"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 4 dicembre 2016

La Domenica con Gesù, II di Avvento

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


Testi: “…Lo Spirito del Signore, Spirito di sapienza e d’intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza…Percuoterà il violento con la verga della sua bocca…Il lupo dimorerà insieme con l’agnello…il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso…” Is 11,1-10. 
“…Accoglietevi…gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio…” Rm 15,4-9 . “…Venne Giovanni il Battista…Dicendo: Convertitevi…Preparate la via del Signore…Io vi battezzo nell’acqua…ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargl i sandali…” Mt 3,1-12.

- “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! “. “Conversione: appello alla libertà”. Così scriveva il Card.Martini nella lettera pastorale, “Parola alla Chiesa, Parola alla città” nel 1985-86: “ L’amore di Dio è serio, perché suscita la nostra libertà e rischia, fidandosi di essa. Corre il rischio che essa dica di no. E’ serio, perché ci mette in guardia contro questo rischio, avvisandoci della dannazione irreparabile, a cui andiamo incontro, se ci ostiniamo nel rifiutare l’ amore”. E’ serio soprattutto, perché, quando l’ uomo sperimenta gli effetti negativi del peccato, Gesù si è avvicinato a lui e ha preso su di sé il peccato e la morte, per liberarlo e restituirgli la possibilità di dire sì all’ amore.

Chi non afferra questa occasione - che è l’ ultima e la definitiva - rischia di perdere tutto. Chi manca a questo appuntamento, resterà tagliato fuori. Convertirsi non è un’ operazione facile, né indolore. Come non è facile né indolore ogni cambiamento autentico, che obblighi un po’ “a morire alle cose vecchie, per fare spazio alla novità. Si tratta di cambiare il cuore, il modo di considerare la realtà, di staccarsi da vizi inveterati.

A questo punto, appare logica una domanda: cristiano, cosa ne hai fatto del tuo battesimo ? Cosa ne stai facendo della tua vita ? Convertirsi implica un movimento: lasciare, abbandonare, per inoltrarsi in percorsi nuovi. E ci si muove solo se, dentro c’ è il desiderio di uscire dalla palude melmosa, in cui siamo, di respirare la dignità e la bellezza della vita, di ritornare ad essere limpidi e autentici, di incontrare Dio e vivere in relazione con lui. Perché Colui che sta per arrivare merita tutta la nostra intelligenza, il nostro cuore, le nostre risorse, la nostra volontà.

-“Conversione:volgersi decisamente verso Gesù”. Conversione significa innanzitutto volgersi verso Cristo, che è venuto nella carne umana, per liberarci dal male, offrirci misericordia e grazia da parte di Dio. Il nostro sguardo, dunque, è orientato a Gesù Cristo, ad imitare e seguire lui nella sua vita, nella sua passione e morte.

Che effetto farà tutto questo ai cristiani ? Comprenderanno la provocazione? Oppure, presi dallo “shopping” prenatalizio, dal progetto affascinante di passare un pomeriggio nei moderni “templi del consumismo”, non coglieranno neppure che il vangelo di oggi esige una risposta chiara ? Natale non è la festa della nostalgia, il rimpianto dei bei tempi antichi, quando “si era più poveri, ma ci si voleva bene”. Il Figlio di Dio si è fatto uomo, per cambiare la storia. La nostra risposta dev’ essere, dunque, determinata e sincera. Altrimenti, il grido del profeta, “convertirevi”, sarà passato invano.

-“Conversione: attenti a illudersi “!Non si può partecipare al nuovo, se non si è nuovi. Si illude, quindi, chi crede di poter soddisfare a questa richiesta unicamente con un bagno nel fiume Giordano, preceduto dal riconoscimento dei propri peccati. Si illude chi ritiene che basti l’appartenenza ad una tradizione, ad un paese, ad una famiglia, dove la religione ha detto o dice ancora qualcosa. Si illude chi pensa che possa essere sufficiente un po’ di commozione o qualche lacrima, lasciando le cose come stanno. No ! . La novità esige un cambiamento totale. Convertirsi vuol dire prendere sul serio la parola del profeta: cambiare radicalmente i propri comportamenti.

-“Che cosa impedisce la conversione? “. Il percorso è irto di ostacoli: c’ è, innanzitutto, chi “non ha tempo” per Dio, perché considera il tempo sua proprietà, come, del resto, la sua vita. Si considera il padrone e usa e consuma tutto a suo piacere, anche Dio ! E se Dio non serve alla propria voglia di benessere, a soddisfare le proprie esigenze, a compiere i miracoli del successo, della carriera, del prestigio e del potere, quale senso ha il suo esistere ?

*Oltre a questo, fanno da ostacolo, da superare, le seduzioni, il godimento “come fine a sé stesso e senza alcuna regola, se non quella di godere il più possibile”; la ricchezza “avidamente accumulata, posseduta e goduta; l’ ambizione e la superbia, “sempre a caccia di consenso, di prestigio e di successo.

Per un’ autentica conversione si impongono, quindi, due scelte:

*La rinuncia a ciò che è illecito, anche se a portata di mano, a tutto ciò che mortifica la nostra esistenza, all’ effimero, alle letture dispersive e alle chiacchiere inutili.

*L’ etica della responsabilità. Essa nasce dall’ amore, che Dio ha verso il creato e la storia.

                                                                              Mons. Antonino Scarcione



Nessun commento: