"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 4 marzo 2018

La Domenica con Gesù, III di Quaresima / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Io sono il Signore, tuo Dio,…Non avrai altri dei di fronte a me…” Es 20,1-17 . 
“…Noi annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani…” I Cor 1,22-25 . 
“…Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe…Gettò a terra il denaro dei cambiamonete…: Non fate della casa del Padre mio un mercato…” Gv 2,13-35.

Ermes Ronchi afferma: “Io, come vorrei il mondo ? Cosa sogno per la terra, nostra grande casa comune ? Voglio che sia la Casa del Padre, dove tutti siamo fratelli, oppure la casa del mercato, dove tutti sono rivali ? Questa è l’alternativa, davanti alla quale ci pone Gesù. La sua scelta è così chiara e convinta, da farlo agire con una frusta in mano, come un torrente impetuoso.

Vediamo che in Gesù convivono, insieme, “la dolcezza di una donna innamorata e il coraggio di un eroe in campo di battaglia” (C. Biscontin). “Egli dice: “Non fate della casa del Padre mio una casa di mercanti ! “. Non adottiamo, quindi, “la legge della compra-vendita o del baratto”, dove tu dai qualcosa a Dio, perché Egli dia qualcosa a te.

“La Casa del Padre” non è solo il tempio, bensì l’ uomo, la donna e il creato, che non possono essere sottoposti alle “leggi del mercato”, secondo le quali il denaro varrebbe più della vita dell’ uomo. Il rischio è proprio quello di profanare la persona, specialmente, il povero, il bambino e il debole.

Casa, tempio, tenda- grembo di Dio- sono uomini e donne, che custodiscono la speranza, la libertà, la logica del dono. L’ uomo è il tempio di Dio: non dobbiamo umiliarlo, quindi, con le leggi dell’economia. Non possiamo, né dobbiamo fare mercato di noi stessi, vendendo la nostra dignità e onestà, per il potere, il profitto o la carriera. 
Infatti, l’ esistenza è una ricerca di felicità; che alcuni promettono e non mantengono. 
E’, invece, nel dare e nel ricevere amore, che si pesa la felicità della vita. 
I Giudei, allora, chiedono: quale segno ci mostri, per fare questo ? Gesù, portandoli su un altro piano, risponde: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò”. Perché “la vera Casa di Dio” è il suo corpo. E ogni corpo di uomo o di donna è un tempio: fragile, bellissimo ed infinito. Niente vale quanto una vita. Infatti, Dio con “un bacio”, le ha trasmesso il suo respiro eterno.

                                                             Mons. Antonino Scarcione

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