"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 30 luglio 2016

ELEZIONI EX PROVINCE ILLEGITTIME INCOMPETENTI… CON DOLO

Riceviamo e Pubblichiamo

Gela 28 luglio 2016

COMUNICATO STAMPA
Liberi Consorzi e Città Metropolitane:

La riforma siciliana dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane, per i tempi ed i modi di attuazione, la si può paragonare alle telenovelas: tante puntate, passano gli anni ma il quadro generale rimane comunque inalterato.

Fu il 3 marzo 2013 quando il Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, con una iniziativa “mediatica” ha sbandierato, ancor prima di discuterne in seno alla maggioranza ed al Parlamento regionale, ad un programma televisivo condotto da Massimo Giletti (Agorà), annunciò: “A partire da domani aboliremo le Province e saremo la prima Regione a tagliarle".

Non una abolizione vera, altrimenti non varrebbe neanche la pena di parlarne, ma una farsa tutta siciliana che rispetta (per tradizione) Il Gattopardo: Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.

Sicché, ci vogliono ben 6 passaggi legislativi (leggi regionali n° 7/13, 8/14, 15/15, 28/15, 5/16, 8/16) per trovare un fallace punto d’incontro tra parlamentari, 6 passaggi legislativi per prendere in giro i siciliani ed arrivare al mero cambio di denominazione (da Provincia Regionale a Libero Consorzio) e di elezione degli organi di rappresentanza (da diretto e popolare diventa indiretto e partitico) dell’ente intermedio siciliano, il quale ultimo tutto è tranne che “Libero”.

Oltre 1.200 giorni, pari a tre anni e quattro mesi, per produrre… il nulla. Quel poco prodotto dall’ARS viene impugnato più volte dal Governo nazionale (l’unico titolato a poter impugnare in via diretta le Leggi della Regione dinanzi la Corte Costituzionale). Il parlamento regionale si “piega” al volere del Governo centrale, modificando la, anzi, le leggi.

In tutto questo processo, di per sé già irrazionale, entra in gioco la “grana” delle modifiche territoriali, di conseguenza gli interessi dei parlamentari regionali intenti a non modificare i giardini (collegi) elettorali per le elezioni regionali.

La situazione oggi è degenerata fino a mettere in discussione il rispetto delle autonomie locali, il rispetto del corpo elettorale quindi dei cittadini, il rispetto dei principi di legalità.

Il voto in aula del 20 luglio 2016, in cui di fatto il l’ARS, recependo i rilievi infondati della I Commissione, ha aperto un solco insanabile tra cittadini, specie quelli dei quattro comuni coinvolti nelle variazioni territoriali, e le istituzioni. Passa un messaggio tra la popolazione che non è per nulla confortante: la gente è convinta che le leggi vengano prodotte per farle osservare solo al popolo, mentre chi legifera è visto come immune e sollevato dal rispettarle.

La vicenda non è conclusa, anzi tutt’altro, ogni giorno che passa emerge sempre più l’incompetenza e l’irragionevolezza del legislatore siciliano.

Se da un lato i comitati ufficiali promotori del passaggio alla Città Metropolitana di Catania hanno promesso battaglia, con ogni mezzo a disposizione, con motivazioni più che legittime, dall’altro gli errori pregressi ed attuali mettono in luce i vari problemi causati dal legiferare in modo schizofrenico.

Infatti, il 12 luglio la Giunta Regionale ha fissato la data per le elezioni degli organi dei Liberi Consorzi. La data prevista è l’11 settembre 2016. Il 20 Luglio il Presidente della regione ha emesso il Decreto di indizione delle elezioni di II livello. Anche i sindaci metropolitani hanno emesso i decreti per l’elezione dei consigli metropolitani, data prevista 25 settembre.

Oltre alla circostanza che vede l’iter della LR 15/15 incompleto, poichè necessita di un ulteriore passaggio, proprio come chiesto per conto del Governo centrale dal Sottosegretario alle Autonomie Locali Gianclaudio Bressa, che con nota del 19 luglio 2016 inviata al Presidente della Regione, ha chiesto esplicitamente di concludere l’intero iter della riforma dei Liberi Consorzi, un’altra pesantissima tegola sta per cadere addosso il legislatore siciliano e riguarda il voto ponderato per l’elezione degli organi dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane.La modifica alla LR 15/15 avvenuta con la LR 5/16, riporta per il calcolo dei criteri di ponderazione direttamente alla L 56/14 denominata “Del Rio”, che all’art. 32 così dispone: 

Ciascun elettore esprime un voto che viene ponderato sulla base di un indice determinato in relazione alla popolazione complessiva della fascia demografica del comune di cui e' sindaco o consigliere, determinata ai sensi del comma 33. 

A prima vista sembra tutto normale, ma in Sicilia la normalità sovente, grazie all’audacia del legislatore, si trasforma in assurdità, assumendo le caratteristiche della burla.

Poche settimane fa, in Sicilia, si sono tenute le elezioni comunali in alcune città, tali elezioni, a norma della LR 11/15, stabiliscono, per i comuni andati recentemente al voto e per tutti gli altri che voteranno in seguito, la riduzione del 20% dei consiglieri comunali. Succede per l’effetto delle due norme (L 56/14 e LR 11/15) che, i comuni che hanno effettuato le recenti elezioni amministrative, nonostante all’interno della stessa fascia di popolazione di altri comuni, sono svantaggiati perché il calcolo per la ponderazione non tiene conto del minor numero di consiglieri, alterando la rappresentatività.

Nella tabella sottostante alcuni esempi:

FASCIA    “ E” COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE  A  30.000  E  FINO  A  100.000
ABITANTI
ABITANTI
Dati ISTAT 2015
MESE E ANNO ULTIME ELEZIONI COMUNALI
INDICE DI VOTO PONDERATO
NUMERO VOTANTI
TOTALE PUNTEGGIO CITTÀ
ENTE INTERMEDIO

VITTORIA
63.092
GIUGNO 2016
11,67
24 CONSIGLIERI
1 SINDACO
291,75
LIBERO CONSORZIO RAGUSA
MODICA
54.651
GIUGNO 2013
11,67
30 CONSIGLIERI
1 SINDACO
361,77
LIBERO CONSORZIO RAGUSA

ALCAMO
45.504
GIUGNO 2016
7
24 CONSIGLIERI
1 SINDACO
175
LIBERO CONSORZIO TRAPANI
CASTELVETRANO
31.781
MAGGIO 2012
7
30 CONSIGLIERI
1 SINDACO
217
LIBERO CONSORZIO TRAPANI

CALTAGIRONE
38.828
GIUGNO 2016
3,28
24 CONSIGLIERI
1 SINDACO
82
CITTÀ METROPOLITANA CATANIA
ADRANO
36.285
GIUGNO 2013
3,28
30 CONSIGLIERI
1 SINDACO
101,68
CITTÀ METROPOLITANA CATANIA

CANICATTÌ
35.763
GIUGNO 2016
7
24 CONSIGLIERI
1 SINDACO
175
LIBERO CONSORZIO AGRIGENTO
LICATA
38.007
MAGGIO 2015
7
30 CONSIGLIERI
1 SINDACO
217
LIBERO CONSORZIO AGRIGENTO

 I comitati promotori ufficiali hanno posto all’attenzione dei sindaci dei comuni coinvolti nelle variazioni territoriali tale problematica, al fine di valutare l’invio di una nota ai Prefetti, al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente ARS ed all’Assessore delle Autonomie Locali, affinché vengano messi a conoscenza del macroscopico errore.

Quindi, in questo modo quasi certamente salteranno le date del voto per l’ente intermedio siciliano, mostrando ancora una volta la totale mancanza di competenza e preparazione del legislatore siciliano che, con arroganza tradisce puntualmente le aspettative dei cittadini.

Al riguardo, non possiamo esimerci dal constatare come alcuni rappresentanti parlamentari di Gela e Piazza Armerina, abbiano tradito le legittime aspettative dei loro concittadini gelesi, Piazzesi, nonché dei cittadini di niscemesi e licodiani. Non è passato, invero inosservato il metodo di voto ed i votanti. Si è votato con voto segreto per Gela e accertato l’esistenza di una solida maggioranza contro le legittime aspettative dei quattro centri, si è poi proceduto, per i restanti tre DDL con voto Palese ed uniforme. 

Rosario Crocetta (gelese), in qualità di Presidente della Regione e capo del Governo isolano, in teoria doveva sostenere i DDL governativi di variazione, votati favorevolmente - solo dopo la diffida dei comitati - dalla giunta regionale: assente in aula. In questo argomento assente da tre anni e tre mesi. 

Parimenti, Luisa Lantieri (piazzese), Assessore regionale delle Autonomie Locali: i DDL escono dal suo assessorato con la sua firma; Riferisce nelle relazioni che tutti i passaggi sono regolari; Al momento del voto per la sua città però con ogni probabilità non intuisce che dopo il voto segreto per Gela gli altri DDL sarebbero stati votati con voto palese e vota contraria; accortasi del voto palese, successivamente chiede al Presidente dell’ARS di rilasciare la dichiarazione di voto per l’astensione. In ogni caso, una situazione molto imbarazzante nei confronti dei propri concittadini: può l’assessore proponente astenersi in una materia che riguarda peraltro la propria città?

Proseguiamo con Antonio Venturino (piazzese): Vicepresidente ARS. Contrario a priori al passaggio di Piazza Armerina e degli altri comuni alla Città Metropolitana di Catania, nonostante i cittadini, l’amministrazione ed il consiglio comunale hanno sempre chiaramente manifestato la volontà di aderire alla Città Metropolitana di Catania: voto contrario.

Ben più spregiudicato Giuseppe Arancio (gelese): è stato l’unico dei cinque ad avere il coraggio di autoinvitarsi all’audizione dei Sindaci dei quattro comuni e dei Comitati promotori ufficiali in I Commissione dove, lasciando inorriditi sindaci e componenti dei comitati, sciorina una serie di inesattezze strumentali che, guarda caso, la I Commissione fa proprie. Si schiera così apertamente contro le libere scelte dei quattro comuni. In aula mantiene la propria personale posizione, con voto contrario.

Infine, Giuseppe Federico (gelese), contrario da sempre ad ogni tipo di autonomia per l’area gelese. Nel periodo in cui con la proposta popolare si tentava l’istituzione della Provincia di Gela, da Presidente della Provincia di Caltanissetta, fu contrario. Per l’istituzione del Libero Consorzio di Gela, non pervenuto. Per l’adesione al Libero Consorzio di Catania, ancora contrario. Per l’adesione alla Città Metropolitana di Catania, assolutamente contrario. In aula vota favorevole sugli altri DDL, rimangono i dubbi sul scrutinio a voto segreto del DDL di Gela, considerata la contrarietà esibita negli anni.

Il risultato finale è che in Sicilia i Consorzi non sono “Liberi” come non sono “liberi” di scegliere comuni e cittadini.

Tocca ai cittadini rimettere ordine e far rispettare le regole di una democrazia. In questa area ci si lavora da 12 anni.

Filippo Franzone                                    Salvatore Murella                                       Luigi Gualato                              Gaetano Buccheri
Coordinatore CSAG                          Portavoce Comitato Pro                             Portavoce Comitato                      Portavoce Consulta

 Gela                                                  Referendum  Piazza                                                              per i Liberi Consorzi   Niscemi                          

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