"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 11 febbraio 2017

La Domenica con Gesù, VI del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai…Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male…” Sir 15,15-20 . 
“Fratelli,… parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo…Parliamo, invece, della sapienza di Dio, che è nel mistero…Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì…Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito…” I Cor 2,6-10 . 
“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti…Avete inteso che fu detto agli antichi: non ucciderai…Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio…Chi dice al fratello: stupido, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice pazzo…sarà destinato al fuoco della Geenna…” Mt 5,17-37.

“Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male”. Notiamo che questo versetto del libro del “Siracide” ci introduce ottimamente al messaggio della liturgia odierna: il rapporto tra la libertà dell’ uomo e la Legge, la possibilità, cioè, di scegliere tra bene e male. Per il cristiano, la fedeltà alla Legge non consiste nella sua osservanza esteriore. Gesù, infatti, guarda al cuore dell’ uomo. Non rinnega la Legge, ma la porta a compimento con la carità.

-“La libertà dell’uomo e i comandamenti di Dio”. Nel contesto contemporaneo - basti pensare al modo di affrontare la vita di tanti giovani - sembra che abbiano smarrito il senso autentico dell’ esistenza. I comandamenti del Signore rappresentano un riferimento fondamentale, per orientare al bene la propria vita. Per questo la legge del Signore custodisce l’uomo. L’uomo è chiamato ad esercitare la propria libertà. L'esercizio della vera libertà, però, è nella scelta del bene, perché solamente chi segue il Signore, chi accoglie l’Alleanza vivrà.

- “Osservare la Legge del Signore con tutto il cuore”. Il “salmo responsoriale” mette in luce, come l’adesione ai precetti del Signore, debba essere adesione del cuore a Lui. Il vangelo stesso ci spinge ad oltrepassare l’osservanza esterna della Legge e a guardare dentro noi stessi. Gesù, proprio per questo, condanna non solo l’omicidio, ma anche l’ira nei confronti dei nostri fratelli; ci ricorda come si possa uccidere anche con le sole parole. “Chi dice al fratello: stupido, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà destinato al fuoco della Geenna”.

Il compimento della Legge è la carità fraterna, che viene preferita anche all’offerta cultuale. La comunione eucaristica è, infatti, la fonte e il culmine della vita cristiana. L’amore per il prossimo è inseparabile dall’amore per Dio. Solo chi ama Dio, conosce i suoi disegni e riceve in dono la sua Sapienza.

-“L’ amore tra coniugi”. La “clausola matteana” (“Chi ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima…”) sul divorzio rappresenta l’occasione, per affrontare il tema del rapporto tra coniugi. E’ ben nota la sofferenza di molte coppie, come anche le difficoltà, che ciascuna famiglia affronta, per rimanere unita. Il testo, più che sulla gravità del ripudio, punta sulla “condizione originaria dell’ amore coniugale, benedetto da Dio nel matrimonio”. Per incoraggiare la reciproca fedeltà dei coniugi, è certamente utile riprendere l’esortazione post-sinodale, “Amoris Laetitia”, di Papa Francesco. “L’amore supera le peggiori barriere. Quando si può amare qualcuno o quando ci sentiamo amati da lui, comprendiamo meglio quello che vuole esprimere e farci capire”.

                                                                          Mons. Antonino Scarcione

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