"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 15 novembre 2015

La Domenica con Gesù, XXXIII del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si sveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’ infamia…” Dn 12,1-13 . 
“Proteggimi, o Dio; in te mi rifugio” Sal 15. “Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto…Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio…Con un’ unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati…”Eb 10,11-14.18 . 
“…Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo…Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno…” Mc 13,24-32.

Gesù, dopo di aver messo in guardia dai falsi messia e dai falsi profeti, anticipa le prove che attendono i discepoli ed annuncia la fine della storia. Egli attinge ai simboli apocalittici dell’ AT ed enuclea tre caratteristiche della vittoria di Dio: lo sconvolgimento del cosmo, la venuta del Figlio dell’ uomo e il raduno degli eletti.

-Lo sconvolgimento del cosmo. I prodigi cosmici, che precedono la venuta del Figlio dell’ uomo, si
ispirano a immagini profetiche. Ad es., sole e luna sono stati fissati per ritmare il tempo. Pertanto, lo sconvolgimento del cosmo segna simbolicamente le fine del tempo e della storia.

-La venuta del Figlio dell’ uomo. Essa si ispira al testo di Daniele 7,13-14. Vediamo, Invece, che in Marco 14,62, il Figlio dell’ uomo è, chiaramente, Gesù: gli uomini lo vedranno venire sulle nubi, che sono il simbolo associato alla manifestazione di Dio.

-Il raduno degli eletti. Il Figlio dell’ uomo si avvale degli angeli, per riunire i suoi eletti “dai quattro venti” (i quattro punti cardinali). Nell’ AT è Dio il protagonista del raduno degli eletti, mai il Figlio dell’uomo (Cfr. Dt 30,4; Is 11,11.16). Il testo non si focalizza sul giudizio ultimo di Gesù, ma sul raduno degli eletti e invita, inoltre, i credenti a restare saldi nelle prove della tribolazione, alla quale la venuta del Signore metterà fine. Il questo scenario catastrofico, ha un ruolo centrale la distruzione del tempio Gerusalemme,nel 70 d.C.

-Esortazione a leggere i segni dei tempi. Subito dopo, Gesù affronta la questione del tempo: quando sarebbero avvenute queste cose? Il termine-chiave è, certamente, “la vicinanza”. Egli ricorre alla parabola del fico, all’ avvicinarsi dell’ estate (vv.28-29), forse giocando sull’ omofonia(=suono uguale) tra i due termini: “frutta matura”(qais) e “fine”(qes) (Cfr.Amos 8,1s). Quando il fico produce le foglie è il segno che l’ estate è alle porte. Così, quando avverrà lo sconvolgimento cosmico, il Figlio dell’ uomo sarà vicino. Gesù, quindi, chiede di mettersi in ascolto della natura e della terra. La fedeltà alla terra è il requisito, per attendere la venuta del Signore. Il riferimento a “questa generazione, che non passerà, prima di vederli”, è indeterminato e riguarda ogni ascoltatore nel suo tempo.

Il lettore dev’ essere convinto della sua vicinanza nell’ oggi. Non importa quando, ma v i è la certezza che il Signore verrà. La pagina evangelica trasmette un messaggio preciso: il bene di Dio, la bontà e l’ onestà degli uomini sono energia, che mette fine a ogni marciume sociale, religioso e politico. Il genere letterario dell’apocalittica, come afferma D.Bonhoeffer, è un’ arte dell’ attesa, che segue il ritmo silenzioso del germogliare e del crescere e del divenire del regno di Dio nella storia.

-Promesse infrangibili. Con un altro detto, Gesù attesta la realizzazione di tali eventi: “Le mie parole non passeranno” (v.31). Infine, per evitare previsioni erronee dell’ ora e/o momento finale, informa i suoi che nessuno, tranne il Padre, conosce “il giorno e l’ ora” della fine dei tempi. Il brano si conclude, purtroppo, tralasciando l’ appello alla vigilanza (vv.33-36). Notiamo che, dei tre verbi relativi alla vigilanza, l’ ultimo è proprio quello caratteristico della sentinella. Il cristiano, infatti, è colui che veglia, senza chiudere mai gli occhi.

                                                                   Mons. Antonino Scarcione
 

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