"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 4 novembre 2017

La Domenica con Gesù, XXXI del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

Testi:”…Se non mi ascolterete…manderò su voi la maledizione…” Mal 1,14b-2,2b.8-10 . 
“…Voi ricordate…il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunciato il vangelo di Dio…” 1 Ts 2,7b-9.13 . “…Scribi e farisei…le loro opere la fanno per essere ammirati dalla gente…” Mt 23,1-12.

Gesù, dopo di aver zittito i suoi avversari (anziani, farisei, erodiani, sadducei, dottori della legge), convoca le folle e i discepoli, per metterli in guardia dal loro insegnamento. Notiamo che questo è l’ ultimo discorso che Gesù rivolge alle folle ed è il più severo. Esso non è tanto una polemica con i giudei, quanto, piuttosto, un monito ai suoi discepoli, che vogliono seguirlo.

Matteo intende dire loro che, per vivere il messaggio delle beatitudini, bisogna evitare l’insegnamento degli scribi e dei farisei, “perché essi dicono e non fanno”. “ Insegnano dottrine che sono precetti di uomini”. Quindi, Gesù, dice: non seguite né la loro dottrina, né il loro comportamento. Il Dio che presentano è l’ opposto del Padre. Infatti, mentre il Padre desidera la felicità degli uomini, questi capi, invece, rendono impossibile la felicità.

E continua così: “Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente”. “Si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” (=maestri). Tutto è orientato verso la propria sfrenata autoesaltazione. Ecco perché amano essere salutati e chiamati rabbì.

L’ insegnamento di Gesù, invece, è di ben altro tenore: “ Non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli”. “E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste”. Il padre terreno è colui che trasmette la tradizione ed è l’ autorità. Il Padre celeste, invece, è colui che non impone dottrine, ma comunica il suo amore e la sua capacità di amare, il suo Spirito.

“E non fatevi chiamare guida”, perché una sola è la vostra guida, il Cristo”. “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo”. Il vero grande non è colui che impone i pesi, ma colui che li toglie, colui che si mette a servizio.

Sappiamo bene che nella vita ci sono tre verbi mortiferi, “maledetti”: “avere, salire, comandare”. Gesù ad essi oppone tre verbi “benedetti”: “dare, scendere, servire”. Se farai così, sarai felice.

                                                                                Mons. Antonino Scarcione


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