"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 21 novembre 2015

La Domenica con Gesù, Gesù Cristo Re dell' Universo

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’ uomo…Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli…Lo servivano…” Dn 7,13-15 . 
“Il Signore regna, si riveste di splendore” Sal 92 . “Gesù Cristo è…Il sovrano dei re della terra…Io sono l’ alfa e l’ omega…l’Onnipotente” Ap 1,5-8 . 
“…Pilato disse a Gesù: Sei tu il re dei Giudei? Rispose Gesù: Il mio regno non è di questo mondo…Allora Pilato gli disse: Dunque tu sei re?Rispose Gesù: Tu lo dici: Io sono re…” Gv 18,33b-37.

-“…Il sovrano dei re della terra”. La Chiesa, a conclusione dell’ Anno Liturgico, celebra la Festa di Cristo Re. Cioè, Cristo, risorto e asceso al cielo, avendo ricevuto dal Padre ogni potere, estende la sua signoria sull’ intero universo. Quest’ anno, poi, cade il Novantesimo Anniversario dell’ istituzione della Festa, voluta da Pio XI (l’ 11 dicembre 1925).

La scelta del papa avvenne in un contesto europeo, in cui, culturalmente, dominavano le teorie positiviste (=verificabilità e sperimentabilità come unico esclusivo criterio di verità; illimitata fiducia nel progresso scientifico, che presto avrebbe riscattato l’ uomo da credenze mitiche, vicine alle favole). Si andava affermando sempre più, ad es., il valore totalitario dello Stato, come unica fonte del diritto e della morale; venivano assolutizzati la forza, il dominio, la purezza della razza, da un lato, oppure, il lavoro e il collettivismo, dall’ altro lato. Un contesto, in cui alcune figure di “capi”- variamente denominati- avevano assunto forme quasi messianiche di salvatori delle loro Patrie.

Sappiamo, però, dalla storia a quale distruzione e barbarie abbiano portato queste concezioni, trascinando l’ Europa nel baratro dell’ odio e della distruzione.

Per fortuna, quel contesto non esiste più. Contemporaneamente, però, figurano idee e correnti filosofiche, che cercano di tenere l’ uomo “ancorato solamente su questa terra”, negando, quindi, il valore di una morale che cerchi in Dio il proprio fondamento ultimo.

-“…Il mio regno non è di questo mondo”. Vale la pena approfondire il senso di questa celebrazione e di questo titolo. Osserviamo che, nei vangeli, due sono i contesti, nei quali Gesù viene designato come re. Il primo è nei racconti della natività. I Magi, quando arrivano a Gerusalemme, chiedono ad Erode: "Dov è colui che è nato, il Re dei Giudei? " (Mt 2,2). Conosciamo bene, però, le circostanze della nascita di Gesù: Maria e Giuseppe non trovano posto e sono costretti a passare la notte in una grotta. E il bambino viene deposto in una mangiatoia. Tutto il contrario della nascita di un re di questa terra! Notiamo, però, che gli umili e i semplici lo riconoscono come “un grande”.

Il secondo contesto, in cui ritorna il titolo di Re, attribuito a Gesù, è quello della passione, quando la folla acclama: “Benedetto colui che vene, il Re, nel nome del Signore” (Lc 19,38) e poi, durante l’interrogatorio di Pilato, con le parole:”Sei tu il Re dei Giudei? “ e, succesivamemnte, quando Pilato fa collocare sulla croce l’ iscrizione: “Gesù Nazareno, re dei Giudei.”

Anche soltanto da questi pochi riferimenti, comprendiamo bene che la regalità di Gesù è totalmente diversa da quella dei potenti del mondo. Il popolo d’ Israele, infatti, è stato sempre diffidente verso questa figura. Lo stesso Davide, il re per eccellenza, è colui che viene scelto nonostante la giovane età. Viene scelto, però, da Dio e finché rimane fedele al Signore, compie grandi cose (ad es.,vince contro il gigante Golia).

Quando, invece, si allontana da Dio, diventa meschino. Emblematico, a tal proposito, appare l’episodio del suo adulterio con Bersabea e il successivo mandato di uccidere Uria, l’ ittita.

In che senso, in estrema sintesi, possiamo dire che Gesù è Re? Egli è Re, perché è stato scelto e inviato da Dio, come Davide, anzi è lui stesso il Figlio di Dio. Ed, inoltre, è un sovrano che non si impone con la violenza e il sopruso, ma con “la forza dell’ amore”. A buon diritto, si può citare per lui la beatitudine:“Beati i miti, perché avranno in eredità la terra”. Gesù sarà anche giudice, proprio perché ha donato tutto se stesso e, quindi, può chiedere a molto a noi.

                                                                       Mons. Antonino Scarcione

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