"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 23 aprile 2017

Al via il PALIO 2017, edizione 62

Venerdì 21 aprile, alle ore 18:00, nella Sala delle Luci del Municipio, il Sindaco Filippo Miroddi e l’Assessore allo sport e turismo Carmelo Gagliano hanno consegnato al nuovo Coordinatore Generale del Palio Stefano Di Dio le due delibere con le quali l’Amministrazione nomina per tre anni (tre edizioni), il Coordinatore Generale e per un anno (edizione), il coordinamento formato dai Massimo Di Seri, Filippo Rausa, Salvatore Arena e Massimo Gioia.

Stefano Di Dio ha ringraziato l’Amministrazione per la fiducia concessagli, mentre gli altri del coordinamento hanno proposto innovazioni costruttive e ricerca di sponsor, non tralasciando la possibilità di una lotteria del Palio che avrebbe come primo premio un autovettura.

Il Sindaco e l’Assessore Gagliano, nel consegnare le delibere ad investitura ufficiale, si sono dichiarati fiduciosi che questo cambio di squadra porterà ad un rilancio della Manifestazione unica da Roma in giù e che da oltre mezzo secolo si svolge a Piazza Armerina richiamando moltissimi turisti.

                                                                                                   Totò Conti

 
 

La Domenica con Gesù, II di PASQUA / A, della DIVINA MISERICORDIA

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


Testi: “…Erano perseveranti nell’ insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera…” At 2,42-47 . 
“Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati mediante la resurrezione di Gesù Cristo dai morti…” I Pt 1,3-9 . 
“…Tommaso, uno dei dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù…Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi…Io non credo…Venne Gesù…Poi disse a Tommaso: metti qui il tuo dito…E non essere incredulo…Gli rispose Tommaso: Mio Signore e mio Dio!...” Gv 20,19-31.

Il vangelo di questa domenica ci propone la figura dell’ apostolo Tommaso. In lui sono coniugate, nello stesso tempo, le esperienze dell’ entusiasmo e della delusione.

*L’ “entusiasmo per il Cristo”. La passione di chi ha accolto con interesse una proposta di sequela e l’ha resa una responsabile e possibile scelta di vita; di chi ha riposto la fede, la fiducia e la speranza nella credibilità di una persona - Gesù di Nazaret - coerente, amabile e degna di stima.

*E “la delusione” per il modo con cui lui e i suoi amici, gli apostoli, si sono comportati con Gesù. Tommaso prova ribrezzo per questa ferita, che sanguina e turba il suo rapporto con il Signore. E’ la consapevolezza di scoprirsi feriti. E’ proprio la condizione di chi la vita non la sopporta, ma l’ abbraccia, l’ accoglie e la rende attuale. Da bambini ci si “vanta” delle ferite, che si hanno sulle ginocchia e si fa a gara, a chi ne ha procurate di più, nelle corse, in bici e nel gioco.

*”La visita”, inattesa e rinnovata, del Risorto, sarà per Tommaso e per noi, la certezza che le nostre piaghe, per il Signore, non sono mai un problema, ma un’ occasione, per dirci che ci vuole bene.

-“Gesù prova tenerezza, non rivalsa”. Ogni uomo, che ha rispetto per la propria dignità, certamente, in un’ esperienza unica come quella della resurrezione, avrebbe cercato una rivalsa su chi, con ferocia e malizia, lo aveva umiliato e deriso. Ma il Cristo risorto non “rivendica” con i suoi carnefici nessuna potenza di vita, se non la grandezza dell’ amore e del perdono.

“La tenerezza di Gesù, da risorto, commuove e disarma”. Egli va in cerca dei suoi apostoli, impauriti ed irrigiditi, nascosti nel cenacolo. Non muove loro un rimprovero, non mette in risalto la loro debolezza, non sceglie collaboratori più degni, pur potendo, a buon diritto, considerare fallita un’ esperienza educativa durata tre anni, azzerare tutto e ricominciare dal niente. Avrebbe potuto benissimo riconoscere che la viltà di Pietro, le paure di tutti, la tiepidezza della fede, la durezza dei cuori potevano essere motivi legittimi, per interrompere ogni progetto. Eppure, Gesù “investe” su di loro e questo amore gratuito responsabilizza e aiuta a divenire adulti nella fede.

-“E’ un paradosso, ma è il miracolo pasquale dell’ amore di Dio”. Sgridare, pur nella ragione, umilia, paralizza e mortifica. Amare, pur volendo bene laddove c’ è fragilità e limite, incoraggia, rincuora, rende audaci e coerenti.

-“Assenza…giustificata”. Tommaso manca al primo appuntamento col Risorto: un’ occasione perduta. Spesso si cita Tommaso come modello negativo per i bambini, i ragazzi e gli adulti: non esserci, alla messa della domenica, alla vita parrocchiale, penalizza, ci fa perdere occasioni preziose. Credo che, adesso, in un’ ottica del vangelo si possa leggere, nell’assenza di Tommaso, un aspetto buono: “ha scelto di uscire” dalla tenebra, di andare a respirare aria nuova, perché nella sala della Cena, chiusa per paura dei Giudei, mancava la luce. Tommaso ha trovato la forza di superare la paura degli altri e di varcare la soglia delle sicurezze.

-“Uno sguardo che sa andare oltre”. Certamente, Tommaso è ancora un uomo disorientato e la sua fede ha bisogno di essere presa per mano da Gesù e accompagnata nella crescita; ma è positivo il suo sguardo coraggioso, che si apre ad orizzonti nuovi.

Questa è, sicuramente, una ricorrenza di carattere battesimale. Nel valutare le proposte del messale, è opportuno accogliere quelle che hanno un grande richiamo all’ acqua e al suo valore di rinascita. Quella odierna, giustamente, viene presentata anche come “Domenica della Divina Misericordia”. Appare, pertanto, opportuno esporre la radice del concetto di “misericordia”. Non vanno, quindi, sminuiti i luoghi liturgici, lasciando, ad esempio, in evidenza il cero pasquale, l’ acqua e i fiori, che sono un richiamo forte al “passaggio” del Cristo dalla morte alla vita. A tal proposito sembra necessario sottolineare “la devozione alla divina misericordia”. Ecco qualche spunto di riflessione: o per una catechesi più attenta o per confezionare un scheda semplice, ma efficace. Ad esempio, il segno della croce come gesto di richiamo al battesimo.

-“Entrare in chiesa”…Non ce ne accorgiamo, perché distratti, ma ogni volta che entriamo in chiesa per le sacre funzioni, per pregare o per una breve visita, noi compiamo dei gesti. Il primo gesto: immergiamo la mano destra nell’acqua benedetta. E’ il gesto antico e bello che ci ricorda il nostro battesimo. Ed è giusto che lo facciamo bene.

*Tracciamo poi sulla nostra persona il segno della croce, pronunciando le parole: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Ci ricorda l’ amore di Gesù nella sofferenza della croce ed è un segno di purificazione. Quindi siamo mandati nel mondo come testimoni del Cristo. Mentre, oggi, il segno della croce viene tracciato con distrazione, con noia e talvolta banalizzato. Ma quando un bambino dà un bacio alla mamma, lo dà come si deve e ci mette il cuore; se un amato bacia la sua amata, dà quel bacio con tutte le attenzioni di cui è capace. Vediamo, invece, che al Signore non siamo capaci di dare la stessa “attenzione”.

                                                                        Mons. Antonino Scarcione

martedì 18 aprile 2017

Pellegrinaggio in onore di San Filippo, lunedì 24 aprile

Foto di repertorio anno 2013
Si svolgerà lunedì 24 aprile alle ore 17:00, il consueto pellegrinaggio in onore di San Filippo apostolo, organizzato da don Carmelo Cosenza parroco dalla Parrocchia Santa Maria La Cava di Aidone. 

Dal bivio della Bellia lungo la S.S. 288, per circa 8 chilometri, si rinnoverà la marcia a piedi verso il Santuario di Aidone dedicato a San Filippo. 

Anche quest’anno il Nobile Quartiere Monte Mira parteciperà al pellegrinaggio, un'esperienza unica, iniziata nel 2013, quando il quartiere Monte vincitore della 20^ edizione del Palio dei Normanni (anno 2012), prese parte al pellegrinaggio portando in processione per la prima volta nella storia il Vessillo della Madonna delle Vittorie, custodito nei giorni successivi da don Carmelo Cosenza nel Santuario di San Filippo Apostolo per tutto il periodo dei festeggiamenti.

Foto di repertorio anno 2016
La partecipazione al pellegrinaggio ogni anno ha sempre visto la presenza di tantissimi quartieranti e soci, con il Consiglio direttivo nella sua totalità, ma ciò che ha contraddistinto il pellegrinaggio è sempre stata l'ininterrotta recita della preghiera acclamata da don Carmelo Cosenza che ha coinvolto tutti, grandi e bambini, una comunità in cammino per abbracciare uno dei Santi più carismatici della diocesi piazzese, San Filippo Apostolo. 

Per tutti i Quartieranti, i Piazzesi che volessero prendere parte al Pellegrinaggio, lunedì 24 aprile, questi possono portare le loro autovetture in Aidone e posteggiarle davanti al terminal dei bus, per poi essere riportati alle ore 16:30 con dei bus navetta al Crocifisso della Bellia.

Foto di repertorio anno 2016
Intorno alle 17.00 con la benedizione dei pellegrini e al canto dei Salmi Ascensionali si procederà con il cammino verso il Santuario di San Filippo apostolo.

                                                                                                      Filippo Rausa

La nonna del Monte, Maria Oliva festeggia 108 anni

Abita nel cuore del centro storico di Piazza Armerina Maria Oliva che, dopo Rosa Romano di Troina, è la persona più longeva dell’Ennese e forse non solo. 
Maria Oliva quest’oggi, oltre a festeggiare la Pasqua, taglia il traguardo dei 108 anni. 
Nata il 16 aprile del 1909, sei anni prima dello scoppio del Primo conflitto mondiale e nel mese in cui Robert Edwin Peary raggiungesse il Polo Nord. 
Primogenita dell’agricoltore Giuseppe Oliva e di Giuseppa Barbarotto, Maria è cresciuta insieme a tre sorelle e tre fratelli. Una famiglia molto longeva la sua. Sono viventi il fratello Salvatore di 97 anni e la sorella Lucia, che risiede a Torino e ha 95 anni.   
A 18 anni Maria si sposa con Filippo Catalano, anch’esso agricoltore, morto 52 anni fa e va a vivere al Monte un quartiere storico di Piazza Armerina, all’ombra della maestosa Cattedrale che, assieme alla Villa romana del Casale, è uno dei monumenti per cui è nota la città del Centro Sicilia. 
Maria, che ha sempre fatto la casalinga, ha avuto da Filippo 8 figli che l’hanno resa nonna di 24 nipoti, a cui si sono aggiunti 25 pronipoti e 2 trinipoti. 
Attualmente l’ultracentenaria vive in casa della figlia Nunzia e del genero Giovanni Arena, che dopo aver lavorato per tanti anni a Torino sono rientrati appositamente per accudirla: “Mia mamma -racconta Nunzia - gode di ottima salute, mangia di tutto, ogni  giorno mi chiede di recitare insieme il rosario, e nonostante da un paio di anni, per alcuni problemi alle gambe, non possa più percorrere lunghi tratti a piedi, ama circondarsi della sua numerosa famiglia e di tutti noi ricorda storie e aneddoti”.

Compleanno del 2016
Ma qual è il segreto dell’elisir di lunga vita di Maria, arrivata a 108 anni e soprattutto, in buona salute? La sua storia ha suscitato la curiosità di un medico catanese, Paolo Sabella: “Ogni anno l’infermiera Melina Catalano, nipote di Maria, mi racconta del compleanno di sua nonna, con cui condivido giorno e mese di nascita. 
Incuriosito, mi sono recato a Piazza Armerina per conoscerla e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Da medico avrei voluto interpellare i miei professori di fisiologia umana, medicina interna, clinica medica e geriatria, per avere spiegazioni su questo fenomeno. 
Maria risponde al telefono, ricorda lucidamente tutto della sua vita, è autosufficiente, cucina, parla del futuro. Il perfetto funzionamento del suo cervello potrebbe riempire un trattato di fisiologia umana, ed anche per il cervelletto, la porzione dell'encefalo dove arrivano stimoli acustici, visivi, tattili, nonna Maria non si smentisce, infatti sente bene, vede bene e cuce di fino! Per tutto ciò avrei voluto contattare i miei professori di fisiologia e patologia medica, ma non posso…perché loro, quanto a longevità, non hanno emulato Maria. Spero di essere da lei anche l’anno prossimo per dirle ancora 100 altri di questi giorni!”.

Foto di repertorio con i soci del direttivo del quartiere
“Sarà l’aria buona di Piazza Armerina – scherza infine il sindaco Filippo Miroddi - che contribuisce alla longevità di Maria. Anche quest’anno andremo con piacere a trovarla per omaggiarla di una targa e della consueta torta”.
                                                                                       Marta Furnari

Pubblicato il 16 aprile 2017 a pag 6 della cronaca regionale del quotidiano “La Sicilia”                                              





Per la cronaca, ieri mattino nonna Maria si è sentita male, ed è stata portata all'ospedale Chiello per una visita di controllo. Dalla Tac è emerso che la signora ha avuto un leggero Ictus, ciononostante le condizioni sono migliorate e i medici sono ottimisti. 
Auguriamo a nonna Maria di riprendersi al più presto e ritornare nella sua casa, stratta dall'affetto dei suoi cari.

domenica 16 aprile 2017

La "Scala della Redenzione" 2017

Giovedì 13 aprile alle ore 20:00 subito dopo la cerimonia in Cattedrale del Giovedì Santo, la Messa in “Cena Domini”, cioè la ‘Cena del Signore’, il Nobile quartiere Monte Mira, ha dato vita alla 3^ edizione della "Scala della Redenzione" con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, Assessorato Beni Culturali.

Nella scalinata di S. Anna, inserita nel monumentale complesso monastico di Sant'Anna e Sant'Ignazio, alla presenza di tanta gente si è svolto un momento paraliturgico che certamente rimarrà nei cuori di quanti hanno vissuto le varie fasi che hanno portato alla illuminazione della scalinata e della scenografia, anche quest'anno realizzata dall'artista Pietro Rausa.

Un evento che insieme al Calvario, sempre realizzato dal Comitato di quartiere a 50 metri di distanza, in piazza Castello, ha contribuito a prolungare l’emozione di un giorno particolare e speciale nella nostra tradizione religiosa e culturale.

Alla cerimonia hanno preso parte il Vescovo mons. Rosario Gisana, il consulente ecclesiastico del quartiere mons. Antonino Scarcione, i presidenti o delegati dei Quartieri, dei Clubs Service, del mondo associativo, culturale, sportivo, di volontariato, le autorità civili e religiose.


Colonna sonora della serata Yasmine Caruso, la bellissima voce che ha animato le varie fasi della cerimonia, accompagnata da Alberto Ciantia alle tastiere.

Presenti anche il sig. Filippo Storia, ex decano dei lamentatori, i poeti Pino Testa e Tanino Platania e tante altre autorità accorse per l'occasione.

L'iniziativa seppure alla sua terza edizione, sembra ormai entrata di diritto tra le iniziative imprescindibili della Pasqua, per valorizzare il patrimonio culturale, in un angolo di centro storico oggetto di una richiesta di finanziamento, dopo la proposta lanciata della consigliera Laura Saffila, volta a rendere monumentale la scala con le alzate in mosaico.
Filippo Rausa, presidente del nobile quartiere Monte Mira, nel presentare l'iniziativa dalla duplice valenza artistica e religiosa, ha ringraziato i soci del quartiere che si sono spesi per la buona riuscita dell'evento, ringraziando altresì la ditta Ivano Corso, per le luci e l'amplificazione; la ditta, elettrauto, Pino Augeri, che ha realizzato la croce luminosa; la collaborazione dell’associazione il Girasole, lo sponsor per la realizzazione del manifesto, l’Agenzia viaggi I Mosaici di Salvatore Campagna e il fotografo Giuseppe Di Vita per la grafica del manifesto.

La cerimonia è proseguita con l'intervento di mons. Scarcione e la lettura di alcuni passi biblici, predisposti dal Lettore istituito della Cattedrale, Bruno Pietro Aronica, scanditi dalle voce e dalle musiche che hanno fatto da sottofondo.

La novità di quest'anno è stata la realizzazione della croce luminosa che a metà della cerimonia è stata portata su per la scalinata dai soci del quartiere, sono seguiti gli interventi del Vescovo una personale riflessione sull'albero della Croce e a seguire l'intervento del Sindaco dott. Filippo Miroddi.


La cerimonia in un’atmosfera liturgica e suggestiva è proseguita con la recita nella lingua dei nostri padri, il gallo-italico, da parte dal sig. Filippo Storia, ex decano dei Lamentatori del Santissimo Crocifisso, dei brani della “Passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo, Le Ventiquattro ore - Passiongh e mort d'nostr s'gnor Gésu Crist - I vint'quattr'ori”, e inoltre alcuni passi della "Croce Santa - A Crosg Santa".



Anche il decano dei poeti piazzesi, Pino Testa ha espresso il suo compiacimento per la manifestazione, infine si è proceduto all'accensione delle padelle romane, collocate sui 43 gradini dell'antica scala.


La fievole luce che ha iniziato a rischiarare la scalinata, ha avuto il suo epilogo con la proiezione su un telo bianco di un suggestivo albero d'ulivo sormontato da un Cristogramma, " I H S ", in un'apposita scenografia realizzata ad arte da Pietro Rausa e costruita nel primo pomeriggio dalle maestranze del quartiere.

Sua Eccellenza il Vescovo, dopo la benedizione, insieme al Sindaco, hanno acceso la prima padella romana, dopo di loro a seguire l'Assessore Carmelo Gagliano insieme alla Consigliera comunale Laura Saffila, infine tutti gli altri, fino ad arrivare all'ultimo gradino, il quarantatreesimo.

La manifestazione si è conclusa con uno scrosciante applauso e il saluto finale del presidente Filippo rausa, che ha tenuto a ringraziare i soci che nel pomeriggio si erano impegnati per la realizzazione della "Scala della Redenzione", Filippo Purrazza, Salvatore Oliva, Tony Amato, Osvaldo Scarcelli, Fabrizio Aloi, Alfredo Bandiera, Nicolò Castoro, Francesco Di Bartolo e Pietro Rausa.

La visita alla scalinata da parte della cittadinanza è proseguita fino a mezzanotte circa, ma ciò che ha colpito nell'immaginario collettivo è stata la comparsa della Luna, che alzandosi in cielo si è posta di fronte la Scala della Redenzione, quasi che anche lei volesse dare una sbirciatina, ed ammirare ciò che era stato realizzato. Nell'ammirazione generale dei concittadini, che alzando gli occhi al cielo ammiravano la straordinaria coincidenza, il presidente Rausa affermava, "io non so se definirlo un miracolo, ma a Voi dirò che la visita della Luna l'avevamo messa in conto......".


Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam
che significa: "Non a noi, o Signore, non a noi, ma al tuo nome da' gloria".


Foto di: Giuseppe Di Vita, Piero Guastella, Pietro Rausa







 


 











Auguri...



Mons. Antonino Scarcione, formula al Presidente, al Direttivo, ai Soci del N.Q.M.M., ai Concittadini, ai Gentili Lettori del Blog, grato per l’ attenzione, formulo sinceri auguri di una Serena Pasqua 2017.







Buona Pasqua




La Domenica con Gesù, PASQUA

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Voi sapete ciò che è accaduto…Essi lo uccisero…ma Dio lo ha risuscitato…” At 10,34a.37-43 . 

“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo…” Col 3,1-4 . 

“…Maria di Magdala…Vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro…Allora entrò anche l’ altro discepolo…E vide e credette…” Gv 1-9.

Gli studiosi della pagina del vangelo odierno e, in particolare, E.Ronchi affermano che, “come il sole, Cristo ha preso il proprio slancio nella notte di Natale, piena di stelle, di angeli, di canti e di greggi e lo riprende in un’ altra notte, quella di Pasqua: una notte di “naufragio”, di silenzio, di buio ostile su uomini e donne sgomenti e disorientati”. 
Maria di Magdala esce di casa, quando è ancora buio. Si reca al sepolcro, perché si ribella all’assenza di Gesù: “Amare è dire: tu non morirai ! “ ( Gabriel Marcel). E vide che la pietra era stata tolta. Il sepolcro era vuoto, aperto come il guscio di un seme.

Vediamo che i Vangeli raccontano ciò che è accaduto alle donne in quella famosa alba, piena di sorprese e di corse. La tomba è aperta e vuota. Manca, infatti, il corpo di Gesù. Un corpo assente, quindi. Proprio da qui, inizia la corsa della Maddalena, di Pietro e di Giovanni. Notiamo che il primo segno è quello del sepolcro vuoto. Ciò vuol dire che, nella storia umana, manca un corpo, per chiudere, in pareggio, il conto degli uomini uccisi. Ed, inoltre, una tomba è vuota: manca un corpo alla “contabilità” della morte, i suoi conti sono in perdita. Manca anche un corpo al bilancio della violenza.

La Risurrezione di Cristo solleva la nostra terra, un pianeta di tombe, verso un mondo nuovo, dove gli imperi, fondati sulla violenza, crollano. Anche noi, come gli evangelisti, balbettiamo, per raccontare un’ evento sensazionale, unico. Essi presero, in prestito, i verbi tipici delle nostre mattine. “Svegliarsi e alzarsi”. Proprio così: “Si svegliò e si alzò il Signore”.

Ed è molto bello pensare che Pasqua (= passaggio dalla morte alla vita), un evento inaudito, venga raccontata con i verbi di ognuno dei nostri mattini, quando anche noi ci svegliamo e ci alziamo, nella nostra “piccola risurrezione” quotidiana.

Notiamo che Pasqua è qui e adesso. Perché la forza della Resurrezione non riposa, finchè essa non abbia rovesciato la pietra dell’ ultima tomba (Von Balthasar).

                 Mons. Antonino Scarcione