"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

giovedì 19 novembre 2015

Ripensando all’Estate di San Martino: quando “ogni mosto diventa vino”



E' trascorsa una settimana dall’11 novembre giorno dedicato a San Martino di Tours, ma anche conosciuto sia per le particolari condizioni climatiche, che ancora oggi stiamo godendo, sia per il celebre detto “ogni mosto diventa vino”
Non a caso è una celebrazione che da sempre ha attirato le attenzioni di poeti, scrittori ed artisti italiani e stranieri, rapiti dalla magia festosa di questo particolare santo. 
Le leggende che circolano sull’11 novembre si ricollegano sia alla vita del religioso, sia alle tradizioni agricole locali.

Partiamo dal fatto che la settimana che comprende il giorno di San Martino è notoriamente definita “Estate di San Martino”. Infatti, in questo periodo, il clima autunnale diventa inspiegabilmente mite e soleggiato, quasi un baluardo di estate in pieno novembre. 

La leggenda, tramandata dalla Chiesa, vuole che Martino, in un giorno di freddo pungente, incontrò un mendicante che stava per morire assiderato: senza pensarci due volte divise in due il suo mantello e ne offrì una metà allo sventurato

Il mendicante si alzò immediatamente e rivelò di essere Gesù, in attesa di un gesto di vera carità, ed il clima, d’improvviso, divenne tiepido.
Al santo si attribuisce anche il miracolo di aver trasformato l’acqua in vino, motivo che l’ha reso anche protettore degli osti
Il legame fra l’11 novembre ed il vino, tuttavia, è ben più stretto. Si tratta di una data che, sin dai primordi dell’agricoltura moderna, segnava la fine del ciclo di raccolto, il momento in cui si tiravano le somme su quanto prodotto e, spesso, anche il termine di scadenza per l’affitto di campi e terre coltivabili. In questa occasione, i mosti accantonati durante la vendemmia sono diventati, ormai, vino novello che può essere assaggiato per la prima volta. 

Da qui il simbolico detto che "a San Martino ogni mosto diventa vino". 
Oggi si continua la tradizione rurale bevendo e godendo del lavoro delle stagioni passate nel nome del santo che trasformò l’acqua e portò l’estate in pieno autunno.

Nessun commento: