"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 20 dicembre 2015

La Domenica con Gesù, IV di Avvento

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “Betlemme...Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele…Fino a quando partorirà colei che deve partorire…” Mi 5,1-4° . “ 

Signore, fai splendere il tuo volto e noi saremo salvi” Sal 79 . “…Ecco, io venvo…Per fare, o Dio, la tua volontà…” Eb 10,5-10 . 

“In quei giorni Maria…Andò in fretta verso la regione montuosa.…Elisabetta. Esclamò…:
Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!...” Lc 1,39-45.

C’è un unico modo per vivere autenticamente il Natale: “mettersi nei panni dei poveri”, per accogliere Colui che si fa povero, per “arricchire” noi.

-“Nei panni” di Elisabetta e di Maria. Certo, Elisabetta può rappresentare una futura mamma, in attesa di un’ amica, che assicuri assistenza, conforto e aiuto in un momento delicato: il parto. Ma essa incarna tutti i malati, le persone anziane abbandonate, lasciate sole, che attendono una visita. Anche noi, del resto, abbiamo spesso bisogno di uno sguardo benevolo e di un sorriso. Ma Elisabetta è anche una donna sterile, che, per dono di Dio, prova la gioia di una gravidanza. Colui che è ormai prossimo alla nascita si chiamerà Giovanni (=”Dio ha fatto grazia”). Maria sta vivendo, anche lei, un momento di grazia: l’ angelo le ha appena annunciato che diventerà la madre del Messia, del Figlio di Dio. E le ha offerto un segno: Elisabetta, la sterile, ora è già al sesto mese. “Nulla è impossibile a Dio”. Ecco perché Maria raggiunge, in fretta, la casa di Elisabetta: “Per il desiderio di vedere realizzate le parole dell’ angelo, udite durante l’ annuncio, e condividere con lei il miracolo”.

Queste due donne incarnano, dunque, i poveri, che attendono un intervento di Dio, una consolazione e un soccorso.

-“Un incontro strano”. L’ incontro tra Maria ed Elisabetta ha molti aspetti alquanto strani. Elisabetta è “colmata di Spirito Santo” e Maria ha già concepito Gesù “per opera dello Spirito Santo”. Così ha luogo il duplice riconoscimento. Elisabetta dichiara Maria “benedetta tra le donne” e “benedetto il frutto del suo grembo”.

-“Un incontro che porta alla fede”. Non si tratta solamente dell’ “incontro delle due madri, in esso vengono poste a confronto le due creature ancora in grembo ed emerge la superiorità di Gesù. Evidentemente, il testo di Luca mette in luce il Salvatore. Per questo, l’ approdo è proprio la fede. La fede di Elisabetta. Questa donna anziana, che ha subito l’ umiliazione della sterilità, avverte che il sussulto del suo figlio nel grembo è un segno. Così, essa si sente trasformata da una presenza divina, comprende il segno e ne dà testimonianza: ha accolto la parola, ha ricevuto il segno, riconoscendo il Signore, ha annunciato la buona notizia.

*”La fede di Maria”. L’ onore di Maria è la sua fede, essa, infatti, si rivela decisiva nella storia della salvezza. E’ una fede che accoglie la Parola, che nel suo grembo prende carne. In seguito, Gesù riconoscerà (Lc 11,2728) che la maternità di Maria conta meno del suo ascolto e della sua obbedienza fedele alla parola di Dio.

*”Con Maria ed Elisabetta verso la fede”. La fede consiste nel riconoscere l’ Invisibile, il Salvatore ancora nascosto, che ricorre ad un aiuto umano, in questo caso sua madre, per cominciare la visita del suo popolo. La coppia Zaccaria-Elisabetta, con le sue pene, la sterilità e il mutismo, rappresenta bene i nostri limiti, le nostre mancanze di fede e i nostri fallimenti.

-“Un incontro che invita a guardare oltre”. L’ episodio non si riduce ad un esempio di generosità: Maria riceve da Elisabetta una conferma alla sua missione: essere la madre del Signore. Elisabetta riceve da Maria un saluto, che la fa sussultare, perché le rivela la presenza stessa del Messia. La pagina di Luca ha, inoltre, una portata fortemente simbolica. Maria, la giovane Chiesa abitata da Cristo, va incontro al vecchio Israele, Elisabetta, abitata dall’ ultimo dei profeti. Maria vede la sua annunciazione confermata da Elisabetta, così come la Chiesa vede la sua missione confermata da Israele, fratello maggiore. Maria parte, “rapidamente,” perché con lei “la Parola comincia la sua corsa”, fino alle estremità della terra. E il saluto di Gabriele si fa contagioso: la gioia di Maria raggiunge Elisabetta.

-“Natale è ormai imminente”. Come celebrare, quindi, il mistero dell’ Incarnazione ? In verità, tutto può distoglierci dall’ essenziale. L’ affaccendarci a preparare regali, può farci dimenticare il grande Dono, che ha cambiato la nostra vita e la storia degli uomini. Come possiamo vivere, allora, questa ricorrenza ?

*”Da poveri”, perché l’ Incarnazione è mistero di povertà. Il Figlio di Dio viene da povero per i poveri e sono questi a riconoscerlo per primi. Poveri, cioè, disposti a riconoscere le proprie debolezze e fragilità.

*”Abitati dalla Parola”. Quindi, liberi da tante parole, “che possono coprirLa”. Abitati da un silenzio, in cui la Parola può, veramente, risuonare. Abitati dall’ attesa, dal desiderio, un fuoco che rende desti e vigilanti.

Pronti ad accogliere la Parola, che rivela il progetto di Dio.

*”Nella fede”, che è uno sguardo limpido, in grado di riconoscere e decifrare la presenza dell’Invisibile. Sappiamo bene che , grazie alla fede, i segni diventano punti luminosi sul nostro cammino.

*”Nella gioia dell’ incontro”, che permette alla fede di crescere e di diventare più solida.

                        Mons. Antonino Scarcione

“Dio si è fatto uomo, perché l’ uomo si faccia Dio”. (I PP.della Chiesa Orientale). Buon Natale e Sereno Anno Nuovo

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