianza s’ incentrerà sul fatto che vita, passione, morte e risurrezione di Gesù sono il culmine della storia della salvezza. Credere a ciò che Dio ha fatto, significa credere che Dio può fare la stessa cosa con noi, per mezzo di Cristo. Se Dio ha risuscitato Gesù dalla morte e lo ha costituito giudice dei vivi e dei morti, lo ha fatto, per salvare gli uomini: “Chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome”.

John R.R.TolKien
- “Eucatastrofe”. John R.R.TolKien, professore di filosofia ad Oxford, autore del famoso libro,“Il Signore degli anelli”, conia un termine specifico, per indicare “il lieto fine”, che arriva dopo pericolose avventure; appunto, “l’eucatastrofe”: un improvviso capovolgimento felice di una situazione, al di là di qualsiasi aspettativa, e che provoca una gioia imprevista, “un’ esitazione del respiro, un palpito e un sobbalzo del cuore prossimo alle lacrime”. Essa nega la sconfitta finale e universale ed, in questo senso, è “evangelium”(=buona notizia). Un termine, quindi, che ben si applica alla festa odierna: la risurrezione è la perfetta “eucatastrofe” della sconfitta della morte attraverso la morte.

                                                                                      Mons. Nino Scarcione



Sinceri Auguri di Buona Pasqua al Presidente

al Direttivo, ai Soci del Nobile Quartiere

ed ai gentili lettori del commento al vangelo

                                                      Mons. Nino Scarcione




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