"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 21 giugno 2015

La Domenica con Gesù, XII del Tempo Ordinario/B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi:"Il Signore prese a dire a Giobbe...Chi ha chiuso tra due porte il mare...Io quando gli ho fissato un limite..." Gb 38, 1. 8-11
."Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre" Sal 106 . "...Se uno è in Cristo, è una nuova creatura...Le cose vecchie sono passate...Ne sono nate di nuove". 2Cor 5, 14-17 . "...Ci fu una grande tempesta di vento...Maestro, non ti importa che siamo perduti ?...Si destò...E disse al mare: taci, calmati !...Poi disse loro: Perchè avete paura ? Non avete ancora fede ?..." Mc 4, 35-41 .

- La tempesta sedata. Gli attori principali sono: il cosmo infuriato, personificazione delle tempeste devastanti della storia, della natura, della psiche e del fisico delle persone, ed il mare con le sue onde gigantesche, che minacciano di far naufragare la barca. Poi i discepoli, che chiedono l' aiuto. Infine, Gesù, che domina la scena e si confronta, vittoriosamente, con le onde del mare.
- "Passiamo all' altra riva". Il viagggio di Gesù nasce dalla sua volontà di entrare nel territorio pagano della Decapoli. Gerasa si trova a circa 50 km dalla riva, crogiuolo di gente "disprezzata" dall' ortodossia giudaica. Gesù vuole, chiaramente, incontrare persone "escluse" dalla salvezza e persino "ostili" all' annuncio del vangelo. La sua scelta appare ardua ed irta di ostacoli e difficoltà. Nel mare di Tiberiade le burrasche erano frequenti. Ancora più suggestivo è il simbolismo dei vari elementi. Ad es., il mare agitato è la sede delle potenze cattive, del caos mortifero, del demoniaco aggressivo, contro cui l' uomo, da solo, è impotente. Anche la barca allude alla Chiesa. 
- Maestro, non t' importa che siamo perduti ? " Stupisce, intanto, che Gesù dorma nonostante il fragore della tempesta. Questo particolare richiama, certamente, Giona. Gesù salva la barca degli apostoli e probabilmente anche le altre. Il probabile naufragio può indicare tutte le insidie ed i fallimenti del singolo e della comunità. L' appello dei discepoli può indicare sia una richiesta d' aiuto, che un rimprovero.
- "Non avete ancora fede ?".La risposta di Gesù è duplice, una riguarda il mare e l' altra i discepoli. L' intervento di Gersù rivela che egli ha lo stesso potere di Dio. Notiamo che i verbi usati dal Signore sono, significativamente, quelli tipici di un esocismo: "minacciò / sgridò il vento...disse al mare "Taci, calmati". L' immediatezza dell' arrivo della bonaccia indica l' efficacia del potere di Gesù. Ai discepoli, invece, rivolge un forte rimprovero. Sicuramente, avere fede significa vincere il dubbio, la paura, l' angoscia, la solitudine e il fallimento. Nel "deserto della vita", il discepolo vive di questa certezza. La barca, simbolo della comunità, può contare sempre sulla presenza di Gesù.
- "Chi è costui ? ". Qui il racconto raggiunge il suo culmine, lasciando ai lettori il compito di rispondere. Comunque, il miracolo operato pone il problema dell' identità di Gesù. Ricordiamo che la domanda "chi è", o la richiesta del nome di qualcuno, significa chiedersi che cosa può fare, qual è il raggio della sua azione e della sua autorità. Finora, i discepoli lo hanno considerato un rabbì (=maestro). Essi, momentaneamente, si associano agli scribi, che hanno contestato l' autorità di Gesù. Ma la domanda è di per sè una risposta per quanti conoscono la Bibbia: solo Dio è il Signore del cielo, della terra e del mare. A questo punto, vediamo che non basta sapere chi sia Gesù, occorre, proprio, mettersi alla sua sequela.
                                                                                   Mons. Antonino Scarcione

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