"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 1 gennaio 2017

La Domenica con Gesù, MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Ti benedica il Signore e ti custodisca…Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace…” Num 6,23-27 . 
“Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna,…Per riscattare quelli che erano sotto la Legge…Quindi, non sei più schiavo, ma figlio…Erede per grazia di Dio” Gal 4,4-7 . 
“…I pastori andarono…E trovarono Maria e Giuseppe e il bambino,…Maria… Custodiva tutte queste cose…Nel suo cuore…Gli fu messo nome Gesù…” Lc 2,16-24.



La celebrazione del 1° gennaio non è facile, perché in essa confluiscono: la Solennità di Maria, la Madre di Dio e la 50a Giornata Mondiale della Pace (Tema: “La non violenza: stile di una politica per la Pace”. Cfr. il Messaggio di Papa Francesco ). Vediamo che, oggi, incomincia un anno nuovo ed ognuno, a modo suo, apre il proprio cuore alla speranza: dopo ogni notte viene l’ aurora di un nuovo giorno; dopo ogni inverno la primavera. Ma per i discepoli, in verità, a dettare il ritmo del tempo non sono le stagioni, bensì, è la Parola di Dio, che fa la bussola.

-“Il Signore ti conceda la pace”. Quale pace ? Come, ottimamente, ci ricorda il Card. Martini, “la pace è il più grande bene umano, perché è la somma di tutti i beni messianici (Cfr. C.M.Martini. “Terrorismo, ritorsione, legittima difesa, guerra e pace, S.Ambrogio 2001, EDB, Bologna 2002). La pace, quindi, non è solo assenza di conflitti, rimozione di parole e gesti offensivi, né rinuncia alla vendetta. La pace è frutto di alleanza duratura e sincera con Dio, che perdona e riabilita l’ uomo. Così ognuno vede nell’ altro il proprio simile, come lui amato e perdonato; considera l’ altro importante per sé e ne cerca il bene; e, in conseguenza, gl importa del bene di tutti; non più solo del bene della famiglia, del clan, della tribù, della razza, dell’ etnia, del movimento, del partito, della nazione, ma del bene dell’ umanità.

-“Una pace che viene dall’ alto e chiede il contributo di ogni uomo”. Questa pace è un dono di Dio, destinato a cambiare la faccia della terra. Quali possono essere le migliori indicazioni per il discepolo?
Ci vogliono, sicuramente, cristiani, che: mettano l’eucaristia al centro della loro vita; non temano di utilizzare strutture e mezzi umani, servendosene senza diventarne schiavi; desiderino parlare al mondo di oggi, alle culture, alle diverse civiltà “col vangelo in mano”; siano attenti ai segni della presenza dello Spirito nei nostri tempi; siano consapevoli del cammino arduo e difficile di tanta parte dell’ umanità; portino la parola liberatrice ed incoraggiante del Vangelo a coloro che sono gravati da pesanti fardelli; siano capaci di scoprire i nuovi poveri; non privilegino nessuna categoria, né antica né nuova e desiderino valorizzare tutti i servizi e i ministeri; operino un paziente discernimento, valutando con realismo il loro rapporto con la società di oggi.

Come iniziare, allora, il nuovo anno, affinchè sia, comunque, un anno di pace ? Come i pastori, siamo chiamati ad intendere i messaggi di Dio, ma, poi, siamo sollecitati a partire “senza indugio”, per vedere il segno che ci viene offerto, quello del Salvatore. Ovviamente, farsi delle domande e, poi, “restare a casa”, così come “partire, senza aver avuto indicazioni precise”, non varrebbe a nulla: tutti e due gli atteggiamenti non portano da nessuna parte e vanificano il Vangelo, “la buona notizia”.

Siamo, invece, incoraggiati a “metterci in viaggio”, come i pastori. Segnalando la Parola, “Pace agli uomini di buona volontà”, troveremo Gesù, un bambino che giace in una cesta, utilizzata, per conservarci i viveri e perciò giace come un pane, per essere spezzato. Se accetteremo anche noi di esporci in prima persona, irradieremo attorno a noi la grande speranze, contenuta nel Vangelo.

                                                                   Mons. Antonino Scarcione 

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