"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 14 gennaio 2017

La Domenica con Gesù, II del T.O.

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


Testi: “…Il Signore…Mi ha plasmato suo servo dal seno materno…Io ti renderò luce delle nazioni…” Is 49,3.5-6 . 
“Paolo…e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che è in Corinto…Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo ! “I Cor 1,1-3 . 
“…Ecco l’ agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo !...E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio “ Gv 1,29-34.


Quello che attraversiamo è, insieme, tempo di creduloneria e di scetticismo; infatti, mentre presumiamo di scoprire il futuro attraverso gli oroscopi e i maghi, difficilmente, invece, ci lasciamo convincere da parole e segni che si aprono verso Dio. Siamo immersi in fiumi di notizie, chiacchiere e opinioni. E siamo, quindi, assuefatti a lasciarcele scorrere addosso con indifferenza. Vediamo che, raramente, oggi, le persone si avvicinano a Dio, attratte da sottili ragionamenti.

Infatti, i percorsi di fede, come afferma la studiosa Paola Bignardi, si snodano lungo ben altri sentieri, più coinvolgenti, capaci di toccare il cuore. Il cammino può iniziare proprio dalla testimonianza di chi “ha visto”, come il Battista: la sua parola suscita attenzione, perché parte da un’ esperienza diretta. Sono due i segni che anche oggi inducono molti ad interrogarsi su Dio, su Gesù e sul suo Vangelo: la relazione con una comunità e la testimonianza di qualcuno che vive come “avendo visto”.

La comunità: quando un ragazzo si sente parte di un gruppo, si appassiona alle attività che esso propone, ne assume i linguaggi e il modo di pensare e partecipa alle esperienze, che avverte come proprie. Anche gli adulti dei nostri tempi si comportano allo stesso modo: aderiscono ad esperienze che li coinvolgano in una rete di relazioni significative e poi guardano alla concezione della vita che la percorre fino a farla propria. Questa è l’ esperienza che hanno vissuto i discepoli: sono entrati in un gruppo, coinvolti dalla relazione che Gesù ha proposto e offerto, e, a poco a poco, hanno conosciuto i pensieri di Gesù, li hanno verificati, hanno visto come lui viveva e sono stati plasmati da lui.

La comunità convince, se in essa si possono incontrare veri testimoni. Il fascino di personalità come quella di Madre Teresa trova proprio qui il segreto e la seduzione: un modo di vivere, al tempo stesso, semplice e straordinario, che fa intravedere una vita intensa e realizzata. Papa Francesco ci fa toccare con mano la forza persuasiva di una vita autentica, da cui affiorano i tratti di un Vangelo vissuto.

Ma di persone che “hanno visto”, se ne incontrano tante. Non hanno nulla di straordinario, ma attorno a loro si respira il profumo del Vangelo: attenzione agli altri, solidarietà, vicinanza a tutti coloro che sono in difficoltà, serietà nel portare avanti il loro lavoro e senso di responsabilità.

I cristiani con la faccia da quaresima, come dice Papa Francesco, non sono buoni testimoni: il loro modo di vivere non convince e, dunque, come dicono tanti, è meglio tenersi alla larga dalle loro scelte. Ma coloro che affrontano le situazioni quotidiane in maniera seria e serena, è come se dicessero cha hanno trovato il segreto, che li fa vivere in maniera appagata e piena. Ciò non vuol dire senza difficoltà, ma con la forza di chi ha trovato la “Roccia”, su cui costruire la casa della propria esistenza; o con la soddisfazione di chi ha trovato il tesoro: ha venduto tutto per comprare il campo dove il tesoro era sepolto, ma ora non passa la giornata ad andare a vedere il campo, che non ha più, ma contempla il tesoro che ha posto al sicuro nello scrigno della sua coscienza.

                                                                                 Mons. Antonino Scarcione 

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