"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 24 marzo 2018

La Domenica con Gesù, Delle Palme / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Il Signore mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato…” Is 50,4-7 . 
“Gesù Cristo, pur essendo nelle condizioni di Dio…Svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini…” Fil 2,6-11 . 
“…Si fece buio su tutta la terra…Gesù gridò…Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ? …Gesù, dando un forte grido, spirò…” Mc 14,1-15,47.

I cristiani hanno considerato la Passione come una luce e una ricchezza. Marco, invece, evidenzia, in quella vicenda, l’aspetto “sconcertante” del piano di Dio. Nel processo, egli distingue due momenti: l’ istruttoria e la seduta del consiglio. L’ istruttoria, purtroppo, include la condanna: Gesù dev’ essere messo a morte. Ma i fatti, proprio le opere del Signore, non meritano affatto quell’ iniqua condanna. Delle deposizioni, Marco ricorda solo una frase, quella sulla distruzione del tempio, ma osserva che su questo, come sugli altri punti, le testimonianze non erano concordi.

Finalmente il sommo sacerdote interroga Gesù: è lui il Messia, il Figlio del Benedetto ? La risposta costituisce una solenne proclamazione di messianicità di Gesù. La conseguenza è quella di scatenare la reazione. Egli bestemmia, è, quindi, reo di morte. E viene malmenato, dileggiato e consegnato a Pilato. L’ interrogatorio viene riferito in poche righe: Sei tu il re dei giudei ? Gesù risponde affermativamente: Tu lo dici. Che strano processo: i giudei si accaniscono contro Gesù ed egli non risponde nulla. Nella seconda scena il Signore viene messo a confronto con un sedizioso omicida, Barabba. Chi dei due dev’ essere liberato ? Il procuratore romano propone di liberare” il re dei giudei”, che non ha commesso alcun delitto. Ma la folla, istigata dai capi, vuole che sia inflitto, contro Gesù, il supplizio romano, la crocifissione. Vediamo che I soldati commentano il verdetto ,inscenando “una farsa appropriata”. Infatti, il re dei giudei viene rivestito di un mantello di porpora, una corona e gli omaggi; solo che la corona è di spine e gli omaggi sono parole di scherno.

A questo punto, possiamo distinguere sei momenti: 1) Requisizione di Simone cireneo; 2) Crocifissione; 3) Dileggi: 4) Tenebre; 5) Morte e ripercussioni; 6) Menzione delle donne. La regalità viene riconosciuta in un contesto totalmente opposto a questa dignità: denudazione, umiliazione, impossibilità del condannato a difendersi. Un primo gruppo di ingiuriatori, i passanti, corrisponde alla sfilata dei falsi testimoni. Dicono: egli ha preteso di distruggere il tempio e di ricostruirlo in tre giorni. Un secondo gruppo è quello dei giudici, che richiamano la domanda, se egli fosse, o no, il Cristo, il re dei giudei. Il contesto, anche in questo caso, è quello della derisione.

“Gesù muore in croce”. Si ha un netto cambiamento, quando Gesù viene consegnato nelle mani dei peccatori. Nella parte precedente si manifestano, prima di tutto, i diversi atteggiamenti nei confronti della persona del Signore: la volontà di ucciderlo, la grande stima della sua persona da parte di una donna, il tradimento di Giuda. Poi, Gesù celebra la Pasqua, istituisce l’ eucaristia, predice l’ abbandono dei discepoli e, al Getsemani, si rende conforme alla volontà del Padre ed esorta i discepoli a vegliare e pregare.

A partire dal suo arresto, Gesù è solo, abbandonato e si trova nelle mani dei peccatori. Viene processato, condannato a morte e rinnegato, tre volte, da Pietro. Il Sinedrio lo consegna a Pilato, che si rende conto della sua innocenza, ma cede alla pressione della folla e consegna Gesù alla crocifissione. Al momento dell’ arresto, Gesù sembra passivo e caratterizzato dal silenzio. Un’ importante cesura è rappresentata dal buio di tre ore. Alle tre di pomeriggio, Gesù grida: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ?” La sensazione dell’ assenza di Dio è causata dall’ opprimente presenza dei nemici, che deridono e minacciano il supplicante.

Notiamo che tutti gli evangelisti parlano della morte di Gesù in un modo attivo. Infatti, dicono: “Spirò” o “ rese lo spirito”. Gesù, che era “riempito” e guidato dallo Spirito Santo, ridà a Dio questo spirito. Nello squarcio del velo del tempio si manifesta un altro intervento di Dio e il centurione romano, un pagano, è il primo che riconosce Gesù come Figlio di Dio. 

                                 Mons. Antonino Scarcione

Nessun commento: