"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 14 febbraio 2016

La Domenica con Gesù, I di Quaresima / C

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Il Signore…Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele…” Dt 26,4-10 . 
“Resta con noi, Signore, nell’ ora della prova” Sal 90. “Se con la tua bocca proclamerai: Gesù è il Signore ! e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo…” Rm 10,8-13 . 
“…Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”. Gesù gli rispose. Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’ uomo… Ti darò tutto questo potere e la gloria…Se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me…Gesù gli rispose: Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”…Gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui; sta scritto infatti…Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra…Non metterai alla prova il Signore Dio tuo…” Lc 4,1-13.



Nel racconto delle tentazioni, Luca apre al credente la via, per attraversare le prove della vita senza smarrire la fede. Vediamo che nel terzo vangelo la tentazione assume i tratti del combattimento e presenta la necessità della preghiera. Le tre tentazioni, quindi, possono essere lette come tre passaggi, indispensabili, della formazione del discepolo nella sua adesione di fede al Figlio.

-La via della povertà. Dinanzi alla tentazione dell’avere e di vedere subito soddisfatti i propri bisogni, il discepolo impara dal Figlio ad attendere che sia il Padre a concedere quanto è necessario. Ciò che nutre e fa crescere un figlio non è tanto il pane, quanto la relazione, cioè, il legame di amore col padre. La stessa parabola dei due figli dimostrerà bene quanto sia pericoloso considerare il padre solo dal punto di vista del suo patrimonio e della sua disponibilità a dividere, a richiesta, le ricchezze tra i fratelli. Sappiamo, inoltre, che la vita povera del Messia non scandalizza, bensì, alimenta la fede dei discepoli.

-La via del servizio. Il Messia è tentato di possedere un regno più grande e potente dello stesso impero romano. Quando gli si propone, tuttavia, di scendere a patti col diavolo, per ottenere il potere e la gloria, il Figlio non cede affatto il dono della propria libertà e dignità regale. Egli indica, semmai, al discepolo la forza della fede, che non si piega mai alle lusinghe e al fascino del trono. L’ ingresso a Gerusalemme farà udire chiaramente l’ acclamazione regale nei confronti “di colui che viene nel nome del Signore”. La vera adorazione di Dio, il culto e il servizio, resi a lui nella liturgia, evitano all’ uomo di diventare schiavo del potere umano. Dinnanzi ad Erode e Pilato, l’ atteggiamento di Gesù non sarà di adulazione, ma di grande dignità e verità.

-La via dell’ umiltà. La terza tentazione è la più insidiosa, perché si “gioca” sulle Scritture e si svolge a Gerusalemme. E’ difficile, infatti, rispondere alla sfida di buttarsi giù dal punto più alto del tempio. In questa tentazione, comunque, vediamo che Gesù sa discernere e riconoscere il rischio di sempre: mettere, nientemeno, alla prova Dio. La proposta del diavolo viene riconosciuta come tentazione, in quanto pretende di avere subito quello che, invece, Dio concede ai suoi figli a tempo debito. Certo,il Signore apparirà sulle nubi del cielo, ma solo dopo essere passato attraverso la morte di croce, nell’ umile sottomissione alla volontà del Padre.

Gesù è accanto ad Adamo, all’ uomo fatto di terra, verso il quale Dio si volge per compassione e misericordia. Con questo atteggiamento, Egli indica, ad ogni uomo, il giusto modo di vivere la propria fiducia in Dio.

                                                                  Mons. Antonino Scarcione

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