"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 16 maggio 2015

La Domenica con Gesù, Ascensione del Signore/B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "...Mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi..." At 1,1-11. 
"Ascende il Signore tra canti di gioia" Sal 46/47". 

"...Asceso in alto...ha distribuito doni agli uomini...Ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri...evangelisti...ad altri pastori e maestri..." Ef 4, 113 . 

"...Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura..." Mt 28, 19a.20a.

"Il Signore ascende al cielo, per restare per sempre con la sua Chiesa". Ecco il centro della celebrazione. Certamente, il sentiero, che conduce dalla Pasqua alla Pentecoste, è un percorso di primavera. Una primavera per il cristiano e per le famiglie, chiamate ad intrattenere rapporti di comunione, condivisione e fraternità. Per un istante, pensiamo a quelle famiglie, che parteciperanno con entusiasmo alla Prima Comunione o alla Cresima di un figlio. Ai tanti matrimoni, che vengono celebrati in questo periodo.
E' bello vedere un ragazzo/ragazza, che accoglie con gioia l' Eucaristia, un/una giovane, che riceve il dono dello Spirito Santo e s' impegna in un cammino di ricerca personale. Così come è eccezionale, "raccogliere" la promessa d' amore, che un uomo e una donna si scambiano davanti a Dio e alla comunità. E' una primavera anche per la comunità cristiana, spinta verso orizzonti nuovi.
- Il vero significato dell' Ascensione. Per vivere adeguatamente la solennitrà dell' Ascensione, dobbiamo liberarci dei nostri schemi mentali e cogliere, puntualmente, l' evento. Gli apostoli sono stati insieme a Gesù per tre anni. Hanno ascoltato la sua parola, visto i segni prodigiosi e condiviso il cibo e la fatica. La sua passione e morte li ha sconvolti e, comunque, sono stati colti alla sprovvista. E', chiaramente, emersa la loro umana fragilità, la loro paura ed anche la loro vigliaccheria. Vederlo inchiodato alla croce, è stata un' esperienza terribile. Sembrava che tutto fosse crollato loro addosso. Cosa ne sarebbe stato della buona notizia, del grandioso progetto divino, che li aveva affascinati ? E della promessa di un mondo nuovo, a favore dei poveri, dei miti e di tutti coloro, che sarebbero stati disposti a patire, anche persecuzioni, a causa della giustizia ?
Ma, poi, lo hanno incontrato risorto e vivo. L'amara scoperta del sepolcro vuoto si è mutata in gioia, appena lo hanno visto ed hanno parlato e mangiato con lui. Ora, quindi, anche la morte e la sofferenza terribile della croce acquistano un senso. Gli apostoli, adesso, vedono Gesù ascendere in cielo. E l' evento non li rattrista più, perchè sanno bene che Gesù, dalla risurrezione in poi, diventa il Signore della storia, che li accompagnerà dovunque, mediante il suo Spirito.
Salire al cielo, quindi, non vuol dire "abbandonare la terra". Al contrario. Gesù, proprio adesso, "abita la terra", ma in un altro modo. "Continua a visitarla", facendole dono della sua luce, della sua forza e dello Spirito, già promesso agli apostoli, che si diffonde, di generazione in generazione, su quelli che sono disponibili ad accoglierlo. Conseguentemente, l' Ascensione è un compimento del mistero e un "salto di qualità". Da questo momento, inizia la missione della Chiesa: "Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni cretura".
- Testimoni. Adesso, i discepoli diventano testimoni. Potranno/dovranno dire a tutti quello che hanno visto ed ascoltato. Anche se Il compito appare al di sopra delle loro forze. Riusciranno a raggiungere l' obiettivo, dato che hanno già sperimentato la propria debolezza ? 
Ma la parola che viene loro affidata, non è una parola qualsiasi. E' una parola capace di cambiare la vita, guarire ferite profonde, piaghe aperte, con la misericordia, la tenerezza e il perdono di Dio. Strumenti inadeguati, perchè essi non si montino la testa e non attribuiscano a sè stessi ciò che è solo opera di Dio. Strumenti, guidati dalla forza dello Spirito, che farà di loro predicatori infaticabili, discepoli fedeli, pronti ad affrontare anche le ostilità, i processi, il carcere, le battiture e anche la morte per il vangelo.
"Comincia un' avventura", quella "catena ininterrotta" di testimoni, di cui anche noi facciamo parte. Non bisogna, comunque, dimenticare che è la presenza del Signore Risorto, " l' anima segreta della missione". Essa inducei suoi ad affrontare mille pericoli, pur di portare a tutti l' annuncio della salvezza. Sappiamo bene che la loro fede, in ogni caso, sarà più forte delle forze del male, della confusione e degli equivoci, che impediscono alle creture di comunicare tra loro e, persino, delle astuzie dei fort, che tentano di "fermare" il vangelo, per impedire che la pace e la giustizia abitino la terra.
Il Risorto, il Signore, non trattiene per sè i suoi poteri: quelli che credono possono, quindi, agire con efficacia nella storia, guarire le malattie, lenire le sofferenze, parlare le lingue nuove della fraternità, della misericordia, della compassione e della solidarietà. Il Signore invia i suoi seguaci "nel mare aperto" della storia, perchè siano un lievito di amore e di speranza. La parola "testimone della fede" è un termine impegnativo. Implica una trasformazione, che "percorre la nostra esistenza".
Testimoniare significa riuscire a far percepire tutto questo. Attraverso le parole e le opere, nelle scelte di ogni giorno.
                                                                                 Mons. Antonino Scarcione

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