"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 18 giugno 2017

La Domenica con Gesù, SS.MO CORPO E SANGUE DI CRISTO

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

Testi: “La memoria della salvezza” Dt 8,2-3.14b-16° . 
“L’ eucaristia fondamento della comunione in Cristo” 1 Cor 10,16-17 . 
“Il pane vivo disceso dal cielo, dono di salvezza eterna” Gv 6,51-58.


“Io sono il pane vivo”. Gesù è stato geniale a scegliere il pane. Il pane indica tutto ciò che fa vivere e che l’ uomo viva è la prima legge di Dio. Insieme al teologo E.Ronchi, ci chiediamo che cosa andremo a fare, esattamente, per il “Corpus Domini”, nelle celebrazioni liturgiche ? Andremo, semplicemente, ad adorare il Corpo e Sangue del Signore ? Non è tutto. La Solennità odierna è un passo oltre. Infatti, che dono sarebbe quello che nessuno accoglie ? Che regalo sarebbe se ti offro qualcosa e tu l’ abbandoni in un angolo ? Oggi, in verità, è la festa del “Prendete e mangiate”, “Prendete e bevete”, quindi, il dono preso, il pane mangiato. La celebrazione si struttura attorno al verbo, “mangiare”, ripetuto ben sette volte.

Gesù sta parlando del sacramento della sua esistenza, che diventa mio pane, quando la prendo come misura, energia, seme e lievito della mia umanità. Mangiare e bere la vita di Cristo non è un evento circoscritto alle celebrazioni liturgiche, ma si “sparge” sul grande altare del pianeta, “nella messa sul mondo” (Theillard de Chardin). Come ben afferma E.Ronchi, “Io mangio e bevo la vita di Cristo”, quando cerco di “assimilare” la sua esistenza, mi prendo cura con tenerezza degli altri, del creato e anche di me stesso.

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui”. Vediamo che la piccola preposizione “in” è determinante. Essa, infatti, crea legame, intimità, unione, innesto, e contiene tutta la ricchezza del mistero: Cristo in voi” (Col 1,27). Cristo che vive in me, io che vivo in Lui. Il Verbo (Gesù), che ha preso carne nel grembo di Maria, continua ad incarnarsi in noi.

“Prendete, mangiate !”. Sono parole che ci sorprendono sempre, come una dichiarazione d’ amore. “Io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nel tuo intimo come sangue, diventare cellula, respiro, pensiero. Il miracolo è tutto qui, il batticuore, lo stupore: Dio in me, il mio cuore lo assorbe, lui assorbe il mio cuore e diventiamo una cosa sola.

                                                          Mons. Antonino Scarcione


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