"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 25 febbraio 2017

La Domenica con Gesù, VIII del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Si dimentica forse una donna del suo bambino…? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” Is 49,14-15 .

Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio” I Cor 4,1-5 .

“…Nessuno può servire due padroni…Non potete servire Dio e la ricchezza…Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono…Eppure il Padre vostro celeste li nutre…Cercate, invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia…”Mt 6,24-34.



I temi, che caratterizzano questa domenica, sono sintetizzati nel versetto biblico del canto al vangelo: “La Parola di Dio…discerne i sentimenti e i pensieri del cuore, mostra le certezze su cui l’uomo fonda la sua vita ed evidenzia i carismi e i doni, da far fruttificare, per il bene degli altri. Il credente di oggi è preoccupato di sé, del futuro, dei suoi figli, della crisi economica, della povertà, del surriscaldamento del pianeta e dei disastri ambientali.

Di fronte a questi problemi, non è possibile “delegare a Dio” interventi risolutivi. Bisogna, invece,
interrogarsi sul progetto di Dio per il mondo ed essere pronti alla cooperazione. La fiducia nell'intervento di Dio consiste nel seguire il suo insegnamento; esso inizia nel momento in cui il credente nota l’ ingiustizia e si sforza di agire secondo il vangelo, prendendosi cura dell’ uomo, come fa il Creatore.

Costruire il Regno e cercare la giustizia sono gli elementi, che garantiscono la certezza che tutto il resto, cibo, vestito e cosmo, gli saranno dati in aggiunta (Mt 6,33).

Vediamo che la società odierna sperimenta soprusi, ingiustizie, contrasti e malvagità. Ma il credente, in questo mondo, è chiamato ad intervenire, ad es., attraverso le opere di misericordia spirituale e corporale, che costituiscono, grazie a lui, una testimonianza dell’ amore di Dio nella storia. Come dice R. Follereau: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani,…Non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi”.

Proprio in questo consiste la seconda richiesta della “colletta”: il servizio, a cui la Chiesa si dedica con fiducia, è esattamente quello di mostrare agli uomini e alle donne che Dio si rende presente attraverso la carità dei fratelli.

Le persone, con cui condividiamo la vita, parenti, amici, colleghi di lavoro e compagni di studio, sono “gli strumenti”, le vie attraverso cui Dio è presente e agisce nella nostra quotidianità. L’ egoismo e l’ avidità privano l’ uomo della gioia della comunione, lo rinchiudono nella solitudine e lo isolano dai fratelli, rendendolo egocentrico.

Un’ autentica comunione tra le persone è l’ unica via che conduce ciascuno a comprendere pienamente sé stesso. Il dono dell’ amore, che ogni persona rappresenta per gli altri, mostra che la tenerezza di Dio è incomparabile. Alla luce della parola di Dio, ogni battezzato esamina la sua esistenza e tende verso la perfezione dell’ amore di Dio, nella quale ogni anima trova ristoro e pace. A questo punto, appare opportuno introdurre anche un riferimento alla custodia del creato, la casa comune, di cui parla la “Laudato sì” di Papa Francesco; alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani; alla cura per il quartiere, sottolineando l’ importanza di uscire da una mentalità assistenziale, secondo cui dovrebbe essere lo Stato( con i suoi organismi e le sue istituzioni) a dover provvedere alla manutenzione, mentre i cittadini, man mano, si de-responsabilizzano nei confronti del bene comune e si disinteressano, agendo, talvolta, con incuria e superficialità (si pensi, ad es., agli incendi casuali dei boschi) o arrecando volontariamente danni al patrimonio (ad es., con l’ inquinamento ambientale).

Invece, non dev’ essere così, perché Dio ha creato il mondo e lo ha affidato all’ uomo, affinchè se ne prenda cura.

                                                                    Mons. Antonino Scarcione

Nessun commento: