"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 2 luglio 2017

La Domenica con Gesù, XIII del Tempo Ordinario/ A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

Testi: “Chi accoglie voi accoglie me” 2 Re 4,8-11.14-16 . 
“Uniti a Cristo, liberati dal peccato” Rm 6,3-4.8-11 . 
“Prendere la propria croce” Mt 10,37-42.

Il testo del vangelo odierno appare complesso e di difficile interpretazione. Vediamo che la sequela di Gesù esige una scelta di vita, caratterizzata dal dono totale di sé, che coinvolga la mente, il cuore e le forze di un credente. 
Un Dio che “pretenda” di essere amato più del padre, della madre, dei figli e dei fratelli, sembra che vada, addirittura, contro le leggi del cuore. Anche se, in verità, la fede autentica deve conservare un nucleo “sovversivo” e andare, qualora sia necessario, contro corrente, rispetto alla logica umana.

Chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà ! Una vita si perde, spendendola per una causa grande. Il dramma per ogni persona umana è quello di non avere niente e nessuno, per cui valga la pena spendere la propria vita. Sappiamo che noi possediamo, veramente, solo ciò che doniamo ad altri, come fece la donna di Sunem, che dona al profeta Elisero piccole cose: un letto, un tavolo, una sedia, una lampada e riceverà, in cambio, una vita intera, un figlio.

Per noi, forse, spaventati dall’impegno di dare la vita, di avere una causa che valga più di noi stessi, Gesù aggiunge una frase: “Chi avrà dato anche solo un bicchiere d’ acqua fresca, non perderà la sua ricompensa”. Il dare tutta la vita o anche solo una piccola cosa (come la croce e il bicchiere d’ acqua) sono i due estremi di uno stesso movimento: nel vangelo il verbo “amare” si traduce col verbo “dare”: Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio.

Un bicchiere d’ acqua, un gesto così piccolo, che anche il più povero può permettersi. Notiamo che si tratta di un gesto non banale, rappresentato da quell’ aggettivo, aggiunto al sostantivo: acqua fresca., buona, attenta alla sete dell’ altro, l’ acqua migliore che hai, con dentro l’ eco del cuore. Dare la vita, dare un bicchiere d’ acqua fresca, ecco la pedagogia di Cristo. Un bicchiere d’ acqua fresca, che ha dentro la Croce. Tutto il vangelo è nella Croce, ma è anche in un bicchiere d’ acqua. Amare, nel vangelo, è “sinonimo” del verbo dare.

                                                                       Mons. Antonino Scarcione

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