"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 29 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XVII Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


…Eliseo disse…Dallo da mangiare alla gente…Ne mangeranno e ne faranno avanzare…” 2 Re 4,42-44 .
“…Io prigioniero…vi esorto a comportarvi…con ogni umiltà, dolcezza, e magnanimità…” Ef 4,1-6 .
“…Allora Gesù prese i pani e dopo aver reso grazie li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci…” Gv 6,1-15.

L’ anno B della liturgia odierna ha previsto che, giunti all’episodio della moltiplicazione dei pani, si interrompa la narrazione di Marco e la si sostituisca con quella di Giovanni. Questo capitolo è, comunque, molto importante, perché in esso c’ è la confessione di Pietro e degli altri discepoli sull’ identità di Gesù: per i Giudei, il Signore è il figlio di Giuseppe, mentre Gesù stesso afferma di essere il Figlio di Dio, inviato dal Padre.

La moltiplicazione dei pani, il quarto vangelo esplicitamente la rappresenta come “segno”, che annuncia il dono del corpo e del sangue di Gesù. Gesù si trova sul lago di Tiberiade. “Una grande folla” lo segue e subito l’ evangelista, come afferma Enzo Bianchi, ce ne dà la spiegazione: Gesù ha compiuto molti segni sui malati, la sua azione e la predicazione destano, quindi, stupore e curiosità.

Successivamente, egli sceglie di salire sul monte, come aveva fatto Mosè in occasione della celebrazione dell’alleanza tra Dio e il suo popolo.

Vediamo che Gesù, seduto in alto, ha davanti a sé la grande folla in attesa. Chiama a sé Filippo e gli chiede: “Da dove potremo comprare il pane, per sfamare costoro ? “.

In realtà, Gesù sa cosa sta per compiere. Filippo, invece, fa i calcoli, per determinare la spesa ed Andrea fa presente che i cinque pani d’ orzo e i due pesci, che un ragazzo ha portato, sarebbero del tutto insufficienti, per dar da mangiare alla folla. Poi, il gesto: “Prese i pani e dopo e aver reso grazie, li distribuì e lo stesso fece con i pesci. Certamente, il segno e i gesti di Gesù preannunciano l’ istituzione dell’ Eucare-

stia nell’ ultima cena: Gesù prende il pane, rende grazie a Dio, lo spezza e lo dà ai discepoli. E proprio in virtù di quest’ azione, egli potrà dire: “ Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Così, Gesù appare come il Profeta escatologico, ben più di Eliseo, che aveva moltiplicato i pani d’ orzo.

Il pane, che è una necessità per l’ uomo, è anche ciò che Dio dona ad ogni creatura. Nel gesto di Gesù vi è dunque il venire incontro al bisogno umano, ma anche la narrazione dell’ amore di Dio, gratuito e sovrabbondante, che non chiede contraccambio, ma solo accoglienza e ringraziamento. La disposizione di Gesù,”Raccogliete i pezzi avanzati…”, significa che nella comunità del Signore ci sarà sempre il pane eucaristico e dovrà essere conservato con cura.

La narrazione di questo segno si risolve, inaspettatamente, in un malinteso. Attraverso di esso, Gesù rivela la propria identità e il suo inserimento nella storia della salvezza: è il Profeta, il Messia, colui che rinnova i segni operati da Dio nell’ Esodo. Ma la gente trae conseguienze, che egli rigetta, al punto di fuggire nella solitudine.

Infatti, la folla tenta di proclamare Gesù, Re dei Giudei. Sappiamo bene che percepire Gesà come re di questo mondo, sarebbe negare la missione che egli ha ricevuto dal Padre. Gesù è un Re crocifisso, vittima dell’ odio del mondo, solidale con i perseguitati, gli oppressi, i poveri e gli scarti della storia.

La folla, pur avendolo seguito, misconosce, dunque, Gesù, perché lo interpreta secondo i propri desideri. Ma Gesù rifiuta, perché sa che quel potere che gli vogliono dare non è il vero potere conferitogli dal Padre. Così, egli si ritira nella solitudine, evitando l’ illusione di un apparente successo, che non intende assolutamnte accettare.

                                                     Mons. Antonino Scarcione

martedì 24 luglio 2018

21 luglio, ricordando Giorgio Boris Giuliano


Un omaggio della Questura di Palermo dedicato al ricordo della figura umana e professionale del Vice Questore Giorgio Boris Giuliano 

  

domenica 22 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XVI Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“…Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo…” Ger 23,1-6 . 
“…Fratelli…voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini…” Ef 2,13-18 . 
“…Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po’…” Mc 6,30-34.

Accanto a Gesù e agli apostoli, c’era tanta gente, che andava e veniva ed essi non avevano neanche il tempo di mangiare. Gesù, allora, mostra la tenerezza di una madre: “Andiamo via, e riposatevi un po’”. Infatti, il Signore non si ferma a misurare i risultati ottenuti nella missione, bensì, si prende cura della persona e dello stato d’animo dei suoi. A lui interessa non tanto ciò che fai, ma ciò che sei. Non chiede ai dodici di pregare, di preparare una nuova missione o di affinarne il metodo, li conduce, invece, a prendersi un po’ di tempo, tutto per sé stessi, come suggerisce un famoso testo letterario, riportato da E.Ronchi: “Prenditi tempo per pensare, perché questa è la vera forza dell’ uomo. Prenditi tempo per leggere, perché questa è la base della saggezza. Prenditi tempo per pregare, perché questo è il maggior potere sulla terra. Prenditi tempo per ridere, perché il riso è la musica dell’ anima. Prenditi tempo per donare, perché il giorno è troppo corto, per essere egoista. Prenditi tempo per amare ed essere amato, perché questo è il privilegio dato da Dio. Prenditi tempo per essere amabile, perché questo è il cammino della felicità. Prenditi tempo per vivere ! “ 

E, quando vide una grande folla, provò compassione per essa. Vediamo che la compassione è il filo conduttore dei gesti di Gesù. Notiamo, così, che egli arriva al punto di modificare i suoi programmi. Come, opportunamente, annota il testo di Marco: “egli si mise ad insegnare molte cose”. Gesù, quindi, rinuncia al proprio riposo e, nello stesso tempo, ci tiene che venga rispettato dai discepoli. E i suoi osservano ed imparano: Dio considera ogni suo figlio più importante di sé stesso.

Gesù, prima ancora delle parole, insegna “uno sguardo che abbraccia”, ha compassione e prova tenerezza per chi soffre. Se c’ è sulla terra chi ha l’ arte della compassione, chi si commuove per l’ ultimo uomo, allora questa terra ha un futuro: c’ è la speranza di restare umani. 

                                                                              Mons. Antonino Scarcione

venerdì 20 luglio 2018

Al via le Selezioni ufficiali della 63^ Quintana del Saraceno


Parte la complessa macchina delle selezioni dei cavalieri iscritti nei quartieri per la imminente Quintana del Saraceno.

Il calendario, diffuso dal neo coordinatore del Palio, Dino Vullo, prevede per Martedì 24 luglio, con inizio alle ore 19:00 la giornata di prove libere e a seguire come da calendario di seguito riportato le tre giornate di selezioni.

I quartieri accoppiati per le giornate di selezione sono Monte e Casalotto; Castellina e Canali.

In questa prima fase di selezioni, ogni cavaliere gareggerà per se stesso affrontando nelle quattro prove di abilità e destrezza l’effigie del saraceno e la forca dove pende l’anello; i cavalieri che nelle tre giornate effettueranno il maggiore punteggio comporranno il sestetto della squadra che il 14 agosto sfiderà i restanti quartieri per la conquista del Vessillo papale di Maria SS. delle Vittorie.

Il Nobile Quartiere Monte Mira, sempre in testa nella classifica, 
primeggia nell'albo d’oro con 21 vittorie, contro le 20 del Casalotto, le 16 della Castellina e le 5 dei Canali.

Giovedì pomeriggio 26 luglio alle ore 19,00 al campo Sant'Ippolito con ingresso libero, avrà luogo la prima delle tre giornate di Selezioni ufficiali della 63^ edizione del Palio dei Normanni.

Di seguito il calendario delle giornate:
Martedì 24 luglio dalle ore 19,00 prove libere.

Selezioni Ufficiali:    

1^ Giornata, ore 19:00   
Giovedì 26 luglio - Monte e Casalotto,
Venerdì 27 luglio - Castellina e Canali,

2^ Giornata, ore 19:00
Lunedì 30 luglio - Monte e Casalotto,
Martedì 31 luglio - Castellina e Canali, 

3^ Giornata, ore 19:00
Mercoledì 01 agosto - Monte e Casalotto,
Giovedì 02 agosto - Castellina e Canali.

Prove Ufficiali
mercoledì 08 agosto ore 19:00 tutti i quartieri.

A tutti i Cavalieri un imbocca al lupo.
                                                                            Filippo Rausa



martedì 17 luglio 2018

L'Aforisma della Settimana



"Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità"
                             Leucippo, filosofo greco
Leucippo è stato un filosofo greco

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/

domenica 15 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XV Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Vattene, veggente, ritirati nella terra di Giuda…Là potrai profetizzare…Amos rispose…Non ero profeta, né figlio di profeta…Il Signore mi disse…Profetizza al mio popolo Israele” Am 7,12-15 . “Benedetto Dio,…Che ci ha benedetti…In Cristo…In lui abbiamo la redenzione…” Ef 1,3-10 . “…Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due …Se in qualche luogo non vi accogliessero…Andatevene e scuotete la plovere sotto i vostri piedi…” Mc 6,7-13.

“L’ insuccesso” nella sinagoga di Nazaret, dove Gesù non è stato creduto ed ha compiuto solo pochi gesti, non lo scoraggia. A tal proposito, c’è un breve versetto, purtroppo trascurato, che, invece, ha molta importanza. Recita così: “Gesù percorreva i villaggi, insegnando. Cosa significa esattamente ? Il testo indica che Gesù non sta più mettendo piede in una sinagoga , perché si è reso conto che i luoghi di culto appaiono “refrattari” all’ azione dello Spirito. Conseguentemente, si reca nei villaggi, spesso luoghi di emarginazione e di povertà. E chiamò, quindi, i Dodici. Il dodici indica il numero dei discepoli e rievoca il nuovo Israele. Li manda a due a due. Non li invia singolarmente, ad uno ad uno, bensì, a due a due. Devono, cioè, essere una comunità, che esprima un messaggio e dia loro autorità sugli spiriti impuri.

Abbiamo notato che, nel vangelo di Marco, lo spirito impuro è già affiorato e viene evidenziato dal sacro autore. Lo spirito è una forza ed esso, quando viene da Dio, è santo, non solo per la sua eccelsa qualità, ma soprattutto, per la sua attività di saper allontanare le persone dal male. Quando, invece, viene da realtà contrarie a Dio, si chiama spirito impuro.

“Ed ordinò” (è l’ unico caso in cui Gesù ha “comandato” qualche cosa) di prendere, per il viaggio, un bastone ed i sandali; cioè, quello che serve per camminare. Successivamente, invita a non portare né pane, né sacca ( la bisaccia tipica del mendicante), né denaro. Per indicare che essi devono essere persone libere e fidarsi dell’ unica ricchezza, il vangelo, la buona notizia del messaggio di salvezza. Gesù continua, affermando: dovunque arriviate, entrate in una casa e rimanetevi. Ma osserva Gesù, se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andandovene, scuotete la polvere sotto i vostri piedi, come testimonianza contro di loro. Proprio come gli ebrei, che quando si recavano in territori pagani, ritornando in Israele, scuotevano la polvere dai loro sandali, per non portare nulla di impuro nella loro terra.

Ci chiediamo, quindi, che cosa volesse dire veramente Gesù. Certamente, egli sta cambiando il concetto di pagano. Per l’ esattezza, il pagano è colui che crede in altre divinità. Per il Signore, il pagano è, invece, colui che è incapace di accogliere ed ospitare.

La conclusione è la seguente: i discepoli in missione proclamavano l’ invito alla conversione; quindi, sollecitavano il cambiamento di vita, scacciavano molti demoni, liberavano dalle ideologie, che rendevano le persone refrattarie all’ accoglienza della buona notizia di Gesù. Risulta assai importante un ultimo particolare: i discepoli non si curavano soltanto dell’ aspetto spirituale, ma si interessavano di tutta la persona; ungevano con olio molti malati e li guarivano.

                                                           Mons. Antonino Scarcione     
                    

giovedì 12 luglio 2018

Il Battesimo di Quartiere, VII^ edizione, domenica 29 luglio alle 18,30 in piazza Castello

Nella foto, anno 2014, Ettore Messina, attuale assessore
al Turismo, Beni Culturali

Domenica 29 luglio avrà luogo in piazza Castello alle ore 18,30 la VII^ edizione della cerimonia del “Battesimo di Quartiere”.

Ormai prossimi all'evento paliesco il governo del nobile quartiere Monte Mira tra le attività propedeutiche al Palio dei Normanni, come da consuetudine anche quest'anno ripropone il “Battesimo di Quartiere”, settima edizione, istituito con apposito regolamento nel 2012.

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, il “Battesimo di Quartiere” avrà luogo anche quest'anno in piazza Castello, nel grande androne di palazzo Roccazzella.

In effetti, in questi anni ci siamo sempre posti il problema, ma Quartierante si nasce, oppure si diventa?. 
Quando si pensa al Quartiere immediatamente si parla della sua storia, dei suoi luoghi, della sua gente, delle vicende di ognuno che si confondono in quelle di tutti, ai Palii persi e all'ultimo vinto, dando per scontato di appartenere ad uno dei quattro quartieri storici cittadini.

Negli ultimi decenni i Quartieri con i suoi Comitati legalmente costituiti con Statuto, hanno ulteriormente alimentato lo spirito di appartenenza, infatti oltre all'impegno alle attività che non mancano nel corso dell’anno, la vita dei Quartieri ha raggiunto il suo apice nei mesi estivi con il Palio dei Normanni e la sua Quintana, dando maggiore consistenza al “fenomeno” di appartenenza.

E’ Quartierante chi nasce nel territorio del quartiere, un po’ come la nazionalità: per cui non è una scelta, ma un dovere ed un diritto, che dura per tutta la vita, anche nel caso in cui cambia casa e si trasferisce nel territorio di un altro quartiere.

Ma quartierante si può anche diventare: chi abita al di fuori dei confini od in un'altra città, può scegliere per simpatia un Quartiere, e partecipare alla sua vita.

Siena che con le sue Contrade ha fatto scuola, negli anni ’40/50 a seguito di un acuta osservazione sullo spostamento delle famiglie dall'interno dei rioni all'esterno delle mura di città dove si iniziavano a costruire case migliori (un po’ come è successo negli ultimi trent’anni a Piazza), pensò di istituire il battesimo di Contrada per evitare di far smarrire il forte legame del contradaiolo con la contrada, perdendo quel senso di appartenenza al territorio che invece è base dell'istituzione Contrada e del Palio senese.

Detto ciò è facile dedurre lo spirito con il quale il Consiglio direttivo del nobile quartiere Monte Mira, nell'anno 2012 ha istituito con un proprio regolamento il “Battesimo di Quartiere”, legare con un cerimoniale, misto tra sacro e profano, l’appartenenza al Quartiere.

Il quartiere Monte Mira è tra i quartieri che ha subito più pesantemente il fenomeno della migrazione di quartieranti nelle nuove zone residenziali, quartieranti che sentimentalmente sono rimasti legati al quartiere perché in esso vi hanno trascorso e vissuto parte della loro vita.

Ed è anche a loro, quelli che non nascono e non crescono più nel quartiere che si guarda; tutti, a qualsiasi età, potranno essere protagonisti del “Battesimo di quartiere”: potrà essere impartito ai bambini/e (quale dono fatto al figlio dal genitore), ai ragazzi/e egli adulti quale loro libera scelta.

Per quest'anno, la data stabilita per la cerimonia è Domenica 29 luglio, il tutto alla presenza di alfiere e tamburi, tra lo squillo di trombe, il rullo dei tamburi e lo sventolio festoso delle bandiere, il Presidente in qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, battezzerà "quartierante a vita", usando l'acqua.

In ricordo verrà consegnato al quartierante una pergamena e il fazzoletto, con i colori del quartiere, giallo listato di nero e bianco, con stampato o ricamato lo stemma araldico, l’aquila; il fazzoletto andrà poi indossato legandolo al collo.

Dopo la cerimonia, i battezzati, i quartieranti, i simpatizzanti si ritroveranno tutti insieme a cena presso il Ristorante Primavera (alla modicissima cifra di € 15,00), per celebrare degnamente la VII° edizione di una "iniziativa" entrata di diritto tra le idee che più hanno coinvolto il tessuto urbano.

                                                                                    Filippo Rausa 


mercoledì 11 luglio 2018

Ripulito il Giardino "Carmelo Scibona"



Sabato 7 luglio, nel primo pomeriggio, i soci del Nobile quartiere Monte Mira hanno ripulito il Giardino Carmelo Scibona, colmo di erbacce, sterpaglie e rifiuti di ogni genere. L' intervento di bonifica già programmato da qualche settimana ha coinvolto 7 soci del quartiere che muniti di due decespugliatori, rastrelli, pale, e scope hanno ridato dignità all'area verde presente nel quartiere. Per tutto ciò ringrazio i soci Filippo Purrazza, Salvatore Oliva, Alfredo Bandiera, Tony Amato, Osvaldo Scarcelli, Nicolò Scroppo e Filippo Rausa.










lunedì 9 luglio 2018

Iscrizioni Cavalieri giostranti

Con la pubblicazione del Bando da parte dell’Amministrazione Comunale, da lunedì 02 fino al 16 luglio sono aperte le iscrizioni per gli aspiranti Cavalieri giostranti per la 63^ edizione del Palio dei Normanni.

I Cavalieri che vorranno rappresentare i colori del Nobile Quartiere Monte Mira potranno iscriversi così come previsto dal regolamento Palio, recandosi presso la sede di via Floresta, al civico 1, ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 20,00.

Per essere iscritti e partecipare alle selezioni i cavalieri devono avere un’età non inferiore a 18 anni compiuti all’atto dell’iscrizione, e presentare la documentazione prevista nel bando.

Ogni aspirante cavaliere (pena la decadenza) dovrà iscriversi in un solo quartiere.

                                     Filippo Rausa

domenica 8 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XIV Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Io ascoltai colui che mi parlava…” Ez 2,2-5 . “…Affinchè io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina…” 2 Cor 12,7-10 . “…Molti rimanevano stupiti e dicevano: da dove gli vengono queste cose ? E che sapienza è quella che gli è stata data ? Ma Gesù disse loro: un profeta non è disprezzato se non nella sua patria…” Mc 6,1-6.

Riflettiamo insieme allo studioso Ezio Prato su stupore e incredulità, elementi caratterizzanti del vangelo odierno. Sappiamo che, come afferma Aristotele, lo stupore è all’ inizio della conoscenza. Ma anche della fede. Lo stupore è l’ atteggiamento originario dell’ uomo, che rimane sorpreso, fin da subito, per il fatto stesso che “le cose” esistano. Questo atteggiamento si rinnova di fronte a ciò che è grande, sorprende e meraviglia. Molte pagine del vangelo “attestano” che lo stupore è la prima reazione di fronte a Cristo. Notiamo lo stupore di Maria e Giuseppe, quello di Pietro e dei discepoli, la sorpresa degli abitanti di Nazaret e quella di tutti i Giudei: la folla intera è colpita da grande stupore. Nessuno ha una sapienza simile a quella di Gesù. Nessuno compie opere come le sue.

Come mai, allora, questo stupore si trasforma, inaspettatamente, in chiusura verso il maestro ? Perché genera distacco e Incredulità ? Perché anche noi, che pur rimaniamo sorpresi, davanti al Signore, ci “blocchiamo” ? Le ragioni sono diverse. Disattenzione e disinteresse. Rifiuto del nuovo, rifiuto della conversione, che la verità richiede, illudendoci che il nostro cambiamento possa avvenire “automaticamente”. Oppure, dipende dall’ attaccamento ad una tradizione, che è diventata soltanto tradizione di uomini. O, anche, si tratta di una difesa della propria, presunta, autosufficienza. Incredibilmente, dal rifiuto del Cristo, non sono esclusi neppure “i suoi”: quelli della sua patria e noi medesimi. In noi può ingenerarsi una familiarità “buona” (Gesù che diventa “uno di casa” e ci impegniamo a conoscerlo e seguirlo), o può colpirci una forma di familiarità “cattiva” ( che blocca la conoscenza dell’ altro e tutto si trasforma in abitudine vuota di senso).

La vera fede, invece, vive e si alimenta di una sempre rinnovata meraviglia. “Un cristianesimo senza bellezza e senza stupore, come afferma il teologo Balthassar, diventa arido e inerte”, una dottrina astratta, un bene senza forza di attrazione. Una fede senza stupore risulta priva di bellezza e non convince nessuno.

Vale la pena riprendere l’ interrogativo: perché dallo stupore si può passare all’ incredulità ? Perché ciò che prima era sorpresa affascinante può scadere ed impedire di credere ? Certamente, la ragione profonda del “no”, detto a Gesù, rimane misteriosa: affonda le radici nella nostra libertà: è un mistero. E’ come “il negativo fotografico” della fede. C’ è anche un altro stupore: la meraviglia di Gesù per l’ incredulità degli abitanti della sua terra, Nazaret. Lo sappiamo bene che il cuore dell’ uomo è fatto per il Vero e per il Bene e trova pace solo nell’ incontro con Dio. Eppure, incredibilmente, la libertà dell’ uomo può “chiudersi”, fino a dire “no”. Perché?

Notiamo che il “no” dell’ uomo “lega” le mani a Dio. Gesù stesso, di fronte all’ incredulità umana, non compie miracoli: non intende “schiacciare la nostra libertà” con l’ imposizione della sua proposta. ”Non è forse proprio questo lo stile divino ? Quello di non sopraffare con la potenza, ma di dare libertà, donare e suscitare amore” (Benedetto XVI ).

Dio non vuole forzare l’ uomo, in ciò che lo rende unico e irriducibile: la libertà. Dio vuole essere amato liberamente. Si ferma e rimane in attesa di un “sì” dell’ uomo. Gesù non forza la nostra libertà, bensì, attende che il nostro rifiuto diventi, “liberamente”, un “sì”.

                                                                        Mons. Antonino Scarcione  

venerdì 6 luglio 2018

Selezione coppie per partecipare al Palio dei Normanni nel gruppo dei Danzatori medievali.



Si comunica che la Scuola di ballo di Osvaldo e Daniela Lo Presti selezionano coppie per partecipare al Palio dei Normanni nel gruppo dei Danzatori medievali. 

Per informazioni contattare Osvaldo e Daniela


https://www.facebook.com/pg/International-dance-164476336923438/photos/?ref=page_internal