"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 10 maggio 2015

La Domenica con Gesù, VI di Pasqua/B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “ Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare nella casa di Cornelio, questi…si gettò ai suoi piedi…ma Pietro lo rialzò, dicendo: alzati…anch’ io sono un uomo !...” At 10, 25-26.34-35.44-48.
”Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia”.Sal 97.”Carissimi, amiamoci gli uni gli altri…Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore…
”I Gv 4,7-10.”…Come il Padre ha amato me…anche io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo:dare la vita per i propri amici…”

In questa domenica, siamo invitati a soffermarci sulla libertà e universalità dell’ amore di Dio. L’accostamento tra l’ amore di Dio e la possibilità, data ai pagani, di entrare in questo amore, ci spinge a considerare il totale coinvolgimento della Trinità con la totalità del genere umano.

- Amare (= non fare preferenze). Il punto di partenza, per amare come Dio, è questo: non fare preferenze. Si tratta del principio, secondo cui bisogna evitare ogni discriminazione; perchè essa, non si basa sui criteri formulati da Pietro, quelli, cioè, della giustizia e del timor di Dio: infatti, chiunque ha rispetto dell’ altro e di Dio, è già destinatario dell’ amore del Signore e viene da lui accolto. Non ci sono altri criteri. In particolare, ad es., la razza o la nazione non sono affatto dei criteri. Nell’ ambito della fede, non esistono stranieri, né, tanto meno, estranei. Qualunque uomo io incontri, nel mio paese o dall’ altra parte del mondo, è un mio fratello.

- Amare (= conoscere veramente), E’ possibile, infatti,che, nei confronti di Dio e dei fratelli, si sia stranieri o estranei. Anche al di là del senso biblico del verbo” conoscere” , l’ amore è strettamente connesso alla conoscenza. Non posso amare pienamente qualcuno che non conosco. Dio, infatti, per primo ha voluto amarci; e siccome ci conosce perfettamente, ci ama anche perfettamente.

La missione di Gesù è stata proprio quella di incarnare il volto del Padre, per farlo conoscere agli uomini. Il gesto più eclatante della sua missione è stato, certamente, quello dell’ offerta della sua stessa vita per noi.

- Amare (= dare la vita). Ecco il culmine della vita di un cristiano: dare la vita; perché è stato il Figlio incarnato a darla, per primo, per noi; perché, inoltre, costituisce l’ espressione piena, concreta e visibile della propria fede interiore. 
E’ sufficiente un po’ di onestà, per dire che non ne siamo capaci da soli, ma sarebbe un segno di grande sfiducia nei confronti di Dio, affermare che ciò è impossibile. 
Vorrebbe dire, dare del “crudele” a Gesù, che ci ha comandato di amarci gli uni gli altri, come egli ci ha amati;oppure anche del “fallito”, visto che ha dato la sua vita per questo; oppure, in fine, dell’ “ingenuo”, considerato che ci ha scelti, per portare un frutto di amore, che rimanga. 

Dare la vita non è semplice, nè piacevole. Dare la vita, significa rafforzare in noi la stessa scelta di Gesù. Come la si rafforza? Chiedendo e accogliendo, con fede e riconoscenza, il dono dello Spirito Santo. La vita e le parole di Gesù, la sua morte e risurrezione ci hanno preparato a questo dono, che non ci lascerà soli lungo il cammino, ma ci permetterà di obbedire al grande comandamento del Signor. Ecco la vera gioia: Cristo ha fatto questa scelta per noi e in noi questa scelta cresce di momento in momento, mediante l’ ascolto del Vangelo e la contemplazione di tutto quello che Dio ha compiuto, per trasmetterci la sua vita e il suo amore.

                                                                           Mons Antonino Scarcione

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