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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

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mercoledì 29 marzo 2017

Strani fenomeni fisici e novità nei restauri alla BASILICA del SANTO SEPOLCRO


Nei giorni scorsi, mercoledì 22 marzo 2017, dopo nove mesi di lavori, il Santo Sepolcro di Gerusalemme il luogo più importante della cristianità, ogni anno meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli; qui si pensa che sia stato sepolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione. la sua tomba è stata riaperta al pubblico con una cerimonia di ringraziamento celebrata dal patriarca ortodosso Bartolomeo I e un rappresentante inviato da papa Francesco.

La lastra sepolcrale, che, avrebbe accolto il corpo di Gesù Cristo, è tornata alla luce, nel corso dei lavori di restauro nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. 

La tomba era stata ricoperta con una lastra di marmo prima del 1555 e da allora nessuno l'aveva più rimossa: per i ricercatori che hanno condotto l'operazione si tratta dell'epilogo di un evento atteso da decenni.

"Una volta rimossa la lastra di marmo, siamo rimasti sorpresi trovando al di sotto una grande quantità di materiale di riempimento", racconta Fredrik Hiebert, archeologo della National Geographic Society, che partecipa al progetto di restauro del sepolcro. "Occorrerà del tempo per portare a termine tutte le analisi scientifiche, ma alla fine saremo in grado di vedere la superficie originale di roccia su cui, secondo la tradizione, fu deposto il corpo del Cristo morto".

Gli scienziati e i religiosi che hanno avuto accesso al luogo, nel corso dei lavori, hanno registrato alcuni strani fenomeni, così come pubblicato dal sito cattolico d'informazione da Aleteia il 9 novembre 2016.
In primo luogo, quando si è sollevata la lastra, i presenti hanno percepito un “dolce aroma” che emanava dalla tomba, che ricordava le manifestazioni olfattive associate a certi santi, profumo di rose, profumo di viole, sia quando erano ancora in vita, sia dopo la morte. 

In secondo luogo, certi strumenti di misurazione impiegati dagli scienziati sono stati alterati dalle perturbazioni elettromagnetiche. Quando venivano collocati in verticale sulla pietra sulla quale ha riposato il corpo di Cristo, gli apparecchi smettevano di funzionare o funzionavano male. 

La direttrice dei lavori, Antonia Moropoulou, ha affermato che è difficile immaginare che qualcuno abbia messo a rischio la propria reputazione per un “trucco pubblicitario”.
È stata la prima volta in quasi due millenni gli scienziati sono riusciti a entrare a contatto con la pietra originale sulla quale venne deposto il Santissimo Corpo di Gesù Cristo avvolto nei panni mortuari, il più famoso dei quali è la Sacra Sindone.

"Siamo in un momento cruciale per il restauro dell'Edicola", ha commentato Antonia Moropoulou, direttrice dell'équipe dell'Università Tecnica Nazionale di Atene che sta curando il restauro.
L'Edicola (dal latino "aedicula", "piccola casa") è una piccola struttura all'interno della basilica, dove sarebbe contenuto il banco in cui fu deposto il corpo di Gesù.


L'Edicola fu ricostruita per l'ultima volta nel 1808-10, dopo essere stata distrutta da unincendio ed oggi è oggetto di restauro, insieme alla tomba. "Le tecniche che stiamo usando per analizzare questo monumento unico al mondo permetteranno di seguire le nostre scoperte come se ciascuno di noi fosse lì, davanti alla tomba di Cristo", ha aggiunto la Moropoulou.
"Se non fossimo intervenuti in tempo - spiega Bonnie Burnham del Fondo Mondiale per la conservazione dei monumenti - l'Edicola sarebbe crollata". 

I restauratori hanno lavorato prevalentemente di notte, così da garantire ai pellegrini in visita l'accesso alla tomba.
Le loro attenzioni si sono rivolte anche al santuario, che è stato stabilizzato grazie all'utilizzo di viti in titanio e malta e poi ripulito dagli escrementi dei piccioni e da uno spesso strato di fuliggine dovuto alle centinaia di candele.

Una serie di interventi - realizzati con il supporto di strumenti tecnologici all'avanguardia, come radar, scannerizzazioni laser e droni - necessari a consolidare i blocchi di marmo e la tenuta della struttura.
Una struttura che nel corso dei secoli è sopravvissuta a ogni genere di calamità: guerre, saccheggi e terremoti. Basti pensare che la prima grande opera di restauro la realizzarono i francescani nel 1555, preceduta da quella dei Crociati del 1099.
Studiare l'Edicola e il letto di roccia in particolare significa indagare sulla forma originaria del sepolcro, capire meglio la sua identità, il contesto in cui si inseriva: sappiamo che divenne oggetto di venerazione dal 326 d.C. quando Elena, la madre dell'imperatore romano Costantino, lo identificò come luogo di sepoltura di Gesù. 
Secondo la tradizione e i Vangeli, dopo essere stato crocifisso, Gesù Cristo fu deposto su un banco di roccia calcarea all'interno di una grotta già scelta come tomba da un fedele, Giuseppe d'Arimatea.     
I cristiani credono che all'alba del terzo giorno Gesù sia risorto; le donne che andarono a visitare il Sepolcro trovarono la tomba vuota.
Il luogo è quindi carico di spiritualità: "toccarlo" per molti equivale a toccare un tasto sacro della storia della religione cristiana.                                              
                                                                                                     Filippo Rausa






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