"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 29 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XVII Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


…Eliseo disse…Dallo da mangiare alla gente…Ne mangeranno e ne faranno avanzare…” 2 Re 4,42-44 .
“…Io prigioniero…vi esorto a comportarvi…con ogni umiltà, dolcezza, e magnanimità…” Ef 4,1-6 .
“…Allora Gesù prese i pani e dopo aver reso grazie li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci…” Gv 6,1-15.

L’ anno B della liturgia odierna ha previsto che, giunti all’episodio della moltiplicazione dei pani, si interrompa la narrazione di Marco e la si sostituisca con quella di Giovanni. Questo capitolo è, comunque, molto importante, perché in esso c’ è la confessione di Pietro e degli altri discepoli sull’ identità di Gesù: per i Giudei, il Signore è il figlio di Giuseppe, mentre Gesù stesso afferma di essere il Figlio di Dio, inviato dal Padre.

La moltiplicazione dei pani, il quarto vangelo esplicitamente la rappresenta come “segno”, che annuncia il dono del corpo e del sangue di Gesù. Gesù si trova sul lago di Tiberiade. “Una grande folla” lo segue e subito l’ evangelista, come afferma Enzo Bianchi, ce ne dà la spiegazione: Gesù ha compiuto molti segni sui malati, la sua azione e la predicazione destano, quindi, stupore e curiosità.

Successivamente, egli sceglie di salire sul monte, come aveva fatto Mosè in occasione della celebrazione dell’alleanza tra Dio e il suo popolo.

Vediamo che Gesù, seduto in alto, ha davanti a sé la grande folla in attesa. Chiama a sé Filippo e gli chiede: “Da dove potremo comprare il pane, per sfamare costoro ? “.

In realtà, Gesù sa cosa sta per compiere. Filippo, invece, fa i calcoli, per determinare la spesa ed Andrea fa presente che i cinque pani d’ orzo e i due pesci, che un ragazzo ha portato, sarebbero del tutto insufficienti, per dar da mangiare alla folla. Poi, il gesto: “Prese i pani e dopo e aver reso grazie, li distribuì e lo stesso fece con i pesci. Certamente, il segno e i gesti di Gesù preannunciano l’ istituzione dell’ Eucare-

stia nell’ ultima cena: Gesù prende il pane, rende grazie a Dio, lo spezza e lo dà ai discepoli. E proprio in virtù di quest’ azione, egli potrà dire: “ Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Così, Gesù appare come il Profeta escatologico, ben più di Eliseo, che aveva moltiplicato i pani d’ orzo.

Il pane, che è una necessità per l’ uomo, è anche ciò che Dio dona ad ogni creatura. Nel gesto di Gesù vi è dunque il venire incontro al bisogno umano, ma anche la narrazione dell’ amore di Dio, gratuito e sovrabbondante, che non chiede contraccambio, ma solo accoglienza e ringraziamento. La disposizione di Gesù,”Raccogliete i pezzi avanzati…”, significa che nella comunità del Signore ci sarà sempre il pane eucaristico e dovrà essere conservato con cura.

La narrazione di questo segno si risolve, inaspettatamente, in un malinteso. Attraverso di esso, Gesù rivela la propria identità e il suo inserimento nella storia della salvezza: è il Profeta, il Messia, colui che rinnova i segni operati da Dio nell’ Esodo. Ma la gente trae conseguienze, che egli rigetta, al punto di fuggire nella solitudine.

Infatti, la folla tenta di proclamare Gesù, Re dei Giudei. Sappiamo bene che percepire Gesà come re di questo mondo, sarebbe negare la missione che egli ha ricevuto dal Padre. Gesù è un Re crocifisso, vittima dell’ odio del mondo, solidale con i perseguitati, gli oppressi, i poveri e gli scarti della storia.

La folla, pur avendolo seguito, misconosce, dunque, Gesù, perché lo interpreta secondo i propri desideri. Ma Gesù rifiuta, perché sa che quel potere che gli vogliono dare non è il vero potere conferitogli dal Padre. Così, egli si ritira nella solitudine, evitando l’ illusione di un apparente successo, che non intende assolutamnte accettare.

                                                     Mons. Antonino Scarcione

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